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SABATO 16 E DOMENICA 17 GENNAIO 2027

FIRENZE DEI MEDICI

LA GRANDE MOSTRA "MAGNIFICO 1492" E I LUOGHI DEL POTERE MEDICEO

Firenze, mostra Magnifico 1492 e i luoghi del potere mediceo

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In occasione della grande mostra allestita a Palazzo Pitti, un viaggio straordinario nel cuore della Firenze dei Medici, alla scoperta della città che, sotto la guida di Lorenzo il Magnifico, divenne la culla del Rinascimento e il centro della cultura europea.

La prestigiosa MOSTRA "MAGNIFICO 1492. LORENZO DE' MEDICI E LE ARTI", allestita a PALAZZO PITTI, sarà il filo conduttore di un itinerario che ci porterà nei luoghi simbolo del potere e del mecenatismo mediceo. Il percorso espositivo riunirà un’ampia selezione di dipinti e sculture, con capolavori accanto a oggetti di varia natura: un insieme eterogeneo che riflette la molteplicità di interessi, passioni e curiosità che caratterizzò in modo distintivo la cultura della famiglia Medici. L’esposizione si propone come un’autentica e dettagliata ricostruzione, la più ampia mai realizzata, della straordinaria collezione dei Medici, così come descritta e inventariata nel 1492, alla morte di Lorenzo, quando era custodita nel palazzo di famiglia, l’attuale PALAZZO MEDICI RICCARDI. Commissionato intorno alla metà del Quattrocento da Cosimo il Vecchio all’architetto Michelozzo, rappresenta uno dei più importanti modelli dell’architettura civile rinascimentale. Dietro la facciata austera si aprono ambienti eleganti e un armonioso cortile porticato. Il suo maggiore capolavoro è la Cappella dei Magi, decorata da Benozzo Gozzoli con un sontuoso corteo nel quale compaiono numerosi membri della famiglia Medici e alcuni tra i più illustri protagonisti della Firenze del Quattrocento. Non fu soltanto la dimora della famiglia, ma anche il centro della vita politica, diplomatica e culturale fiorentina durante gli anni di Cosimo e di Lorenzo il Magnifico. Visiteremo inoltre PALAZZO VECCHIO, monumentale emblema della storia politica di Firenze. Al suo interno si trovano ambienti di straordinario interesse, tra cui il grandioso Salone dei Cinquecento, decorato da Giorgio Vasari e dalla sua bottega, gli appartamenti monumentali e le sale dedicate alle corporazioni e alle magistrature cittadine. Un percorso affascinante tra capolavori d'arte, architetture monumentali e testimonianze di un'epoca irripetibile, per comprendere il ruolo determinante dei Medici nella nascita dell'arte moderna e nell'affermazione di Firenze come una delle capitali culturali del mondo.

Visite guidate a cura di Simona Biagianti.

Quando

Quando: sabato 16 e domenica 17 gennaio 2027.

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La Firenze medicea si comprende anche osservando ciò che i Medici sceglievano di raccogliere, il valore attribuito agli oggetti, le reti artistiche internazionali e il modo in cui gli spazi del potere vennero trasformati nel corso delle generazioni. Questi aspetti permettono di leggere la mostra e i palazzi visitati come parti di un unico sistema culturale e politico.

Quando un cammeo valeva più di un Botticelli

L’inventario redatto alla morte di Lorenzo nel 1492 non è soltanto un elenco di proprietà: rivela anche una precisa gerarchia del valore. Il Metropolitan Museum ricorda che i cammei più importanti della raccolta erano stimati diverse volte più dei migliori dipinti di Botticelli. Un vaso in diaspro rosso oggi conservato nel Tesoro dei Granduchi di Palazzo Pitti, identificato nell’inventario di Lorenzo, fu valutato ben 600 fiorini. Gemme, pietre dure e oggetti antichi erano dunque elementi centrali del prestigio culturale mediceo.

Una Firenze già europea: il dialogo con le Fiandre

Il collezionismo dei Medici non guardava soltanto all’antichità classica e agli artisti fiorentini. Le Gallerie degli Uffizi ricordano che il Compianto sul Cristo morto di Rogier van der Weyden compare nell’inventario del 1492 come opera proveniente dall’altare della Villa Medicea di Careggi. È una testimonianza concreta dei rapporti fra Firenze e l’Europa del Nord e dell’interesse mediceo per la straordinaria precisione tecnica e naturalistica della pittura fiamminga.

La Cappella dei Magi era un racconto unitario

Gli affreschi di Benozzo Gozzoli non furono concepiti come una decorazione autonoma. Il ciclo pittorico era pensato in stretta relazione tematica e figurativa con l’originaria Adorazione del Bambino di Filippo Lippi posta sull’altare. La pala oggi visibile nella cappella è una replica: leggere insieme pareti e altare aiuta a ricostruire il progetto religioso e dinastico originario dell’ambiente.

Palazzo Vecchio: da sede civica a reggia medicea

Il palazzo nacque alla fine del Duecento come sede dei Priori delle Arti e del Gonfaloniere di Giustizia. Nel Cinquecento il suo significato cambiò radicalmente: con il trasferimento della residenza di Cosimo I de’ Medici divenne anche una vera reggia, destinata alla famiglia ducale e alla corte. Dal 1555 Giorgio Vasari assunse un ruolo decisivo nel grande cantiere di trasformazione, traducendo l’autorità del duca in un vasto programma architettonico e figurativo.



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