MOSTRE

Visite guidate alle più importanti mostre


MERCOLEDÌ 7 OTTOBRE 2026, ORE 15

MOSTRA: “ARNALDO POMODORO. UNA VITA”

L’avventura creativa di un Maestro del Novecento

Milano, Mostra Arnaldo Pomodoro alle Gallerie d'Italia

La mostra, allestita alle Gallerie d'Italia, è il racconto di una vita, di un viaggio artistico durato oltre sessant’anni, dal fermento degli esordi alla metà degli anni Cinquanta fino alle più recenti sperimentazioni degli anni Duemila. Grazie a un nucleo antologico di circa quarantacinque opere provenienti dalle Collezioni di Intesa Sanpaolo e di Fondazione Arnaldo Pomodoro, la visita guidata ci farà ripercorrere, decennio dopo decennio, le tappe più significative dell’avventura creativa e poetica di Pomodoro.

Visita guidata a cura di Alberto Marchesini.

Info

Quota: 23 euro (visita guidata, biglietto di ingresso, radiocuffie). Ingresso gratuito con Abbonamento Musei Lombardia. Disdette senza penali consentite entro 15 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.

Quando

Quando: mercoledì 7 ottobre 2026, ore 15

RICHIESTA INFORMAZIONI/PRENOTAZIONE

La mostra “Arnaldo Pomodoro. Una vita” propone una lettura biografica dell’opera attraverso oltre sessant’anni di attività. Il percorso, costruito in successione cronologica, consente di osservare come la ricerca dell’artista si sia trasformata dagli esordi della metà degli anni Cinquanta alle sperimentazioni più recenti, mettendo in relazione opere provenienti dalle collezioni di Intesa Sanpaolo e della Fondazione Arnaldo Pomodoro.

Gli esordi negli anni Cinquanta

Il punto di partenza è il fermento della metà degli anni Cinquanta, momento nel quale prende forma il percorso artistico di Pomodoro. Osservare le opere iniziali in rapporto a quelle successive permette di riconoscere continuità, cambiamenti e progressiva maturazione della ricerca.

Un racconto per decenni

Il percorso di visita, decennio dopo decennio, trasforma la visita in una vera biografia per immagini. Le opere non sono presentate come episodi isolati, ma come tappe di un processo lungo nel quale ogni fase dialoga con quelle precedenti.

Circa quarantacinque opere

Il nucleo antologico di circa quarantacinque opere offre una selezione abbastanza ampia da restituire la durata della ricerca senza perdere la leggibilità del percorso. La mostra invita quindi a cogliere le opere come parti di una storia complessiva.

Due collezioni in dialogo

La presenza di lavori provenienti dalle Collezioni di Intesa Sanpaolo e dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro mette in dialogo patrimoni differenti, riuniti per ricostruire le principali tappe dell’avventura creativa dell’artista.

Una vita come chiave di lettura

Il titolo della mostra suggerisce la chiave interpretativa fondamentale: seguire una vita attraverso le opere. La successione cronologica permette di osservare non soltanto il risultato finale, ma la persistenza della sperimentazione nel corso di oltre sei decenni.


MERCOLEDÌ 14 OTTOBRE 2026, ORE 15

MOSTRA: "DALÍ E LA MODA"

Moda e Arte si intrecciano nel genio creativo e rivoluzionario di Salvador Dalí

Milano, Mostra Dalí e la moda a Palazzo Reale

La visita guidata alla mostra “Dalí e la moda”, allestita a Palazzo Reale, sarà l’occasione per scoprire un aspetto meno noto ma fondamentale dell’universo creativo di Salvador Dalí: il suo rapporto con la moda, intesa non come semplice ambito decorativo, ma come terreno di sperimentazione, provocazione e invenzione visiva. L’esposizione, realizzata con la collaborazione e il sostegno di prestigiose istituzioni museali internazionali, esplora gli aspetti più intimi e intensi del processo creativo dell’artista, mettendo in luce il continuo dialogo tra arte, corpo, abito, oggetto e immaginario surrealista. Dalí seppe infatti trasformare ogni linguaggio in occasione di meraviglia: pittura, design, fotografia, teatro, cinema e moda diventano parte di un’unica visione, capace di superare i confini tradizionali dell’opera d’arte. Attraverso un percorso che restituisce la complessità e l’eclettismo del suo genio, la mostra permette di comprendere come anche la moda abbia accompagnato tutte le fasi della sua carriera, dalle celebri collaborazioni con Elsa Schiaparelli fino alle più sorprendenti contaminazioni tra eleganza, ironia e sogno. Una visita per avvicinarsi a un Dalí meno consueto, ma altrettanto rivoluzionario, e per cogliere la straordinaria modernità di un artista che ha fatto della metamorfosi il cuore stesso della propria poetica.

Visita guidata a cura di Alberto Marchesini.

Info

Quota: 28 euro (visita guidata, biglietto d'ingresso, prevendita, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 15 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.

Quando

Quando: mercoledì 14 ottobre 2026, ore 15

RICHIESTA INFORMAZIONI/PRENOTAZIONE

Il rapporto tra Salvador Dalí e la moda apre una prospettiva particolarmente efficace per comprendere la natura trasversale del Surrealismo. Abito, corpo, oggetto e immagine diventano elementi dello stesso laboratorio creativo, nel quale pittura, fotografia, cinema, teatro e design superano continuamente i propri confini. La moda appare così come uno dei territori privilegiati della metamorfosi daliniana.

La moda come linguaggio artistico

Per Dalí la moda non è un semplice complemento decorativo. Diventa un campo nel quale sperimentare forme, identità e percezioni, trasformando l’abito in un oggetto capace di produrre sorpresa e di mettere in discussione le convenzioni.

Dal corpo all’oggetto

Il dialogo tra corpo, abito e oggetto è centrale per comprendere l’approccio dell’artista. La figura umana non è più separata da ciò che indossa o dagli oggetti che la circondano: tutto può diventare parte di una stessa invenzione visiva.

Le collaborazioni con Elsa Schiaparelli

Le celebri collaborazioni con Elsa Schiaparelli mostrano in modo esemplare l’incontro tra alta moda e immaginario surrealista. L’ironia, lo spiazzamento e il gusto per l’inatteso trasformano il vestito in una superficie sulla quale arte e vita quotidiana si contaminano.

Un artista tra molti linguaggi

Pittura, design, fotografia, teatro e cinema partecipano alla stessa visione. La mostra consente di leggere questa pluralità non come dispersione, ma come caratteristica essenziale di un artista che cercava continuamente nuovi mezzi per dare forma al proprio immaginario.

Metamorfosi, eleganza e sogno

La metamorfosi è uno dei fili conduttori più efficaci per avvicinarsi a Dalí. Nella moda, più che altrove, il corpo può cambiare identità attraverso forme, materiali e simboli: eleganza, ironia e sogno diventano così strumenti di trasformazione.


GIOVEDÌ 5 NOVEMBRE 2026, ore 15

MOSTRA: "ETRUSCHI E VENETI. ACQUE, CULTI E SANTUARI"

Tra scambi, rituali e civiltà dell’acqua

Fondazione Rovati, mostra Etruschi e Veneti

Etruschi e Veneti hanno storicamente condiviso strettissime e durature relazioni commerciali e culturali, favorite dai contatti lungo le vie terrestri e fluviali dell’Italia antica. Sempre in profonda e prolungata vicinanza, il mondo etrusco esercitò una significativa influenza sulla cultura dei Veneti antichi, che hanno saputo trarre frutto dallo scambio facendo tuttavia un’attenta selezione nell’accogliere materiali, mode, influssi, selezionandoli e rielaborandoli in forme originali, con una propria sensibilità. Tra le due civiltà emergono così profondi parallelismi ma anche evidenti differenze, che la mostra allestita alla Fondazione Rovati invita a scoprire attraverso reperti, testimonianze archeologiche e nuove acquisizioni di studio. Al centro del percorso si pone l’acqua, elemento vitale e simbolico, legato alla vita quotidiana, agli scambi, ai paesaggi sacri e alle pratiche cultuali. Fiumi, sorgenti e santuari diventano così luoghi privilegiati per comprendere il rapporto tra uomo, natura e divinità, offrendo un’occasione preziosa per avvicinarsi a due civiltà affascinanti, unite dal dialogo ma distinte nella propria identità culturale.

Visita guidata a cura di Valeria Gerli.

Info

Quota: 31 euro intero, 27 euro over 65, 15 euro con Abbonamento Musei Lombardia (visita guidata, biglietto d'ingresso, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 15 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.

Quando

Quando: giovedì 5 novembre 2026, ore 15

RICHIESTA INFORMAZIONI/PRENOTAZIONE

Il confronto tra Etruschi e Veneti permette di osservare come le culture dell’Italia antica fossero connesse da reti di scambio senza perdere la propria identità. La mostra concentra l’attenzione sul ruolo dell’acqua, elemento insieme concreto e simbolico: vie fluviali, sorgenti e luoghi sacri diventano lo sfondo nel quale riconoscere contatti commerciali, pratiche cultuali e differenti modalità di rielaborazione culturale.

Due civiltà in relazione

Etruschi e Veneti antichi mantennero rapporti commerciali e culturali duraturi. Le vie terrestri e fluviali favorirono la circolazione di oggetti, modelli e idee, creando un’area di contatto nella quale l’influenza reciproca non significò mai semplice uniformità.

Accogliere e trasformare

La cultura veneta non ricevette passivamente gli influssi etruschi: li selezionò e rielaborò secondo una propria sensibilità. Questo processo è particolarmente interessante perché mostra come gli scambi culturali producano somiglianze, ma anche nuove forme originali.

L’acqua come via di comunicazione

Fiumi e percorsi d’acqua furono innanzitutto vie di movimento e di scambio. Seguire il tema dell’acqua permette quindi di ricostruire una geografia di relazioni che collegava comunità diverse e rendeva possibile la circolazione di merci e pratiche.

Sorgenti, culti e santuari

L’acqua possedeva anche un forte valore sacro e simbolico. Sorgenti e santuari diventano luoghi privilegiati per osservare il rapporto tra comunità, paesaggio e divinità, collegando la dimensione naturale a quella rituale.

Somiglianze e differenze

Il percorso mette in evidenza parallelismi e differenze tra le due civiltà. È proprio il confronto a rendere più leggibili le rispettive identità: ciò che viene condiviso mostra la rete dei contatti, mentre ciò che resta distinto rivela scelte culturali specifiche.


MERCOLEDÌ 25 NOVEMBRE 2026

ROMA, TOMBA FRANÇOIS E IL RITORNO DEGLI EROI

Mostra al Museo Etrusco di Villa Giulia

Tomba François e mostra Il Ritorno degli Eroi al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia Tomba François e mostra Il Ritorno degli Eroi al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

Una giornata a Roma, dedicata alla civiltà etrusca e alle straordinarie testimonianze artistiche e archeologiche che ne raccontano la storia, i miti e l’identità. Arrivo in treno e transfer privato al Museo Etrusco di Villa Giulia, dove affronteremo un percorso affascinante alla scoperta della straordinaria Tomba François di Vulci, uno dei più importanti capolavori della pittura etrusca del IV secolo a.C., eccezionalmente ricostruita nelle sale del Museo. L'esposizione conduce il visitatore nel cuore dell'immaginario etrusco attraverso un eccezionale ciclo di affreschi popolato da eroi, divinità e personaggi storici. Le scene, ricche di riferimenti alla mitologia greca e alla storia dell'Etruria, raccontano episodi di valore, vendetta, libertà e memoria, offrendo una preziosa testimonianza della cultura e dell'identità del popolo etrusco. Un racconto di pietra e di colore che rivela come l'aristocrazia etrusca trovasse nel mito uno strumento di autorappresentazione e legittimazione. Nell'ultima sala, la mostra "Il Ritorno degli Eroi". Opere, gioielli e documenti inediti, provenienti da prestigiosi istituti internazionali come Musée du Louvre, British Museum, Royal Museum of Art and History di Bruxelles, Musée Cantonal d’Archéologie et d’Histoire di Losanna, Musei Vaticani e Istituto Archeologico Germanico di Roma, ricompongono il corredo e raccontano il contesto originario della tomba. Un'occasione unica per conoscere uno dei monumenti più celebri dell'antichità e riscoprire, attraverso il "ritorno degli eroi", il fascino di una civiltà che continua ancora oggi a sorprendere per la sua raffinatezza artistica e la profondità del suo patrimonio culturale.

Visite guidate a cura di Valeria Gerli.

Info

Quota: 190 euro (biglietto treno alta velocità A/R, trasferimenti in pullman privato stazione/museo/stazione, biglietto di ingresso alla mostra, radiocuffie, accompagnatore e guida da Milano, assicurazione R.C. obbligatoria e Medico Bagaglio). Pranzo libero sul treno. Disdette senza penali consentite entro 15 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.

Quando

Quando: mercoledì 25 novembre 2026.

Dove

Ritrovo: ore 7,45 davanti Feltrinelli, piano binari, Stazione Centrale di Milano. Partenza ore 8,15

RICHIESTA INFORMAZIONI/PRENOTAZIONE

La Tomba François di Vulci è uno dei documenti più importanti per comprendere la pittura, l’ideologia aristocratica e la memoria storica degli Etruschi. Realizzato tra il 340 e il 320 a.C., il complesso figurativo mette in relazione miti greci, tradizioni etrusche e vicende legate alla storia di Roma. La nuova presentazione al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia ricostruisce il ciclo pittorico e lo riunisce idealmente al suo contesto funerario attraverso la mostra “Il Ritorno degli Eroi”.

Una tomba aristocratica di Vulci

Scoperta il 1° maggio 1857 dall’archeologo Alessandro François nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci, la tomba era scavata nel tufo e decorata da trentasette pannelli dipinti. La ricchezza dell’apparato figurativo testimonia il rango della famiglia che la fece realizzare e ne fa uno dei massimi capolavori della pittura etrusca giunti fino a noi.

Mito greco e tradizione etrusca

Le pitture accostano episodi della mitologia greca e racconti della tradizione etrusca: il sacrificio dei prigionieri troiani per i funerali di Patroclo, la lotta tra Eteocle e Polinice e le imprese degli eroi etruschi. Il mito diventa così uno strumento per parlare di coraggio, conflitto, memoria e identità.

Vel Saties, Macstarna e Celio Vibenna

Tra i protagonisti compare Vel Saties, legato alla committenza della tomba, accanto a figure della tradizione storica etrusca. Celebre è la scena in cui Macstarna, identificato dalla tradizione con il futuro re Servio Tullio, libera il condottiero vulcente Celio Vibenna: un intreccio eccezionale tra memoria familiare, storia e leggenda.

Il ritorno al patrimonio pubblico

Nel 2026 gli affreschi sono entrati nelle collezioni dello Stato e sono stati presentati a Villa Giulia in un allestimento contemporaneo ed evocativo. Il percorso accompagna il visitatore dalla scoperta archeologica alla ricostruzione dell’antro funerario, consentendo di leggere le scene nel rapporto originario tra immagini e spazio.

“Il Ritorno degli Eroi” e il corredo disperso

La mostra, visitabile fino al 31 dicembre 2026, riunisce reperti provenienti da importanti musei internazionali e ricompone il contesto materiale della tomba. Gioielli, collane, orecchini, scarabei, anelli e vasi provenienti, tra gli altri, dal Musée du Louvre e dal British Museum permettono di mettere in dialogo le pitture con gli oggetti appartenuti alla famiglia Saties e di comprendere meglio il significato sociale e funerario del monumento.


GIOVEDÌ 26 NOVEMBRE 2026, ORE 15

MOSTRA: "MATISSE. IL MONDO IN UNA STANZA"

Colori, viaggi e suggestioni lontane nell’universo creativo del maestro francese

Mudec, mostra su Matisse

La mostra Matisse. Il mondo in una stanza, allestita al Mudec di Milano, conduce alla scoperta di uno degli artisti più innovativi del Novecento, capace di trasformare il colore, la linea e la decorazione in un linguaggio di straordinaria libertà espressiva. Il percorso mette in luce il rapporto profondo tra Henri Matisse e le culture incontrate attraverso studi, viaggi, collezioni e suggestioni provenienti da mondi diversi: dall’arte africana al mondo islamico, dalla Russia al Pacifico, fino alla Cina. Oggetti, tessuti, forme ornamentali e memorie visive entrano idealmente nella “stanza” dell’artista, non come semplici citazioni esotiche, ma come elementi vivi di un processo creativo capace di rinnovare dall’interno l’arte moderna. Attraverso dipinti, opere su carta e sculture, la mostra permette di osservare come Matisse abbia saputo costruire un universo intimo e insieme aperto al mondo, dove ogni immagine diventa spazio di incontro tra culture, sensibilità e forme. Una visita per comprendere non solo la bellezza luminosa della sua arte, ma anche la complessità del suo sguardo, sospeso tra interiorità, viaggio e modernità.

Visita guidata a cura di Alberto Marchesini.

Info

Quota: 30 euro (visita guidata, biglietto di ingresso, prevendita, noleggio radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 15 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.

Quando

Quando: giovedì 26 novembre 2026, ore 15

RICHIESTA INFORMAZIONI/PRENOTAZIONE

“Il mondo in una stanza” sintetizza bene il modo in cui Henri Matisse trasformò suggestioni provenienti da culture diverse in un linguaggio profondamente personale. Viaggi, oggetti, tessuti e immagini non sono presentati come semplici citazioni esotiche, ma come materiali visivi capaci di entrare nello spazio dell’artista e di alimentare una ricerca fondata su colore, linea, decorazione e libertà compositiva.

Colore, linea e decorazione

Matisse costruisce il proprio linguaggio attraverso un uso libero di colore, linea e decorazione. Questi elementi non servono soltanto a descrivere la realtà, ma diventano autonomi e organizzano lo spazio dell’opera secondo equilibri nuovi.

Un orizzonte culturale molto ampio

Il percorso richiama suggestioni provenienti dall’arte africana, dal mondo islamico, dalla Russia, dal Pacifico e dalla Cina. La varietà di questi riferimenti mostra quanto l’immaginario dell’artista fosse aperto a forme nate fuori dalla tradizione europea.

Oggetti e tessuti come strumenti creativi

Oggetti, tessuti e motivi ornamentali entrano nell’atelier e diventano parte del processo creativo. Non sono semplicemente modelli da copiare: modificano il modo di costruire superfici, interni e rapporti tra figura e sfondo.

La stanza come spazio mentale

La “stanza” del titolo può essere letta come luogo fisico ma anche come spazio mentale. L’interno domestico si apre idealmente al mondo e raccoglie memorie di viaggi, collezioni e incontri, trasformandoli in una dimensione intima.

Dipinti, opere su carta e sculture

Il confronto tra dipinti, opere su carta e sculture permette di seguire la stessa ricerca attraverso tecniche differenti. Cambiano i materiali, ma resta centrale la volontà di semplificare la forma e di costruire un’immagine capace di unire esperienza personale e modernità.


SABATO 28 NOVEMBRE 2026

NOVARA IN MOSTRA

Dall'eleganza di Hayez e Boldini ai tesori del passato

Novara, mostra Hayez Boldini Casorati e Museo Archeologico al Castello Visconteo-Sforzesco Novara, mostra Hayez Boldini Casorati e Museo Archeologico al Castello Visconteo-Sforzesco

Allestita al Castello Visconteo-Sforzesco di Novara, la mostra "Hayez, Boldini, Casorati. Moda e costume nella società moderna" è un affascinante percorso espositivo che racconta l'evoluzione della moda, del gusto e dell'identità sociale tra Ottocento e Novecento attraverso i capolavori di grandi maestri della pittura italiana. Le opere di Francesco Hayez, Giovanni Boldini, Felice Casorati e di altri protagonisti dell'arte italiana dialogano con abiti, accessori e oggetti d'epoca, offrendo uno spaccato della società moderna e del ruolo del costume come espressione di eleganza, status e cambiamento culturale. Un percorso che invita a osservare il passato da una prospettiva inedita: quella dell'abito, capace di raccontare non solo lo stile di un'epoca, ma anche i suoi cambiamenti, le sue aspirazioni e il modo in cui uomini e donne sceglievano di presentarsi al mondo. Dopo quasi vent'anni di chiusura, il Museo Archeologico di Novara riapre nella prestigiosa sede del Castello Visconteo-Sforzesco, con un allestimento completamente rinnovato e un nuovo percorso espositivo. Il museo accompagna il visitatore in un viaggio attraverso la storia del territorio novarese, dalla preistoria all'età romana, valorizzando reperti di straordinario interesse e raccontando l'evoluzione delle collezioni archeologiche cittadine. Un'occasione per riscoprire un patrimonio storico di grande valore, presentato con un linguaggio moderno e coinvolgente, in uno dei luoghi simbolo della città.

Visite guidate a cura di Federica Mingozzi.

Info

Quota: 85 euro (pullman, visite guidate, biglietti di ingresso, radiocuffie). Pranzo libero a Novara. Disdette senza penali entro 15 gg.; oltre tale data limite, la quota dovrà essere interamente corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.

Quando

Quando: sabato 28 novembre 2026.

RICHIESTA INFORMAZIONI/PRENOTAZIONE

La rassegna “Hayez, Boldini, Casorati. Moda e costume nella società moderna”, curata da Elisabetta Chiodini, è costruita come un vero racconto storico: otto sezioni cronologiche accompagnano il visitatore dai primi anni dell’Ottocento agli anni Venti del Novecento. Accanto ai dipinti, gli abiti e gli accessori permettono di leggere in modo concreto il mutamento della società, mentre il nuovo Museo Archeologico amplia la visita dal costume moderno alla storia più antica del territorio novarese.

Otto sezioni, oltre un secolo di trasformazioni

Il percorso della mostra segue l’evoluzione dell’abbigliamento dal gusto neoclassico dei primi decenni dell’Ottocento fino alle linee più semplici e funzionali degli anni Venti. La successione delle sale consente di osservare il passaggio dalle silhouette a vita alta alle crinoline e alle tournure, fino alla progressiva ricerca di maggiore praticità nel primo Novecento.

Abiti storici dalle collezioni milanesi

Molti degli abiti e degli accessori esposti provengono dalle Collezioni Civiche milanesi conservate a Palazzo Morando | Costume Moda Immagine, oltre che da raccolte private. Il confronto ravvicinato fra opere pittoriche e manufatti reali permette di verificare come tessuti, tagli, cappelli, guanti, ventagli, parasole, borse e calzature partecipassero alla costruzione dell’immagine sociale.

Il fumo femminile come segno di emancipazione

Una delle otto sezioni è dedicata alla presenza della sigaretta nelle immagini femminili dalla seconda metà dell’Ottocento ai primi anni Venti. Un gesto inizialmente anticonformista diventa progressivamente un segnale di trasformazione dei comportamenti e dell’autonomia delle donne, offrendo un punto di vista insolito sulla storia del costume.

Come nacquero le collezioni archeologiche

Le raccolte archeologiche novaresi hanno origine nel XIX secolo, con la nascita della Società Archeologica pel Museo Patrio Novarese. Studiosi, appassionati e cittadini contribuirono a salvare reperti rinvenuti durante lavori agricoli ed edilizi, formando il primo nucleo di una collezione che racconta anche la storia della tutela del patrimonio locale.

Un museo di 1.898 reperti, tra oggetti e strumenti digitali

La collezione civica archeologica comprende 1.898 reperti, dei quali 489 sono esposti nel nuovo museo. Il percorso si sviluppa in 25 sezioni e integra postazioni touch, una mappa interattiva del territorio e 65 contenuti di approfondimento accessibili tramite QR code. Accanto alla preistoria e all’età romana trovano spazio anche la prima e la seconda età del ferro e reperti dell’alto Medioevo.




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