Itinerari e visite guidate a Milano


LUNEDÌ 28 SETTEMBRE 2026, ORE 15,30

LE CHIESE DI SAN GIUSEPPE E DI SANTA MARIA DEL CARMINE

Una bomboniera barocca e una chiesa aristocratica

Milano, San Giuseppe e Santa Maria del Carmine

La chiesa di San Giuseppe in via Verdi, capolavoro di Francesco Maria Richini, il maggior architetto milanese del Seicento, con la sua planimetria basata sulla fusione di due piante centrali, fu di rottura rispetto all'accademismo manierista prevalente allora, ed è considerata una pietra miliare nella storia dell'architettura e costituisce l’esempio massimo del barocco milanese, modulato con particolare cura dei dettagli, dato anche l’esiguo spazio disponibile. Rappresenta a Milano una delle pochissime testimonianze superstiti dell'architettura religiosa del Richino, alla cui sopravvivenza - al di là delle distruzioni belliche - ha nuociuto a lungo la scarsa considerazione critica nei confronti dell'architettura lombarda del Seicento. La chiesa di Santa Maria del Carmine nacque come "chiesa nobile", accanto al Castello. Pur con i guasti arrecati dai rifacimenti e dai completamenti, la chiesa si presenta nella convincente pienezza del suo fascino, con i tesori che custodisce.

Visita guidata a cura di Enrico Venturelli.

Info

Quota: 15 euro (visita guidata, offerte chiese, radiocuffie). Disdette senza penali consentite entro 10 gg lavorativi; oltre tale limite, la quota dovrà essere corrisposta. Per partecipare è necessario iscriversi all'associazione.

Quando

Quando: lunedì 28 settembre 2026, ore 15,30

RICHIESTA INFORMAZIONI/PRENOTAZIONE

San Giuseppe e Santa Maria del Carmine permettono di confrontare due modi differenti di costruire lo spazio sacro milanese. La prima concentra in dimensioni contenute la ricerca barocca di Francesco Maria Richini; la seconda conserva il carattere di una grande chiesa legata all’area aristocratica prossima al Castello. Insieme raccontano continuità e trasformazioni dell’architettura religiosa cittadina.

San Giuseppe e Francesco Maria Richini

La chiesa di San Giuseppe è uno dei riferimenti fondamentali per comprendere l’opera di Francesco Maria Richini. La soluzione planimetrica, costruita sulla fusione di due spazi centrali, supera gli schemi manieristi e crea una sequenza raccolta ma fortemente dinamica.

Un Barocco misurato

Lo spazio ridotto non limita l’ambizione del progetto: al contrario, obbliga a una particolare cura delle proporzioni e dei dettagli. San Giuseppe mostra così un Barocco milanese meno spettacolare di quello romano, ma capace di ottenere intensità attraverso ritmo, geometria e controllo dello spazio.

Santa Maria del Carmine, la “chiesa nobile”

La vicinanza al Castello contribuì al carattere aristocratico di Santa Maria del Carmine. Il suo ruolo storico e la monumentalità dell’edificio ne fecero un importante riferimento religioso per una parte centrale della città.

Trasformazioni e permanenze

Il Carmine è il risultato di una lunga storia di rifacimenti e completamenti. Proprio queste trasformazioni permettono di leggere la chiesa come un organismo stratificato, nel quale epoche diverse hanno lasciato segni senza cancellare del tutto l’impianto precedente.

Due idee di monumentalità

Il confronto tra le due chiese mette in evidenza due forme di monumentalità: quella concentrata e progettuale di San Giuseppe e quella più ampia, storica e stratificata del Carmine. È un modo efficace per osservare come Milano abbia declinato in forme differenti la propria architettura religiosa.




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