LUNEDÌ 4 MAGGIO 2026, ORE 10
Una mostra pensata come un vero e proprio tour
Una grande mostra realizzara con il Metropolitan Museum of Art di New York. Al centro del percorso il capolavoro "Roma Antica" di Giovanni Paolo Panini, pittore e architetto del Settecento. Una spettacolare veduta immaginaria delle rovine di Roma, per la prima volta a Milano, in dialogo con le collezioni del museo e con nuove importanti acquisizioni: l’Interno del Pantheon di Panini, le vedute di Van Wittel, un sarcofago romano del III secolo, una porcellana Ginori del Laocoonte e una selezione inedita di ventagli del Grand Tour. La mostra culmina nella sorprendente opera video “Tutti gli Dei” a cura del pluripremiato cineasta Ferzan Özpetek che, grazie alla sua cifra artistica, offre al pubblico un Grand tour nel tempo con il potente linguaggio della cinematografia.
Visita guidata a cura di Alberto Marchesini.
Quota: 15 euro (visita guidata, radiocuffie) + biglietto di ingresso euro 15 intero, euro 13 over 65. Ingresso gratuito tessera Musei Lombardia da comunicare obbligatoriamente in fase di iscrizione. Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando: lunedì 4 maggio 2026, ore 10
Ritrovo: Museo Poldi Pezzoli, via Manzoni 12
MARTEDÌ 12 MAGGIO 2026, ORE 15,30
Frammenti di storie vicine e lontane, in periferia
In uno scampolo di periferia densamente urbanizzata, fra l’antico borgo di Greco e le più recenti aree Pirelli, si nasconde un piccolo edificio, per i più sconosciuto e quasi... invisibile, che è custode di una lunga storia. A dispetto della semplicità dell’esterno, la Chiesetta di Sant'Antonino in Segnano rivela un’insospettabile ricchezza decorativa nell’interno. Vi si trova infatti un ciclo di affreschi tardomanieristi, attribuiti ai fratelli Della Rovere, detti i Fiammenghini, che lavorarono anche nell’Abbazia di Chiaravalle. Le due grandi scene raffigurano la sconfitta dell’Imperatore Barbarossa da parte dei Milanesi e l’affermazione della Chiesa ambrosiana nel periodo della Controriforma: due vittorie di particolare valore storico e simbolico per la città. Gli affreschi, e anche la ricostruzione della chiesetta, là dove sorgeva un preesistente edificio molto più antico, sono infatti da ascrivere proprio al periodo borromaico, segnato da contrasti tra le autorità religiose e quelle civili, oltre che dalle riforme introdotte del Concilio di Trento. I santi che compaiono nell’abside rafforzerebbero invece il collegamento dell’edificio con la Chiesa di San Simpliciano, sui cui possedimenti la chiesa fu innalzata. Storicamente legata al Carroccio, è la chiesa dove all’epoca era attivo un monastero dei Benedettini Cassinesi. La visita alla Chiesetta sarà l’occasione per espandere il racconto sulla zona, passando dagli antichi borghi di Segnano e Segnanino di cui quasi nulla resta, fino alla contemporaneità per raccontare della recentissima riqualificazione di BIM, uno degli edifici progettati da Vittorio Gregotti nelle aree Pirelli, dove da pochi mesi è stata riprogettata la piazza interna con un grande Pavillion (progetto di Piuarch) per eventi e un inaspettato giardino intorno, aperto alla città.
Visita guidata a cura di Monica Torri.
Quota: 15 euro (visita guidata, offerta chiesa, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando: martedì 12 maggio 2026, ore 15,30
Ritrovo: via Roberto Cozzi 3
MERCOLEDÌ 13 MAGGIO 2026, ORE 15
Una passeggiata sospesa tra storia e cielo
Riapre al pubblico l’affascinante passeggiata panoramica sospesa sopra i tetti della città, ricavata lungo le antiche mura del Palazzo dei Giureconsulti e dell’edificio della Galleria Vittorio Emanuele II. Un percorso unico nel suo genere, che consente di osservare Milano da una prospettiva inedita, a stretto contatto con la sua storia architettonica e urbana. Ricavata sfruttando le passerelle in ferro originariamente pensate per la manutenzione della copertura storica in ferro e vetro della Galleria, la Skywalk cambia anche design e si popola di un’“area Clouds”: una serie di piazzole panoramiche disposte lungo tutto il percorso “ad alta quota” e arricchisce il tracciato con nuovi spazi storici integrati. Tra tutti, la Sala degli Orologi, un vero gioiello storico e architettonico della Milano novecentesca, è una gigantesca sala di controllo da cui si regolavano tutte le lancette degli orologi delle piazze meneghine. Situata all’interno dell’arco trionfale della Galleria, appena sopra l’ingresso principale che si affaccia su Piazza del Duomo, questa sala segreta si estende su circa 1.860 metri quadrati e dagli anni ‘30 ha ospitato la cosiddetta “Centrale degli Orologi di Milano”, il servizio di regolazione degli orologi pubblici della città, interrotto bruscamente dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
Visita guidata a cura di Alberto Marchesini.
Quota: 32 euro (visita guidata, biglietto di ingresso, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 15 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando: mercoledì 13 maggio 2026, ore 15
GIOVEDÌ 14 MAGGIO 2026, ORE 15,30
Il più bell’esempio di edificio rinascimentale di Milano
La Basilica di Santa Maria delle Grazie è nota a tutti per la sua vicinanza con l'opera di Leonardo da Vinci più famosa, il Cenacolo, realizzato nel refettorio del suo convento. Ma per storia e ricchezza la chiesa è di per sé un bene protetto dall'Unesco, e certamente meta degna di una visita accurata. La sua storia è ben inserita nel periodo aureo della corte milanese, quella degli Sforza e di Ludovico il Moro. La sua architettura è curata dai migliori architetti lombardi del tempo, come i Solari, e da Donato Bramante, che nell'erigere la cupola ebbe un momento essenziale nel suo lavoro, un precedente per i più grandi lavori che svolgerà, in seguito, nel complesso di San Pietro. Il patrimonio artistico, affreschi, pale d'altare e sculture, è ricco, vario e di alto livello e si intreccia con la storia di Milano. Certamente una visita interessante.
Visita guidata a cura di Fiammetta Franzi.
Quota: 15 euro (visita guidata, offerta chiesa, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando: giovedì 14 maggio 2026, ore 15,30
LUNEDÌ 18 MAGGIO 2026, ORE 15,30
L’istituzione e la sua bellissima sede a ridosso del Duomo
La sua posizione è centralissima, compresa com’è tra Duomo, Palazzo Reale, Campanile di San Gottardo e Palazzo Arcivescovile. Eppure, esposta lungo una di quelle viuzze del centro che di solito non si percorrono, la Rotonda del Pellegrini appare inaspettata come un grande monolite che incorona una micropiazzetta provvista di 2 altrettanto piccole panchine, all’ombra di due dei rari alberi della zona. Il Pellegrini, da cui prende il nome questo strano edificio decagonale, fu l’architetto di San Carlo che intervenne anche nel Duomo, e fu proprio il vescovo a commissionare al suo uomo di fiducia quelle che dovevano essere le Scuderie a servizio dell’Arcivescovado. Il sobrio esterno e la sua semplice funzione originaria non devono trarre tuttavia in inganno, perché all’interno le cavalcature del vescovo erano accolte sotto un raffinato inseguirsi di arcate e colonnine. Un fascino che si mantiene anche ora che l’edificio accoglie la Fondazione culturale Ambrosianeum che un altro vescovo milanese - Ildefonso Schuster - quasi 4 secoli dopo il suo predecessore volle istituire. Era il 1948 e l’istituzione nasceva nel fermento ricostruttivo di quegli anni con l’intento di rifondare la città a partire dalla cultura. Il rispettoso recupero dell’antica Rotonda avvenne con la direzione dell’architetto Luigi Caccia Dominioni e l’ingente e generoso contributo dell’industriale Enrico Falck: un sodalizio che unisce Milano, il suo patrono che rivive nel nome della Fondazione e quella illuminata imprenditoria che tanto si è spesa per dar lustro e ricchezza alla città, con la stessa discrezione di questo piccolo nascosto edificio.
Visita guidata a cura di Monica Torri.
Quota: 20 euro (visita guidata, contributo, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 15 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando: lunedì 18 maggio 2026, ore 15,30
Ritrovo: via delle Ore 3
VENERDÌ 5 GIUGNO 2026, ORE 15
A/R DEI BRONZI CORAZZI
La mostra allestita alla Fondazione Luigi Rovati presenta l’eccezionale rientro in Italia del nucleo di preziosi bronzi etruschi appartenenti alla collezione di Galeotto Ridolfini Corazzi, oggi custoditi presso il Rijksmuseum van Oudheden di Leida. L’esposizione, allestita nel Piano ipogeo del museo, esplora il profondo legame tra il collezionismo privato e la costruzione del patrimonio culturale europeo. La collezione Corazzi nasce a partire dal XVIII secolo quando la diffusione delle libertà intellettuali favorisce l’affermarsi di un’élite internazionale interessata all’archeologia e alle civiltà antiche, contribuendo alla circolazione di reperti e opere d’arte. Tra i capolavori esposti spiccano manufatti di carattere votivo come il Fanciullo con oca, raffigurante un bambino nudo con un’oca in braccio, e la statuetta di Laran, divinità della guerra raffigurata con elmo e corazza. Di notevole rilievo è anche il bronzetto del Grifone del IV secolo a.C., dedicato a Tinia, divinità delle folgori. Accanto ai reperti, una raffinata selezione di volumi antichi — tra cui opere di Filippo Buonarroti, Lodovico Coltellini e il Museum Cortonense — che sottolinea il valore testimoniale delle pubblicazioni antiche per lo studio della storia delle opere d’arte e della storia del gusto. Il percorso mette in luce come le raccolte nate nel XVIII secolo siano diventate strumenti di conoscenza condivisa, integrando il dialogo tra istituzioni pubbliche e private nella conservazione della memoria materiale.
Visita guidata a cura di Valeria Gerli.
Quota: 31 euro (biglietto ingresso, visita guidata, radio cuffie), over 65 euro 27, abbonamento musei Lombardia euro 15, da comunicare con l’iscrizione. Disdette senza penali consentite entro 15 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando: venerdì 5 giugno 2026, ore 15
LUNEDÌ 8 GIUGNO 2026, ORE 15,30
Storie e frammenti di città da scoprire
Quella che un tempo era sede del caffè del Mercato di Frutta e Verdura, è diventata un luogo di musica e teatro. Quella che oggi è una piazza con una fontana, un tempo era un rifugio per scampare ai bombardamenti. Quella che è stata una vecchia Stazione, oggi è un parco. Quella che oggi è una chiesa, è stata un tempo un Manicomio... Nulla è (o è stato) come pare! Nella città che continuamente si rigenera, tanti sono i luoghi che sono stati testimoni di una storia che si è persa. Questa passeggiata per le vie della città parte da Largo Formentano, bel parco ombroso segnato dalla fontana scultura di Somaini dedicata ai Marinai d’Italia e dall’unico resto di quel Verziere che vi trovò sede tra il 1911 e il 1965, con un accenno a una certa vecchia fontana miracolosa che odora di... marcio. Percorrendo il bel Parco Otto Marzo, ricavato al posto del vecchio Scalo di Porta Vittoria si sfiora l’area in cui sta sorgendo la BEIC, la nuova Biblioteca Europea d’Informazione e Cultura. Zigzagando per le vie del quartiere si toccherà la Senavra e la sua storia di ospedale dei pazzi (con annesso fantasma!), ma anche a quel Rifugio di piazza Grandi, che si espande, invisibile ai più, sotto una strana collinetta di città. Si parlerà di stabilimenti cinematografici ormai scomparsi e di una vecchia fabbrica di Salumi e Formaggi dove oggi scorrazzano i bimbi ignari, a pochissima distanza dalla Motta che qui un tempo produceva gelati.
Visita guidata a cura di Monica Torri.
Quota: 15 euro (visita guidata, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando: lunedì 8 giugno 2026, ore 15,30
MARTEDÌ 9 GIUGNO 2026, ORE 15,30
Storie di uomini e donne che hanno fatto grande Milano (e l'Italia)
Il Cimitero Monumentale di Milano è innanzitutto un luogo di sepoltura, ma è anche, come suggerisce la seconda parola (dal latino monère, "ammonire, ricordare"), il luogo dove si coltiva la memoria delle tante storie individuali e familiari che, sommate, vanno a comporre quella collettiva e condivisa. Sono i monumenti funebri, molti dei quali vere opere d'arte dove si fondono architettura, scultura, pittura e mosaico, a mantenere percepibile, visibile e tangibile nel tempo la memoria di tanti uomini e donne e famiglie che hanno dato ciascuno il proprio contributo alla crescita e allo sviluppo culturale, sociale, economico, morale di Milano (e dell'Italia) a partire dal Risorgimento fino ad oggi. Lungo il percorso selezioneremo alcuni casi esemplari, partendo dai nomi più celebri e celebrati del famedio, Manzoni e Cattaneo su tutti, proseguiremo muovendoci tra ingegneri, come Giulio Sarti, giornalisti sportivi, come Tullo Morgagni, editori, come Hoepli, imprenditori e industriali come Erba, Falck, Bocconi, Pirelli, grandi nomi del settore "food and beverage" (come si dice oggi!) come Campari, Motta e Branca, donne salonnières e impegnate come Clara Maffei o cantanti liriche come Matilde Juve Branca, e ancora eroici soldati vittime della prima guerra mondiale e fanciullini strappati da mali incurabili all'amore dei genitori, cercando nella varietà connessioni e relazioni in modo da ricomporre, come fossero tante tessere di un mosaico, la storia culturale-sociale-economica di Milano negli ultimi 160 anni e più. Insomma, cercheremo di far parlare le pietre, perché, riprendendo Orazio e Foscolo, se il bronzo dei monumenti dura nel tempo, solo la voce vince il silenzio e ridona vita.
Visita guidata a cura di Valeria Gerli.
Quota: 15 euro (visita guidata, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando: martedì 9 giugno 2026, ore 15,30
MERCOLEDÌ 17 GIUGNO 2026, ORE 15,30
Un pittore sublime in un’epoca di giganti
La Pinacoteca di Brera renderà omaggio a uno dei pittori più originali e misteriosi del Rinascimento italiano, ospitando la prima mostra mai dedicata a Giovanni Agostino da Lodi, un artista raffinato e bizzarro, la cui vicenda si caratterizza per la scarsità di dati biografici che la rendono particolarmente affascinante e misteriosa. La sua attività artistica si svolse tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento, in un periodo di intensi scambi culturali e artistici tra le corti e le città dell'Italia settentrionale, in particolare nel quadro delle fitte relazioni artistiche fra Milano e Venezia. La ricostruzione della sua carriera procede soprattutto per via stilistica, attraverso i confronti con i grandi maestri che Giovanni Agostino ebbe modo di osservare e dei quali rielaborò le influenze in modo assolutamente personale. Sul versante milanese si confrontò con giganti come Bramantino e Leonardo da Vinci, mentre su quello veneziano subì il fascino di Alvise Vivarini, Giovanni Bellini, Boccaccio Boccaccino, Giorgione e persino del grande maestro nordico Albrecht Dürer.
Visita guidata a cura di Luisa Strada.
Quota: 15 euro (visita guidata, radiocuffie) + euro 15 biglietto di ingresso (gratuito per possessori Tessera Musei Lombardia). Disdette senza penali consentite entro 15 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando: mercoledì 17 giugno 2026, ore 15,30
Ritrovo: Pinacoteca di Brera, via Brera 28
GIOVEDÌ 18 GIUGNO 2026, ORE 15,30
Itinerario alla scoperta delle tante, insospettabili gallerie della città
Quella intitolata a Vittorio Emanuele II è di certo la più scenografica e la più famosa, evidente inno alla prosperità e alla modernità della Milano dell'Ottocento. Ma il centro di Milano ne vanta molte altre! Strana tipologia di architettura che è un po' edificio e un po' strada e che nello stesso tempo non è né l'uno né l'altra, la Galleria è quasi sempre un attraversamento che non si è abituati a osservare. Dopo la costruzione di quella che semplicemente è “la” Galleria, tra il Duomo e Palazzo Marino, si assiste a un crescendo della fortuna di queste strade coperte, ispirate ai passages francesi. Tra San Babila e la Cattedrale se ne contano diverse, quasi sempre legate, almeno fino a qualche anno fa, al nome di uno dei tanti cinema che facevano del Corso la Hollywood milanese o legate a locali storici: dalla Galleria del Toro degli anni Trenta con i suoi mosaici dedicati a Milano e Torino e l’accesso al Teatro Nuovo, alla Galleria del Corso sormontata da una alta cupola in vetro sorvegliata da austere aquile ed eleganti figure femminili che tradiscono l’appartenenza alle architetture del Ventennio. Affacciata sull’omonima piazza, si apre la Galleria San Babila ricavata nel Palazzo Donini da Gio Ponti e divenuta celebre per il Ginrosa e il suo celebre aperitivo Costumé Canetta. Mentre la non lontana Galleria Strasburgo si impone con il bel pavimento dello scultore e mosaicista Somaini. Uno sguardo più pop non può mancare, con la più “leggera” Galleria dei Telegatti e con la Galleria Passarella, dove una targa ricorda uno dei luoghi simbolo della città negli anni Settanta e Ottanta: lo storico negozio di Fiorucci.
Visita guidata a cura di Monica Torri.
Quota: 15 euro (visita guidata, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.
Quando: giovedì 18 giugno 2026, ore 15,30
Per richieste di informazioni e iscrizioni, compilare il modulo sottostante. Risponderemo a breve.