MARTEDÌ 3 FEBBRAIO 2026, ORE 15
Cinque secoli di capolavori al Castello
I Musei Civici del Castello Sforzesco sono una vera e propria cittadella di musei, roccaforte per la storia di Milano, dal Comune ai nostri giorni. Parte di questa storia è narrata dalla Pinacoteca, allestita al piano nobile, dove una volta i duchi di Milano avevano i loro appartamenti, le cui ricchezze in mobili e apparati decorativi furono depredate nei secoli. La maestosità delle sale e degli affacci sulla città resta però pressoché inalterata e ospita, in un allestimento essenziale ed efficace, parte della collezione di dipinti del Comune di Milano, formatasi attraverso acquisti e importanti legati testamentari. La visita permette di ripercorrere fondamentali momenti della storia della corte sforzesca, attraverso i ritratti di alcuni duchi, realizzati dai loro pittori ufficiali, e le vicende di alcune chiese e palazzi che, se siamo fortunati, sono parzialmente conservati oggi. Fino a giungere al periodo dei Borromeo, in particolare di Federico Borromeo e dei pittori dell'accademia Ambrosiana da lui fondata nei primi anni del 1600. Chiudono il percorso due vedute di Canaletto, degne delle collezioni reali d'Inghilterra!
Visita guidata a cura di Fiammetta Franzi.
Quota: 15 euro (visita guidata, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando: martedì 3 febbraio 2026, ore 15
Ritrovo: Biglietteria Castello Sforzesco
MERCOLEDÌ 4 FEBBRAIO 2026, ORE 15
Nello studio-museo dove Vico Magistretti ha ridisegnato il modo di abitare
Vico Magistretti ha lavorato per tutta la vita nello studio all’angolo tra via Conservatorio e via Vincenzo Bellini a Milano, nell’edificio progettato nel 1933 da suo padre, l’architetto Pier Giulio Magistretti. Era uno studio piccolo, di ridotte dimensioni: ottanta metri quadri scarsi al piano rialzato composto di tre stanze, neanche cinquanta per quello interrato con l’archivio e un bagno spartano (fino al 2010 non c’era acqua calda!). E ridotto era anche il personale: Vico, ovviamente, e il geometra Franco Montella, suo storico e straordinario assistente. Diceva Magistretti: “Io ho scelto di fare l'architetto, non il manager. Vedi il mio studio: fa ridere. Ma ho progettato cose importanti”. Nel 2010, quattro anni dopo la scomparsa di Magistretti e tre dopo il riconoscimento della “particolare importanza storica” del fondo archivistico da parte dalla Soprintendenza Archivistica della Lombardia, lo studio è divenuto un museo, o meglio uno studio museo. Qui conservazione, ricerca, valorizzazione, divulgazione e promozione dell’archivio e del suo lavoro di architetto e designer convivono e dialogano con elementi originali del luogo dove ha lavorato per oltre sessant’anni. La Fondazione continua a tenere vivo l’interesse di studiosi e pubblico nei confronti di uno fra i più raffinati progettisti italiani. Protagonista della storia progettuale italiana del Secondo dopoguerra, ha lasciato opere indelebili nell’architettura e nel design portando l’eco del suo nome ben oltre i confini nazionali, anche con l’insegnamento. Il suo è il linguaggio estetico della semplicità e dell’intuitività, di cui sono pregni i suoi oggetti, trasformati dal tempo in “classici” del design contemporaneo con la grande responsabilità di aver contribuito a modernizzare il gusto dell’abitare.
Quota: 20 euro (visita guidata, contributo fondazione, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando: mercoledì 4 febbraio 2026, ore 15
Ritrovo: via Vincenzo Bellini 1
GIOVEDÌ 5 FEBBRAIO 2026, ORE 15,30
Una villa di delizia viscontea tra caccia, nobiltà e restauri
Villa Mirabello nacque come residenza di campagna dei Visconti, scelta all’inizio del Quattrocento come dimora estiva e luogo di caccia. Nel 1447 passò a Giovanni Mirabello, da cui prese il nome, e nel 1455 fu acquistata da Pigello Portinari, rappresentante del Banco Mediceo, che la trasformò in elegante villa di delizia, con interventi dell’architetto Michelozzo. A fine Quattrocento divenne dei Landriani, legati a Ludovico il Moro: proprio qui il duca sostò con il suo esercito nel 1500, segno del carattere principesco della dimora. In seguito la villa passò agli Umiliati, poi ai Marino e ai Serbelloni, che per due secoli la ridussero a semplice tenuta agricola, fino al degrado e all’abbandono. All’inizio del Novecento iniziò un primo restauro; nel 1919 fu acquistata dall’Opera Pia per i ciechi di guerra, che la ampliò con un padiglione-convitto e laboratori per l’inserimento lavorativo dei non vedenti, grazie anche a generose donazioni. L’architetto Annoni ne restaurò l’aspetto quattrocentesco. Dal 1946 la struttura accolse anche ciechi civili e militari in tempo di pace, assistiti da personale laico e dalle Suore di Maria Consolatrice fino al 1985.
Visita guidata a cura di Monica Torri.
Quota: 20 euro (visita guidata, contributo fondazione, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando: giovedì 5 febbraio 2026, ore 15,30
Ritrovo: via Villa Mirabello 6 (M5 Marche)
- MARTEDÌ 10 FEBBRAIO 2026, ORE 15
- LUNEDÌ 9 MARZO 2026, ORE 15
Un cammino tra storia, spiritualità e arte
La Basilica di Sant’Ambrogio presenta Ambrosius. Il Tesoro della Basilica, un nuovo itinerario di valorizzazione culturale e spirituale del complesso monumentale e del suo Tesoro. Un percorso in tre ambienti storici che ci conducono vicino al santo, alle origini della Basilica e del suo prezioso patrimonio. L’apertura più attesa è quella dell’antica sacrestia dei monaci, l’Aula Ambrosii, finora non visitabile. Qui si trova uno degli oggetti più enigmatici e affascinanti legati al Santo: il letto di Sant’Ambrogio, ricomposto da 17 frammenti lignei rinvenuti nel dopoguerra e considerato dalla tradizione il suo giaciglio funebre. Accanto a questo, sono esposti manufatti sacri, tessuti rarissimi, oreficerie, l’Urna degli Innocenti e la scodella attribuita al vescovo. Il percorso prosegue poi nel sacello di San Vittore in Ciel d’Oro, capolavoro di età tardoantica e simbolo della Milano paleocristiana, e nel Capitolino, suggestivo resto degli ambienti tardomedievali del monastero di S. Ambrogio ridisegnato per restituire coerenza narrativa alle collezioni.
Visita guidata a cura di Alberto Marchesini.
Quota: 21 euro (visita guidata, biglietto d'ingresso, radio cuffie), da confermare. Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando:
- martedì 10 febbraio 2026, ore 15
- lunedì 9 marzo 2026, ore 15
Ritrovo: piazza Sant'Ambrogio
MERCOLEDÌ 11 FEBBRAIO 2026, ORE 15
Dall’antica Grecia a Milano Cortina 2026
In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, la Fondazione Luigi Rovati dedica una grande esposizione alla storia, ai protagonisti e ai valori dei giochi atletici, dall’antichità a oggi. Il percorso espositivo intreccia mondo antico e contemporaneo per raccontare come l’ideale olimpico abbia attraversato i secoli restando fedele ai suoi valori fondanti. Dalla Grecia, dove i giochi celebravano la pace e l’unità tra le città, alla visione educativa di Pierre de Coubertin, padre delle Olimpiadi moderne, emergono i principi di pace, inclusione, eccellenza e rispetto che ancora oggi animano lo spirito olimpico. Organizzata in cinque sezioni tematiche, la mostra crea un’inusuale relazione tra reperti antichi e oggetti che appartengono ai moderni Giochi Olimpici, svelando i legami che uniscono sport, arte e spiritualità. Tra i prestiti più significativi figura la Tomba delle Olimpiadi (530–520 a.C.), eccezionale testimonianza figurativa dei giochi atletici ed ippici etruschi, per la prima volta in Italia presentata al pubblico fuori dal Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia.
Visita guidata a cura di Valeria Gerli.
Quota: 31 euro (biglietto ingresso, visita guidata, radio cuffie), over 65 euro 27, abbonamento musei Lombardia euro 15, da comunicare con l’iscrizione. Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando: mercoledì 11 febbraio 2026, ore 15
Ritrovo: Fondazione Rovati, Corso Venezia 52
VENERDÌ 13 FEBBRAIO 2026, ORE 15,30
Un gioiello tra Rinascimento e Controriforma, con i capolavori di Gaudenzio Ferrari e del Bergognone
Accanto al Conservatorio di Milano sorge un'imponente chiesa dalle forme complesse e dalla storia interessante, scrigno di tesori pittorici da scoprire. Voluta alla fine del 1400 da un notabile milanese vicino alla famiglia Sforza, fu concepita secondo un disegno omaggio alla classicità nel pieno del Rinascimento lombardo, come un mausoleo per il suo più importante sponsor. Diversi illustri architetti si avvicendarono in questa prima fase, tra essi l'Amedeo e il Battagio. Con l'inizio della Controriforma nelle Arti, al tempo di Carlo Borromeo, Santa Maria della Passione subì una complessa trasformazione, per diventare formalmente più corretta per il nuovo tempo. La grazia degli architetti che ne curarono il "restyling" riuscì a mantenere il primo nucleo della chiesa, incluso in armonia nella nuova forma. Tra i capolavori più illustri conservati al suo interno una Ultima Cena di Gaudenzio Ferrari, la migliore prova a Milano su questo tema dopo l'opera di Leonardo alle Grazie e la Sala Capitolare, decorata ad affresco e pittura su tavola da Ambrogio da Fossano, detto il Bergognone.
Visita guidata a cura di Fiammetta Franzi.
Quota: 15 euro (visita guidata, contributo luci chiesa, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando: venerdì 13 febbraio 2026, ore 15,30
Ritrovo: via Conservatorio 12
MARTEDÌ 17 FEBBRAIO 2026, ORE 15
DDL DE PAS, D'URBINO, LOMAZZI, IN MOSTRA NELLA NUOVA SEDE DEL CASVA
È il 1966 e tre giovani architetti danno l’avvio a un sodalizio creativo che regala alla storia del Design alcuni pezzi memorabili, nati da una visione anticonvenzionale che cavalca quella fase della storia di grandi trasformazioni, anche sociali, in cui si trovano a vivere. I tre “giovani creativi” sono Jonathan De Pas, Donato D’Urbino e Paolo Lomazzi, ovvero i DDL. Ne nasce la poltrona Blow (1967), la prima gonfiabile, per un vivere la casa (e gli esterni) in un modo tutto nuovo, dimenticando pose impettite e strizzando l’occhio all’avvento delle materie plastiche. Ne nasce la grande poltrona Joe che, giocando con le forme di un enorme guanto da baseball, omaggia il campione Joe Di Maggio, guardando anche alla Pop Art. Ne nasce la poltrona Due Cavalli che nel nome cita l’auto Citroën che fu mito per la gioventù degli anni Settanta. E ne nasce Sciangai, ironico gigantismo del gioco cinese, fattosi appendiabiti, con il quale i Tre vincono il prestigioso Premio Compasso d’Oro nel 1979. Architetti, designer, docenti e molto altro, i DDL sono presenti nei più importanti musei del mondo, tra cui il MoMa di NY. Dal 2010 il loro Archivio è stato donato al CASVA, il Centro Alti Studi sulle Arti Visive, istituzione culturale del Comune di Milano che, radunando gli archivi di numerosi altri architetti, designer, artisti, grafici, fotografi è divenuto un punto di riferimento sia per l’attività dei professionisti che hanno “progettato” la Milano del Novecento, sia per i fenomeni culturali che hanno formato la nostra società. Dalla originaria sede nel Castello Sforzesco, nel 2025 il CASVA ha trovato una nuova e degna casa nel vecchio Mercato Coperto progettato da Piero Bottoni per il QT8, ovvero in un edificio che, rinato con un lungo restauro, è esso stesso documento e testimonianza viva della Miano del Dopoguerra.
Visita guidata a cura di Monica Torri.
Quota: 15 euro (visita guidata, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando: martedì 17 febbraio 2026, ore 15
Ritrovo: via Isernia 5
GIOVEDÌ 19 FEBBRAIO 2026, ORE 14,30
Consegnato alla città uno spazio unico e atteso
Dopo 52 anni Brera diventa davvero la "Grande Brera", con l'apertura di Palazzo Citterio, conosciuto anche come Palazzo Furstemberg, "estensione" della Pinacoteca di Brera, che con le magnifiche collezioni Jesi e Vitali, che includono opere di Boccioni, Modigliani, Morandi e Picasso, porterà il museo nel Novecento. Dell'elegante Palazzo si è voluto recuperare e restaurare sia quanto restava del palazzetto storico settecentesco, sobrio eppur mirabile esempio di barocchetto milanese, sia quanto realizzato nel recente passato attraverso vari interventi. Il profondo giardino aggiunge un prezioso tassello che incrementa di valore di contemporaneità e storicità lo spazio interstiziale, con la ‘Collina di Ermes’ e il ‘muro longobardo’ di Paladino, fondale, affaccio e tramite naturale verso Brera e l’Orto botanico.
Visita guidata a cura di Alberto Marchesini.
Quota: euro 27 INTERO (biglietto di ingresso, visita guidata, radiocuffie), euro 15 ABBONAMENTO MUSEI LOMBARDIA, TESSERA AMICI DI BRERA, DA COMUNICARE OBBLIGATORIAMENTE IN FASE DI ISCRIZIONE. Disdette senza penali entro 15 gg. lavorativi; oltre tale limite, la quota deve essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando: giovedì 19 febbraio 2026, ore 14,30
Ritrovo: Biglietteria via Brera 14
VENERDÌ 20 FEBBRAIO 2026, ORE 15,30
Da Ferrara a Milano: un secolo di visioni metafisiche
Un dialogo tra i maestri della Metafisica, gli “eredi” internazionali e gli “allievi” del XX e XXI secolo. A Palazzo Reale oltre 300 opere dei protagonisti del gruppo storico nato a Ferrara nel 1917 e degli artisti contemporanei che, in Europa e in America, hanno assorbito atmosfere e soluzioni del movimento nel campo dell’arte, della fotografia, dell’architettura, del cinema, del teatro, del design, della moda, della letteratura, del graphic novel e della musica. Al Museo del Novecento, negli Archivi Ettore e Claudia Gian Ferrari un approfondimento sul rapporto tra la Metafisica e Milano: viene indagato il legame, per certi versi sorprendente, tra alcuni protagonisti del gruppo guidato da de Chirico e la città, crocevia artistico e intellettuale, ma anche laboratorio di sperimentazione e dialogo tra le arti.
Visita guidata a cura di Alberto Marchesini.
Quota: 28 euro (visita guidata, biglietto di ingresso, diritto prenotazione, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando: venerdì 20 febbraio 2026, ore 15,30
Ritrovo: Palazzo Reale, lato bar
MERCOLEDÌ 4 MARZO 2026, ORE 15,30
dalle automobili al verde, passando per… il Sole 24Ore
Un tempo vi sorgeva una delle più importanti case automobilistiche italiane: l’Isotta Fraschini, e le forme di quel grande stabilimento, proiettato verso le strade dirette in Francia, si arricchivano, intorno a portoni e finestre, di gentili cornici e decori. Poi nel Dopoguerra venne la Siemens-Italtel che per qualche decennio cambiò pelle al luogo, con un edificio dalle forme più essenziali e meno “leziose”, che si occupava di telefonia. Allora la zona, non più così periferica come quando vi si producevano automobili, era nota anche per quel Derby Club che, rinomato per le frequentazioni illustri (ma anche per illustri malavitosi), divenne fucina del cabaret nostrano. Poi i riflettori si spensero, per riaccendersi alla fine degli anni Novanta, con l’ambizioso progetto - il primo a Milano - di Renzo Piano che, dando una nuova elegante sede al Sole 24Ore, non solo rigenerava un tassello prezioso della storia della città ma, fedele all’attenzione per la natura del suo architetto, vi ricavava all’interno una… collina alberata. A vent’anni da quella trasformazione, l’ex Sole 24Ore rinasce per la quarta volta, per aprirsi alla città con una veste che, preservando il grande e luminoso edificio di Piano, restituisce ai Milanesi un giardino di 10mila metri quadri. È il Parco della Luce che con un progetto firmato AGeP Greenscape ha potenziato le alberature preesistenti, arricchendo il giardino di biodiversità. A coronamento del progetto e in relazione con la grande scultura aerea di Susumu Shingu che Renzo Piano aveva voluto per danzare con le chiome degli alberi oltre la vetrata, nel nuovo progetto sono state inserite altre opere d’arte contemporanea, appartenenti alla Collezione Prima Luce, che vanta le firme di Stefano Arienti, Mario Airò, Loris Cecchini, in un dialogo leggero eppure potente con questo scampolo di verde davvero inaspettato.
Visita guidata a cura di Monica Torri.
Quota: 15 euro (visita guidata, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando: mercoledì 4 marzo 2026, ore 15,30
Ritrovo: via Monterosa 91
GIOVEDÌ 5 MARZO 2026, ORE 15,30
Architettura espressionista, vetrate metafisiche
Nascosta tra le vie trafficate di Milano, tra il caos frenetico della vita cittadina, sorge un tesoro architettonico poco conosciuto ma di grande fascino: la chiesa di San Nicolao della Flue. Questa chiesa, che porta il nome di un santo svizzero, si distingue non solo per la sua storia, ma anche per il suo design sorprendentemente insolito, il quale si distanzia dal panorama urbano dominato da imponenti cattedrali gotiche e maestosi edifici rinascimentali. Fu l’architetto Ignazio Gardella, in collaborazione con Anna Castelli Ferrieri, a occuparsi del progetto dell’edificio. Posizionata nel cuore del quartiere Forlanini, la struttura domina una vasta piazza circondata dai principali edifici pubblici. La chiesa stessa sorge su un’alta piattaforma sopraelevata rispetto al livello stradale, la quale ospita al suo interno gli spazi parrocchiali e di servizio. L’aspetto esteriore ed interno della chiesa è distintamente caratterizzato dalla sua copertura a vela, che si appoggia su una serie di archi curvi in calcestruzzo armato, visibili all’esterno, che suddividono lo spazio interno in tre navate. Le 134 vetrate istoriate sono decorate dal pittore Pino Grioni con raffigurazioni derivanti dall’Antico e dal Nuovo Testamento. L’edificio, rivestito in vercuivre, una miscela di rame catramato e foglie di caucciù, si staglia imponente nel panorama del quartiere, conferendogli un’impressionante presenza architettonica.
Visita guidata a cura di Anna Torterolo.
Quota: 15 euro (visita guidata, offerta chiesa, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando: giovedì 5 marzo 2026, ore 15,30
Ritrovo: piazza Piero Carnelli
- MERCOLEDÌ 11 MARZO 2026, ORE 15
- GIOVEDÌ 12 MARZO 2026, ORE 15
- VENERDÌ 13 MARZO 2026, ORE 15
la “macchia” che cambia l’Ottocento italiano
La mostra porta a Milano per la prima volta una grande retrospettiva dedicata al movimento che rivoluzionò la pittura italiana dell’Ottocento. Oltre 90 opere, provenienti dai maggiori musei italiani, ricostruiscono l’avventura di artisti come Fattori, Lega e Signorini, che combatterono con pennelli e colori una battaglia estetica e civile, intrecciata alle vicende del Risorgimento. Un’esposizione che è frutto degli ultimi studi sui Macchiaioli da parte dei tre esperti italiani più autorevoli del movimento. Il progetto espositivo rappresenta un momento di recupero, riflessione e valorizzazione di un frammento fondamentale di storia dell’arte che ha costruito le comuni radici culturali del nostro Paese, attraverso una nuova e più approfondita lettura della loro esperienza.
Visita guidata a cura di Alberto Marchesini.
Quota: 28 euro (visita guidata, biglietto di ingresso, diritto prenotazione, radiocuffie). Disdette senza penali entro 15 gg. lavorativi; oltre tale limite, la quota deve essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando:
- mercoledì 11 marzo 2026, ore 15
- giovedì 12 marzo 2026, ore 15
- venerdì 13 marzo 2026, ore 15
Ritrovo: Palazzo Reale, lato bar
MARTEDÌ 17 MARZO 2026, ORE 15
La rinascita delle fabbriche, tra arte e creatività
Nel quartiere, che è stato il primo cuore pulsante del Fuorisalone, emblema del connubio tra arte e industria, le storie di creativi e delle loro grandi imprese si prolungano da quasi 150 anni. Qui infatti ribollirono di fatica e ingegno fabbriche come la Bisleri del Ferrochina o la Osram delle lampade; la Riva Calzoni che fornì autentiche opere... “d’arte” come le turbine per le Cascate del Niagara, ma anche le pompe idrauliche per il recupero delle Navi di Caligola, per arrivare a colossi nazionali come la Compagnia Generale di Elettricità o ancora la svizzera Nestlè. Sono solo alcune delle aziende che hanno legato il proprio nome a Porta Genova, ignare che le loro sedi, avrebbero in futuro posto le basi per la rigenerazione odierna della zona. I primi a reinventare gli enormi e metallici spazi delle fabbriche dismesse furono la Scala e i fotografi Lucchini e Ferri. La prima, che nei capannoni svuotati dell’Ansaldo aprì i Laboratori di scenografia del grande teatro. I secondi che, negli spazi più contenuti di una rimessa per locomotive e di una fabbrica di biciclette, ebbero la lungimiranza di allestire i propri studi fotografici, ponendo così le basi metodologiche per le importanti riqualificazioni industriali di cui Milano sarà protagonista nei decenni a venire. Quell’humus, che alla fine dell’Ottocento aveva fatto di una zona fino ad allora agricola un quartiere industriale della città, denso anche di quartieri popolari, dimostrava di essersi impregnato tra le sue mura, per rivivere, in una nuova forma, anche nella contemporaneità. Oggi, che loft minimali, showroom suggestivi e nuove storie imprenditoriali sono ormai il volto consolidato di Porta Genova, una serie di interventi più recenti testimoniano che l’ancestrale vocazione di lavoro e ingegno non si è fermata: ne sono prova l’Armani Silos, l’Hotel à Parfum negli spazi di una fabbrica di cosmetici e profumi, il Luxottica Digital Factory (Park Associati) o la Piscina sospesa sopra l’Hotel Nhow, da poco inaugurata e, in quella cittadella dell’arte che è Superstudio Più, tra le opere di Flavio Lucchini e l’installazione Terzo Paradiso di Pistoletto.
Visita guidata a cura di Monica Torri.
Quota: 15 euro (visita guidata, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando: martedì 17 marzo 2026, ore 15
Ritrovo: via Bergognone 34, ingresso di Base
- GIOVEDÌ 26 MARZO 2026, ORE 15
- MERCOLEDÌ 1 APRILE 2026, ORE 15
Un pantheon di alchimiste tra memoria, mito e rinascita
La nuova imponente mostra di Anselm Kiefer, tra i più influenti artisti contemporanei. Le Alchimiste nasce da un progetto avviato nel 2023 e presenta oltre quaranta grandi teleri, concepiti appositamente per dialogare con la drammatica bellezza di questo luogo segnato dal bombardamento del 1943. Centrale il legame con Milano, città in cui visse la sua giovinezza Caterina Sforza, scienziata e condottiera, autrice di un raro manoscritto con oltre 400 ricette tra medicamenti e formule alchemiche. Accanto a lei, Kiefer convoca una costellazione di figure femminili, note e dimenticate: da Isabella Cortese e Maria la Giudea a Marie Meudrac, Rebecca Vaughan e Mary Anne Atwood. Attraverso la sua pittura materica e simbolica, l’artista restituisce volti e corpi cancellati dalla storia, riconoscendo alle alchimiste un ruolo cruciale nella nascita del pensiero scientifico moderno. Fin dagli esordi, nei primi anni Settanta, Kiefer indaga i poteri creativi e redentivi delle donne, qui tradotti in un pantheon al femminile che intreccia mito, memoria e rigenerazione.
Visita guidata a cura di Alberto Marchesini.
Quota: 28 euro (visita guidata, biglietto di ingresso, diritto prenotazione, radiocuffie). Disdette senza penali entro 15 gg. lavorativi; oltre tale limite, la quota deve essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando:
- giovedì 26 marzo 2026, ore 15
- mercoledì 1 aprile 2026, ore 15
Ritrovo: Palazzo Reale, lato bar
VENERDÌ 27 MARZO 2026, ORE 15
Storia e stile della Milano aristocratica
Palazzo Morando Attendolo Bolognini è un antico ed elegante palazzo milanese, situato nel cuore del centro storico. Nel 1958 diviene, a seguito di una donazione e dei necessari lavori, sede del museo civico di Milano, specificatamente dedicato alle collezioni che, con dipinti e altri materiali, permettono di percorrere la storia della città dall' "età spagnola", fino ai primi anni del XX secolo. Grandi tele e quadretti di dimensioni più raccolte permettono di raccontare la storia della nostra città attraverso i suoi protagonisti, i loro abiti, le chiese e le piazze che nel tempo si sono trasformate, o a volte sono stati sacrificati per far spazio a palazzi più "funzionali" alle necessità del tempo contemporaneo. Sarà un piacevole tuffo nella storia della nostra città, volta a ritrovare luoghi significativi ancora oggi, nelle loro origini e nelle loro tappe costitutive più importanti, attraverso aneddoti, testimonianze, e una attenta osservazione.
Visita guidata a cura di Fiammetta Franzi.
Quota: 15 euro (visita guidata, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando: venerdì 27 marzo 2026, ore 15
Ritrovo: via Sant'Andrea 6
LUNEDÌ 30 MARZO 2026, ORE 15,30
Tra storia e storie alla scoperta di una Milano (quasi) sconosciuta
Oggi è il quartiere storico dell’Università milanese e del Policlinico, ma fino a un secolo fa quando ancora vi scorrevano le acque della cerchia interna dei navigli, la zona intorno alla Ca’ Granda brulicava di traffici e commerci. I facchini, assiepati attorno a quella piccola darsena che oggi è la via Laghetto, sotto l’immagine della Madonna dei Tencitt, servivano il vicino mercato del Verziere e le botteghe del vecchio e bellissimo ospedale sforzesco. Sull’altra sponda del canale, il quieto e raccolto Giardino della Guastalla, con la bella peschiera barocca, è quanto rimane di un Collegio cinquecentesco destinato alle fanciulle nobili decadute della città. Due luoghi di culto, la Sinagoga del Beltrami e la Chiesa di San Barnaba che fu casa madre dei Barnabiti, intrecciano una storia di fede con quella dei misteriosi Templari, che qui edificarono la loro chiesa milanese. Nulla resta di loro, ma una eco rivive nell’Ordine Equestre dei Cavalieri del Santo Sepolcro che ha eletto a propria sede la chiesa quattrocentesca di Santa Maria della Pace. E mentre l’austerità del Palazzo di Giustizia regala inaspettati dettagli scultorei, ai suoi piedi i chiostri del convento della Pace sono la sede dell’Umanitaria, cuore filantropo e culturale della città. Un percorso di scoperta di quest’angolo di Milano che, svelandone l’anima meno nota, giunge alla bellissima Rotonda della Besana, convertita in magnifico e raccolto giardino, dove sorgeva… un cimitero.
Visita guidata a cura di Monica Torri.
Quota: 15 euro (visita guidata, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando: lunedì 30 marzo 2026, ore 15,30
Ritrovo: via Festa del Perdono 7
MERCOLEDÌ 8 APRILE 2026, ORE 15
Lo scultore della Belle Époque
A 160 anni dalla nascita del grande scultore Paul Troubetzkoy, arriva a Milano la mostra che ha incantato Parigi. L’esposizione ricostruirà il percorso non comune di questo artista italiano, principe russo per nascita, parigino d’adozione, che nello stesso tempo intraprende una brillante carriera negli Stati Uniti. Grazie al grande talento di ritrattista è ricercato da un’élite cosmopolita, dalle celebrità, da tutta Parigi, e addirittura dalle prime stelle del cinema americano. La sua vita è costellata di incontri e amicizie decisive con letterati quali Tolstoj in Russia, Georges Bernard Shaw a Parigi, con i quali condivide uno stile di vita vegetariano, particolarmente insolito per quell’epoca. Oltre ai ritratti che lo hanno reso famoso, l’esposizione metterà in risalto la sua scultura animalista. Con opere provenienti dal Museo del Paesaggio di Verbania, che conserva uno dei più significativi fondi dell’artista, e da importanti collezioni italiane e straniere come il Musée d’Orsay e il Petit Palais di Parigi, il San Francisco Museum of Fine Arts, il Museo Sorolla di Madrid, il Detroit Institute of Art, o la Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, solo per citarne alcuni. Per la prima volta esposti a Milano, alcuni favolosi dipinti di Boldini, Sorolla, Repin in dialogo con le raffinate opere del grande scultore che ha saputo catturare lo spirito della Belle Époque.
Visita guidata a cura di Anna Torterolo.
Quota: 28 euro (visita guidata, biglietto mostra, prevendita, noleggio radiocuffie). NON SONO CONSENTITE RIDUZIONI. Disdette senza penali consentite entro 15 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando: mercoledì 8 aprile 2026, ore 15
Ritrovo: GAM, via Palestro 16
GIOVEDÌ 9 APRILE 2026, ORE 15,30
C’era una volta lo Scalo (di Porta Romana) e dintorni, tra storia e futuro
Attorno alla grande area dello storico Scalo di Porta Romana si sta innescando un vasto progetto di rigenerazione urbana che, a partire proprio dalla necessità di ripensare l’ormai antico percorso delle ferrovie milanesi, si è profondamente irradiato negli immediati dintorni. Se però per godere del futuro Parco dello Scalo occorrerà ancora attendere, i Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026 hanno invece accelerato i lavori per la parte ovest dell’area. È qui infatti che, su progetto dello studio americano Skidmore, Owings & Merrill SOM, è sorto il Villaggio Olimpico, da riadibire dopo l’evento a grande Studentato. Al contempo, la Torre Faro di A2A (ACPV Architects), ormai ben riconoscibile sul lato nord dell’area, contrappone un nuovo skyline altissimo a quelli ormai consolidati di Porta Nuova e Citylife, che fino a ieri sono stati i portabandiera della Milano contemporanea. E si raccorda simbolicamente non solo alla bianca Torre, ultima nata della Fondazione Prada, ma soprattutto a quella Torre d’oro di più modesta proporzione che l’architetto R. Koolhaas e Prada hanno voluto recuperare e dorare per legare presente e passato e per sottolineare il ruolo “aureo” di un’operazione culturale come è stata l’apertura di un Museo in una zona periferica della città. A espandere la rigenerazione in questa porzione di Milano è il Quartiere Symbiosis: 130mila mq con masterplan dello Studio ACPV, autore anche della sede Fastweb, a ridosso della grande piazza Olivetti, della sede Moncler e della sede della farmaceutica Boehringer Ingelheim. Un intervento si è arricchito anche con la sede SNAM, progetto di Piuarch e con l’ICS Milan International School di Barreca & La Varra.
Visita guidata a cura di Monica Torri.
Quota: 15 euro (visita guidata, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando: giovedì 9 aprile 2026, ore 15,30
LUNEDÌ 13 APRILE 2026, ORE 15,30
Una mostra pensata come un vero e proprio tour
Una grande mostra realizzara con il Metropolitan Museum of Art di New York. Al centro del percorso il capolavoro "Roma Antica" di Giovanni Paolo Panini, pittore e architetto del Settecento. Una spettacolare veduta immaginaria delle rovine di Roma, per la prima volta a Milano, in dialogo con le collezioni del museo e con nuove importanti acquisizioni: l’Interno del Pantheon di Panini, le vedute di Van Wittel, un sarcofago romano del III secolo, una porcellana Ginori del Laocoonte e una selezione inedita di ventagli del Grand Tour. La mostra culmina nella sorprendente opera video “Tutti gli Dei” a cura del pluripremiato cineasta Ferzan Özpetek che, grazie alla sua cifra artistica, offre al pubblico un Grand tour nel tempo con il potente linguaggio della cinematografia.
Visita guidata a cura di Alberto Marchesini.
Quota: 15 euro (visita guidata, radiocuffie) + biglietto di ingresso euro 15 intero, euro 13 over 65. Ingresso gratuito tessera Musei Lombardia da comunicare obbligatoriamente in fase di iscrizione. Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando: lunedì 13 aprile 2026, ore 15,30
Ritrovo: Museo Poldi Pezzoli, via Manzoni 12
- MERCOLEDÌ 15 APRILE 2026, ORE 15,20
- GIOVEDÌ 16 APRILE 2026, ORE 15,20
Il nuovo riallestimento della sezione egizia del Castello Sforzesco
La sezione egizia del Castello Sforzesco di Milano, un nucleo di grande importanza per l’archeologia a livello cittadino, è stata oggetto di un progetto complessivo di riallestimento e valorizzazione museale che ne rinnova il percorso espositivo e l’esperienza di visita. Con la nuova “Galleria dell’Antico Egitto”, il riallestimento non si limita a una semplice riorganizzazione degli spazi, ma si propone di rilanciare la narrazione multidisciplinare della civiltà egizia attraverso un percorso tematico più chiaro, coerente e accessibile, in linea con pratiche museali contemporanee. La nuova Galleria dell’Antico Egitto è concepita come un percorso cronologico e tematico attraverso la storia, la società e la religione dell’antico Egitto. L’allestimento valorizza gli aspetti centrali di questa civiltà antica e introduce il pubblico a temi che vanno dalla vita quotidiana alle credenze funerarie, dai riti religiosi alla statua del faraone come simbolo di potere. Il percorso si articola idealmente in sezioni tematiche come la figura del faraone, gli dei e i culti, la vita quotidiana, la scrittura e le pratiche funerarie con una particolare attenzione alle modalità di comunicazione tra umano e divino e alla relazione dell’uomo con il cosmo nella cultura egizia. Nell’allestimento rinnovato rivestono un ruolo di primo piano reperti che raccontano la complessità e la straordinaria ricchezza culturale dell’Egitto antico: la statua del faraone Amenemhat III, uno dei pezzi più emblematici della raccolta; i frammenti del Libro dei Morti, che illustrano la concezione egizia dell’aldilà; le statuette mummiformi (ushabty), amuleti e immagini di divinità in forme antropomorfe e zoomorfe; sarcofagi e mummie di varie tipologie, che offrono una testimonianza diretta delle pratiche funebri e della materialità rituale della morte nell’antico Egitto.
Visita guidata a cura di Valeria Gerli.
Quota: 15 euro (visita guidata, radiocuffie) + biglietto di ingresso euro 5 intero, euro 3 over 65. Ingresso gratuito tessera Musei Lombardia da comunicare obbligatoriamente in fase di iscrizione. Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando:
- mercoledì 15 aprile 2026, ore 15,20
- giovedì 16 aprile 2026, ore 15,20
Ritrovo: biglietteria Castello Sforzesco
MARTEDÌ 12 MAGGIO 2026, ORE 15,30
Frammenti di storie vicine e lontane, in periferia
In uno scampolo di periferia densamente urbanizzata, fra l’antico borgo di Greco e le più recenti aree Pirelli, si nasconde un piccolo edificio, per i più sconosciuto e quasi... invisibile, che è custode di una lunga storia. A dispetto della semplicità dell’esterno, la Chiesetta di Sant'Antonino in Segnano rivela un’insospettabile ricchezza decorativa nell’interno. Vi si trova infatti un ciclo di affreschi tardomanieristi, attribuiti ai fratelli Della Rovere, detti i Fiammenghini, che lavorarono anche nell’Abbazia di Chiaravalle. Le due grandi scene raffigurano la sconfitta dell’Imperatore Barbarossa da parte dei Milanesi e l’affermazione della Chiesa ambrosiana nel periodo della Controriforma: due vittorie di particolare valore storico e simbolico per la città. Gli affreschi, e anche la ricostruzione della chiesetta, là dove sorgeva un preesistente edificio molto più antico, sono infatti da ascrivere proprio al periodo borromaico, segnato da contrasti tra le autorità religiose e quelle civili, oltre che dalle riforme introdotte del Concilio di Trento. I santi che compaiono nell’abside rafforzerebbero invece il collegamento dell’edificio con la Chiesa di San Simpliciano, sui cui possedimenti la chiesa fu innalzata. Storicamente legata al Carroccio, è la chiesa dove all’epoca era attivo un monastero dei Benedettini Cassinesi. La visita alla Chiesetta sarà l’occasione per espandere il racconto sulla zona, passando dagli antichi borghi di Segnano e Segnanino di cui quasi nulla resta, fino alla contemporaneità per raccontare della recentissima riqualificazione di BIM, uno degli edifici progettati da Vittorio Gregotti nelle aree Pirelli, dove da pochi mesi è stata riprogettata la piazza interna con un grande Pavillion (progetto di Piuarch) per eventi e un inaspettato giardino intorno, aperto alla città.
Visita guidata a cura di Monica Torri.
Quota: 15 euro (visita guidata, offerta chiesa, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando: martedì 12 maggio 2026, ore 15,30
Ritrovo: via Roberto Cozzi 3
MERCOLEDÌ 13 MAGGIO 2026, ORE 15
Una passeggiata sospesa tra storia e cielo
Riapre al pubblico l’affascinante passeggiata panoramica sospesa sopra i tetti della città, ricavata lungo le antiche mura del Palazzo dei Giureconsulti e dell’edificio della Galleria Vittorio Emanuele II. Un percorso unico nel suo genere, che consente di osservare Milano da una prospettiva inedita, a stretto contatto con la sua storia architettonica e urbana. Ricavata sfruttando le passerelle in ferro originariamente pensate per la manutenzione della copertura storica in ferro e vetro della Galleria, la Skywalk cambia anche design e si popola di un’“area Clouds”: una serie di piazzole panoramiche disposte lungo tutto il percorso “ad alta quota” e arricchisce il tracciato con nuovi spazi storici integrati. Tra tutti, la Sala degli Orologi, un vero gioiello storico e architettonico della Milano novecentesca, è una gigantesca sala di controllo da cui si regolavano tutte le lancette degli orologi delle piazze meneghine. Situata all’interno dell’arco trionfale della Galleria, appena sopra l’ingresso principale che si affaccia su Piazza del Duomo, questa sala segreta si estende su circa 1.860 metri quadrati e dagli anni ‘30 ha ospitato la cosiddetta “Centrale degli Orologi di Milano”, il servizio di regolazione degli orologi pubblici della città, interrotto bruscamente dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
Visita guidata a cura di Alberto Marchesini.
Quota: 32 euro (visita guidata, biglietto di ingresso, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 15 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando: mercoledì 13 maggio 2026, ore 15
LUNEDÌ 18 MAGGIO 2026, ORE 15,30
L’istituzione e la sua bellissima sede a ridosso del Duomo
La sua posizione è centralissima, compresa com’è tra Duomo, Palazzo Reale, Campanile di San Gottardo e Palazzo Arcivescovile. Eppure, esposta lungo una di quelle viuzze del centro che di solito non si percorrono, la Rotonda del Pellegrini appare inaspettata come un grande monolite che incorona una micropiazzetta provvista di 2 altrettanto piccole panchine, all’ombra di due dei rari alberi della zona. Il Pellegrini, da cui prende il nome questo strano edificio decagonale, fu l’architetto di San Carlo che intervenne anche nel Duomo, e fu proprio il vescovo a commissionare al suo uomo di fiducia quelle che dovevano essere le Scuderie a servizio dell’Arcivescovado. Il sobrio esterno e la sua semplice funzione originaria non devono trarre tuttavia in inganno, perché all’interno le cavalcature del vescovo erano accolte sotto un raffinato inseguirsi di arcate e colonnine. Un fascino che si mantiene anche ora che l’edificio accoglie la Fondazione culturale Ambrosianeum che un altro vescovo milanese - Ildefonso Schuster - quasi 4 secoli dopo il suo predecessore volle istituire. Era il 1948 e l’istituzione nasceva nel fermento ricostruttivo di quegli anni con l’intento di rifondare la città a partire dalla cultura. Il rispettoso recupero dell’antica Rotonda avvenne con la direzione dell’architetto Luigi Caccia Dominioni e l’ingente e generoso contributo dell’industriale Enrico Falck: un sodalizio che unisce Milano, il suo patrono che rivive nel nome della Fondazione e quella illuminata imprenditoria che tanto si è spesa per dar lustro e ricchezza alla città, con la stessa discrezione di questo piccolo nascosto edificio.
Visita guidata a cura di Monica Torri.
Quota: 20 euro (visita guidata, contributo, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 15 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando: lunedì 18 maggio 2026, ore 15,30
Ritrovo: via delle Ore 3
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