Associazione CLESSIDRA
VISITE GUIDATE A MILANO

· Lunedì 10 settembre 2018, ore 15,30:
FACCE DI SASSO E DI BRONZO
Milano, piazza San Babila (davanti alla chiesa)

Grandi monumenti di illustri personaggi (ma, talvolta, anche di illustri sconosciuti) o forme plastiche di misteriosa eleganza dominano le piazze e gli slarghi di tutta Milano. Silenziose presenze che, segnando i luoghi simbolo della città, oggi pochi guardano, se non per darsi un appuntamento o per rivolgere uno sguardo distratto in attesa che scatti il verde del semaforo. I monumenti di Milano sono questo. Ma sono anche molto altro. Frammenti di storia che ci aiutano a tener viva la memoria di un evento, di un nome impresso nella nostra cultura a cui danno finalmente un volto. Così furono concepiti il Vittorio Emanuele di piazza Duomo, il Parini del Cordusio, il Manzoni e il Leonardo a due passi dalla Scala. Testimoni della Milano di fine Ottocento, quando servivano a raccontare il sogno di grandezza della città. Con il Novecento i significati sono cambiati, come è cambiata l’idea di piazza come luogo pubblico e ai politici, agli intellettuali o ai fieri eroi del Risorgimento si sono aggiunti monumenti sempre meno facili da comprendere, spesso oscuri riferimenti alla complessità del nostro tempo. Ne sono un esempio l’oscura Mère Ubu di fronte al Palazzo del Senato, il monumento all’Arma dei Carabinieri di Minguzzi in piazza Diaz, il Sole di Pomodoro in piazza Meda o le “invisibili” sculture di Consagra in via Mercanti, fino ad arrivare al tanto discusso Dito Medio di Cattelan in piazza Affari, segno evidente di una dichiarata provocazione allo status quo a cui l’arte, ancora una volta, non può non cedere.

 

A cura di Monica Torri.
Quota: 10 euro (visita guidata, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Mercoledì 12 settembre 2018, ore 16,30:
terrazze del duomo: a passeggio in un bosco di guglie
Milano, Duomo - lato ascensori

Uno dei luoghi più magici e suggestivi della città: da un altezza di circa 70 m. (è la seconda chiesa più alta del mondo dopo la cattedrale di Beauvais in Francia) è possibile osservare un meraviglioso panorama, incorniciato da un fitto ricamo di 135 guglie, dagli archi rampanti, dalle falconature con i loro ornati e dalla meravigliosa statuaria. Ricoperte di lastre di marmo di Candoglia, le terrazze si sviluppano su una superficie di 8.000 mq. È possibile visitarle passeggiando tra ampi spazi e lunghi corridoi perimetrali che offrono un punto di vista continuamente mutevole sul Duomo e sulla città. La visita offre la possibilità di ammirare circa 1.800 statue, esempi di produzione scultorea lombarda ed europea dalla fine del Trecento ai giorni nostri. Bellissimi giganti e fantastici doccioni (per lo più del Tre-Quattrocento), episodi e figure sapientemente inserite negli ornatissimi bassorilievi Sei-Settecenteschi che adornano i passaggi nei contrafforti ai piedi degli archi rampanti, statuette di ogni misura ai lati e sulla sommità delle guglie.

 

A cura di Christian Citterio.
Quota: 23 euro (visita guidata, biglietto salita in ascensore, radiocuffie, dispensa di approfondimento).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Giovedì 13 settembre 2018, ore 15,30:
MOSTRA "PiNO PINELLI. pittura oltre il limite"
Milano, Palazzo Reale (lato bar)

Siamo nei primi anni Settanta. Gli Anni di Piombo, in Italia, dove l’arte è specchio, come nelle opere di Michelangelo Pistoletto, dello Stato Sociale. Pino Pinelli (Catania, 1938) inizia una riflessione sul nesso fra tradizione e innovazione, con particolare attenzione alla vibrazione ed esplosione della pittura. La ricerca di questo decennio fa parte di quello che Filiberto Menna 
definì “Pittura Analitica”, anche se nel 1976 Pinelli elabora la “rottura del quadro” e la prima “disseminazione”. Le opere di Pinelli sono corpi esplosivi di materia e pittura, che si esprimono nello spazio e nella loro potenza tattile.

 

A cura di Federica Maria Marrella.
Quota: 12 euro (visita guidata, radiocuffie) + biglietto d'ingresso. Le disdette senza penali sono consentite entro 15 gg. lavorativi.

Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Lunedì 17 settembre 2018, ore 15,30:
CITY LIFE, la piÙ grande area pedonale di milano
Milano, ritrovo M5 Tre Torri

City Life, uno dei nuovi simboli della città, è il progetto di riqualificazione della Fiera Campionaria, nel quartiere del Portello, disegnato dalle "archistar" Arata IsozakiDaniel Libeskind e Zaha Hadid. Dal forte impatto visivo per via dei suoi tre grattacieli, il progetto comporta la creazione della più grande area pedonale di Milano, nonché una delle maggiori in Europa e la realizzazione del terzo parco centrale milanese. Sul progetto, Libeskind ha affermato che esso rappresenta «Milano come portale per l'Europa». L'idea di fondo si basa su vasti spazi pubblici, aree di svago e gioco attorno alle residenze, uno shopping district, opera di Zaha Hadid, che risulta essere il più grande distretto commerciale d’Italia. Il parco, progettato dallo studio Gustafson Porter, è un museo d’arte contemporanea ‘a cielo aperto’, con opere site-specific di artisti italiani e internazionali, come Riccardo Benassi, Judith Hopf, Ornaghi & Prestinari, Matteo Rubbi, Pascale Marthine Tayou e Serena Vestrucci.

 

A cura di Alberto Marchesini.
Quota: 10 euro (visita guidata, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Martedì 18 settembre 2018, ore 15:
IL PARCO NORD E I BUNKER BREDA
Milano, fermata M5 Bignami (munirsi di biglietto extraurbano)

I bunker Breda, o più precisamente i rifugi antiaerei della V Sezione Areonautica della Breda presenti in tutto il territorio est del Parco Nord, rappresentano il luogo ideale per stimolare una riflessione sul passato e sulla storia locale. Ecomuseo Urbano Metropolitano Milano Nord, in collaborazione con Parco Nord Milano, ha intrapreso un percorso di valorizzazione di questo patrimonio culturale materiale ed immateriale, di ricerca sulla memoria e sulla storia locale. Il percorso si articola in 4 sale principali, tante quanti sono gli “spezzo­ni” di rifugio che ospitavano gli operai. Attraverso l’esperienza dello scendere sottoterra, dove affondano le ra­dici degli alberi del Parco, il percorso proposto mette in evidenza suoni, voci ed immagini, che ci porteranno dall’epoca dei bombardamenti, al grande sviluppo industriale e poi alla riconquista degli spazi verdi e di pace che accolgono il visitatore riemergendo alla luce del parco.

 

Quota: 16 euro (visita guidata con guide interne, biglietto d'ingresso, dispensa di approfondimento).
I bunker sono freddi ed umidi, consigliamo di equipaggiarsi in modo adeguato. Alla fermata Bignami, tutti insieme, prenderemo la metro-tramvia 31 per scendere alla fermata "Parco Nord Clerici". Pertanto, munirsi di biglietto extraurbano.
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Giovedì 20 settembre 2018, ore 14,30:
ITINERARIO CITTADINO DEDICATO A LUIGI CACCIA DOMINIONI
Milano, parcheggio via Mario Pagano

Architetto, designer e urbanista milanese, uno dei protagonisti del dopoguerra, a lui si devono molti degli edifici che hanno caratterizzato la ricostruzione di Milano, con progetti punteggiati dalla qualità della sua eleganza e caratterizzati dal rispetto delle esigenze rappresentative della nuova borghesia imprenditoriale lombarda. Rese credibile e visibile la nuova immagine di Milano nel momento del suo maggiore sviluppo durante gli anni del miracolo economico, con quello che poi sarebbe stato definito lo “stile milanese”. Architetture che rifiutano ogni sovraesposizione, che non s’impongono ma s’inseriscono nella città, che anzi costruiscono veri e propri paesaggi urbani attraverso una serie di clamorose strategie progettuali. La singolarità di Caccia consiste proprio in quella dimensione di cui oggi abbiamo più bisogno: quella dell’architettura come servizio alla società. Milano e provincia sono i luoghi fisici dove Luigi Caccia Dominioni ha lavorato di più, anche perchè come aveva lui stesso rivelato: “Io non prendo l’aereo e voglio seguire tutto da vicino. Per questo non ho fatto quasi nulla lontano da Milano”. Ma continueremo a riconoscerlo per le strade di Milano, nelle sue architetture, nei suoi interni, nella cura dei dettagli. Esiste una Milano di Luigi Caccia Dominioni e con questo itinerario andiamo a scoprirla.

 

A cura di Monica Torri.
Quota: 25 euro (visita guidata, noleggio pullman, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Lunedì 24 settembre 2018, ore 15,30:
CHIESA DI SAN SATIRO, UNA FINESTRA SUL RINASCIMENTO
Milano, via Torino 17/19

A due passi dal Duomo, una finestra sul Rinascimento. La piccola chiesa di San Satiro ha antichissime origini e a seguito di un miracolo, fu necessario ampliarla. Dedicata al fratello di Sant’Ambrogio, la chiesa è un gioiello architettonico del primo Rinascimento, riconfigurata nel 1476-86 e legata al nome di Donato Bramante, che vi pose mano in modo geniale dal 1478. Egli, pur avendo a disposizione un’area di dimensioni ridotte, progetta una struttura di respiro imponente con decori in oro e azzurro, fregi a motivi classicheggianti, nicchie piatte e concave alternate coronate da conchiglie. E’ dotata di tre navate, quella centrale coperta da una volta a botte, e una imponente cupola emisferica all’incrocio con il transetto. La mancanza di spazio sul retro dell’altare, per la presenza della medievale via del Falcone, è alla base della scelta di adottare una pianta a croce commissa (a forma di T), priva del braccio minore. Per evitare lo sgradevole effetto di brusca interruzione e disarmonia, la geniale soluzione adottata da Bramante è la creazione di un finto coro in stucco dipinto, quasi un trompe l’oeil ante litteram, che dona l’impressione di un ambiente più ampio. Nel ‘400 l’antico sacello di S. Satiro è annesso alla chiesa di S. Maria diventando la Cappella della Pietà. Qui è conservato il “Compianto su Cristo morto” di Agostino De Fondutis, un gruppo di 14 statue in terracotta raffigurante, con impressionante realismo, la scena della pietà. Sul retro della chiesa è presente un campanile romanico del X secolo, uno dei più antichi di Milano. La chiesa è tradizionalmente indicata come il risultato più compiuto della cultura rinascimentale a Milano.

 

A cura di Enrico Venturelli.
Quota: 13 euro (visita guidata, offerta chiesa, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Mercoledì 26 settembre 2018, ore 15:
LA VETTABBIA E I SUOI ANTICHI MONASTERI... SOPPRESSI
Milano, via San Martino 5

Quartiere un tempo ricco di acque e monasteri, quello Ticinese, la cui memoria è stata in parte salvata dalla famiglia Cislaghi, che nel cortile privato dell'abitazione in via San Martino 5 ha ricostruito il chiostro cinquecentesco e affrescato del Monastero delle Dame Vergini alla Vettabbia. Leggenda vuole che le origini del monastero fossero legate all'invasione di Milano da parte del Barbarossa, durante la quale le nobili dame milanesi si rifugiarono in tre diversi conventi divise per gruppi: le vergini, le maritate e le vedove. Inutile dire che qui ripararono le vergini cui si deve il primo nome del cenobio. Un volume appena pubblicato e la disponibilità dei proprietari ci permetteranno di entrare in un angolo nascosto e magico di Milano...

 

A cura di Valeria Gerli.
Quota: 10 euro (visita guidata, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Giovedì 27 settembre 2018, ore 15,30:
BUTTI, BAZZARO E VEDANI AL CIMITERO MONUMENTALE
Milano, cortile principale del Cimitero Monumentale

Il Cimitero Monumentale è il massimo Museo a Cielo Aperto presente in Milano; in questo luogo si ricorda la storia dei grandi che fecero Milano. Sculture e tombe diventano magnifiche opere d'arte realizzate da artisti molto rinomati tra '800 e '900. L'esplosione produttiva che in pochi anni fa del Cimitero Monumentale una fitta galleria della scultura lombarda, si verifica nel momento dell'affermazione dell'idea simbolista e insieme dello stile che meglio ne rappresenta i caratteri dello stile Liberty. Si ha una concentrazione di opere delle maggiori firme non reperibili in nessun altro luogo; neppure, appunto, nelle pubbliche gallerie d'arte. Vi sono, infatti, sculture ed edifici nel Cimitero Monumentale che mostrano la storia della città e la sua vicenda artistica, dal Realismo e dall'Eclettismo, al Liberty ed al Simbolismo fino all'età contemporanea, con i principali artisti italiani. Per questo itinerario scegliamo tre dei protagonisti più rappresentativi della scultura lombarda: Enrico Butti (1847-1932), Ernesto Bazzaro (1859-1937) e Michele Vedani (1874-1969). Butti seguì dapprima il gusto impressionistico e in seguito i modi veristici e i temi sociali. Bazzaro, uno dei protagonisti della stagione tardo scapigliata, artista dal modellato libero e sensibile alle vibrazioni luminose, fece una ricerca sul trattamento delle superfici durante il suo instancabile lavoro, tra amarezze e tardi riconoscimenti. Vedani, uno degli ultimi scultori ad aver esercitato intensamente "l’arte e il mestiere" in tutte le dimensioni e i ruoli che le forme plastiche hanno avuto tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento.

 

A cura di Alberto Marchesini.
Quota: 10 euro (visita guidata, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Venerdì 28 settembre 2018, ore 15,30:
MOSTRA "AGOSTINO BONALUMI"
Milano, Palazzo Reale (lato bar)

Palazzo Reale organizza la prima vera mostra antologica dell’artista milanese nella sua città, a pochi anni dalla sua scomparsa (2013), con oltre cento opere, compresa la grande installazione alla Biennale del 1970. L’esposizione racconta gli esordi dell’artista con Castellani e Manzoni attorno al 1959, gli anni Sessanta in contatto con i maggiori gruppi europei, e la sua recente riscoperta e rivalutazione internazionale. Spettacolare il suo gioco di concavi e convessi, la sua potenza coloristica e materica, l’opera d’arte che si fa non della pittura ma dai giochi di luci e ombre creati dalla sua stessa essenza.

 

A cura di Federica Maria Marrella.
Quota: 22 euro (visita guidata, biglietto d'ingresso, radiocuffie). Le disdette senza penali sono consentite entro 15 gg. lavorativi.

Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Lunedì 8 ottobre 2018, ore 15,30:
NEOCLASSICISMO IN SAN CARLO AL CORSO
Milano, piazza San Carlo

Considerata l'opera conclusiva del movimento neoclassico non solo a Milano, ma in tutta Italia, la chiesa di San Carlo al Corso sorge solennemente sull'area dell'antica chiesa di santa Maria de' Servi edificata nel 1317. L'aspetto si ispira decisamente a quello del Pantheon, modello in voga durante la Restaurazione. Nei locali del convento adiacente la chiesa si conservano le pale d'altare dell'Orazione nell'orto, opera di Giovan Paolo Lomazzo, e quella dell'Assunta di Bernardo Zenale.

 

A cura di Enrico Venturelli.
Quota: 13 euro (visita guidata, offerta chiesa, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Lunedì 15 ottobre 2018, ore 15,30:
L'EX SIEROTERAPICO: DAI VACCINI ALLA CREATIVITÀ
Milano, via Darwin 20 (M2 Romolo)

Una vasta area compresa tra i Navigli è stata oggetto in anni recenti di un importante intervento di riqualificazione urbana. Come già accadde per Bicocca con l’Università Statale e per Bovisa con il Politecnico, il complesso dell’Ex Sieroterapico è tornato a vivere grazie alla cultura, con l’insediamento nei suoi spazi della Nuova Accademia di Belle Arti NABA (fondata nel 1980 da un gruppo di artisti tra cui Tito Varisco, K. Azuma, C. Mo, E. Isgrò, E. Tadini, G. Colombo) e della Domus Academy, scuola di formazione postuniversitaria nel campo del Design. In questi edifici, l’Istituto Sieroterapico Milanese fondato nel 1894 dall’immunologo Serafino Belfanti, produceva sieri e vaccini per alcune delle più temibili malattie del Novecento (come la Spagnola del primo dopoguerra o la difterite), guadagnandosi per prestigio e produzione il ruolo di uno dei primi istituti di ricerca medica sui vaccini a livello europeo. Oggi i suoi padiglioni sono stati convertiti in aule, biblioteca e servizi per gli studenti, mentre quelle stalle dove, all’inizio del secolo, vivevano gli animali impiegati per la ricerca secondo la prassi del tempo, hanno ceduto il passo a un vasto spazio verde dove si alternano alberature e prati in quello che oggi prende il nome di Parco Segantini, attraversato dalla Roggia Boniforti. Con la dismissione della struttura sanitaria iniziata negli anni Ottanta, su quei 20 ettari è partita anche la realizzazione di nuove residenze e servizi, oltre a tre nuovi edifici progettati nel 2010 da Dante Oscar Benini che, giocando con vasche d’acqua e ampie vetrate sfaccettate riflettono i padiglioni storici, in un ideale continuità tra antico e moderno.

 

A cura di Monica Torri.
Quota: 13 euro (visita guidata, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Martedì 16 ottobre 2018, ore 15 (a cura di Alberto Marchesini);
· Lunedì 22 ottobre 2018, ore 15 (a cura di Alberto Marchesini);
· Mercoledì 21 novembre 2018, ore 15 (a cura di Valentino Scrima):

MOSTRA "CARLO CARRÀ"
Milano, Palazzo Reale (lato bar)

Fra le grandi mostre d’autunno a Milano, Palazzo Reale dedica a Carlo Carrà una retrospettiva a trent’anni dall’ultima mostra dedicatagli. L'esposizione ripercorre l’intero percorso artistico del Maestro attraverso le sue opere più significative. Dalle prove divisioniste ai grandi capolavori che ne fanno uno dei maggiori esponenti del Futurismo e della Metafisica, ai dipinti ascrivibili ai ‘valori plastici’, ai paesaggi e alle nature morte che attestano il suo ritorno alla realtà dagli anni Venti, non senza trascurare le grandi composizioni di figura risalenti agli anni Trenta. Un pubblico chiamato ad ammirare uno dei migliori eredi della tradizione ottocentesca, uno dei maggiori pittori del primo Novecento, protagonista di tutte le principali correnti artistiche della sua epoca, i cui dipinti danno vita a un’atmosfera sospesa e senza tempo, ispirata dalla natura e ricca di malinconia. Una produzione che, ancora oggi, presenta tratti di estrema modernità.

 

Quota: 22 euro (visita guidata, biglietto d'ingresso, diritti di prenotazione, dispensa di approfondimento, noleggio radiocuffie museali). Le disdette senza penali sono consentite entro 15 gg. lavorativi.
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Giovedì 18 ottobre 2018, ore 15,30:
PASSEGGIATA AL PORTELLO
Milano, piazza Gino Valle (M1 Lotto, Filobus 90, 91)

La "Strada al Portello" era un'antica strada rurale che collegava Milano a Rho, partendo da piazza Sempione, sostituita agli inizi del XIX secolo dalla nuova strada del Sempione. Sede storica degli stabilimenti dell’Alfa Romeo, visibili anche nel capolavoro del 1960 di Luchino Visconti, “Rocco e i suoi fratelli”, l’ex area industriale del Portello, dismessa negli anni ’80, si è trasformata in un nuovo moderno quartiere con architetture firmate da importanti studi di architetti, piazze avveniristiche, percorsi pedonali e ciclabili, spazi verdi e zona commerciale. Studio Valle, CZA Cino Zucchi Architetti, Guido Canali e Fabio Novembre sono alcuni dei nomi che hanno ridisegnato il quartiere, con moderni edifici e la grande e metafisica piazza intitolata all'architetto Gino Valle. Il mix di funzioni residenziali e terziarie è alla base del successo della riqualificazione e rivitalizzazione di quest’area vastissima e a lungo abbandonata. Attraversarla costituisce un passeggiata molto gradevole e completamente pedonale, nonostante la vicinanza di alcune grandi arterie stradali. Partendo da piazza Gino Valle, con le sue curiose pendenze, sulla quale si affaccia la nuova casa del Milan, si prosegue oltre viale Serra attraverso una modernissima passerella pedonale fino al cuore dell’ex Alfa Romeo. Qui, al posto della fabbrica, sorge oggi un nuovo parco urbano delle “memorie industriali”, progetto di Charles Jencks e Andreas Kipar, forse la parte più spettacolare dell’intero progetto e probabilmente il più bel parco realizzato a Milano recentemente, animato da specchi d’acqua e coronato da una curiosa "collina del DNA" (omaggio alla prospiciente “montagnetta” del QT8), cui si ascende attraverso un percorso elicoidale. La vista dalla cima è davvero ripagante!

 

A cura di Valeria Gerli.
Quota: 10 euro (visita guidata, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Domenica 21 ottobre 2018, ore 16:
IL NUOVO ORGANO IN SAN CARLO AL LAZZARETTO
Milano, largo Fra Paolo Bellintani (M1 P.ta Venezia, Filobus 90, 91)

L'idea di offrire al San Carlino, simbolo di uno dei periodi storici più famosi di Milano, uno strumento speciale che lo potesse valorizzare è nata dalla volontà e dall’intervento di Andreina Bassetti Rocca e della Fondazione Rocca, che hanno curato anche l’intero restauro della Chiesa. Da questa premessa ha preso forma, grazie al progetto di Martino Lurani Cernuschi, quello che oggi può essere considerato il più innovativo e poliedrico organo a canne del panorama lombardo. Uno strumento di base romantico-sinfonica con elementi adatti alla musica barocca e altri alla tradizione dell’organo da teatro; quest'ultima, completamente sconosciuta in Italia, è una realtà di notevoli proporzioni nel mondo anglosassone, non solo nei teatri, ma anche nei parchi pubblici, nelle sale da ballo, nei saloni dei convegni, nei palazzetti dello sport e, addirittura, nei grandi stadi del Superbowl! Amalgamando la tecnologia antica a una sofisticata tecnica moderna, questo nuovo strumento con 1800 canne riesce ad abbracciare un repertorio che va da Bach alla musica da intrattenimento del Novecento, ideale anche per le trascrizioni organistiche di sinfonie ed opere. Sarà lo stesso progettista ad illustrarci la ricca tavolozza sonora.

 

A cura di Martino Lurani Cernuschi.
INGRESSO LIBERO, SENZA PRENOTAZIONE, FINO AD ESAURIMENTO POSTI.

 

· Mercoledì 24 ottobre 2018, orario pomeridiano da definire (a cura di Alberto Marchesini);
· Giovedì 25 ottobre 2018, orario serale da definire (a cura di Alberto Marchesini);
· Lunedì 12 novembre 2018, orario pomeridiano da definire (a cura di Alberto Marchesini);

· Lunedì 19 novembre 2018, orario pomeridiano da definire (a cura di Alberto Marchesini);

· Mercoledì 5 dicembre 2018, orario pomeridiano da definire (a cura di Valentino Scrima):
MOSTRA "PICASSO METAMORFOSI"
Milano, Palazzo Reale (lato bar)

Dedicata al rapporto multiforme e fecondo che il genio spagnolo ha sviluppato, per tutta la sua straordinaria carriera, con il mito e l’antichità, la mostra si propone di esplorare da questa particolare prospettiva il suo intenso e complesso processo creativo. Il progetto presenta circa 200 opere tra lavori di Picasso e opere d’arte antica cui il grande maestro si è ispirato, provenienti dal Musée National Picasso di Parigi e da altri importanti musei europei come, tra gli altri, il Musée du Louvre di Parigi,  i Musei Vaticani di Roma, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Musée Picasso di Antibes, il Musée des Beaux-Arts di Lione, il Centre Pompidou di Parigi, il Musée de l’Orangerie di Parigi, il Museu Picasso di Barcellona. La mostra Picasso Metamorfosi propone dunque di penetrare nel laboratorio intimo di un artista mondiale alla luce delle fonti antiche che ne hanno ispirato l’opera, ma anche di svelare i meccanismi di una singolare alchimia che pone l’Antichità al cuore di un modernità determinante per l’arte del XX secolo. Sei le sezioni del percorso espositivo, che vedono le opere del maestro a fianco di ceramiche, vasi, statue, placche votive, rilievi, idoli, stele.

 

Quota: 22 euro (visita guidata, biglietto d'ingresso, diritti di prenotazione, dispensa di approfondimento, noleggio radiocuffie museali). Le disdette senza penali sono consentite entro 15 gg. lavorativi.
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Lunedì 29 ottobre 2018, ore 15:
I SEGRETI DI SANTA MARIA SEGRETA
Milano, piazza Tommaseo (M1 Conciliazione)

Itinerario nel più notevole quartiere residenziale di Milano: via Ariosto, piazza Tommaseo, via Telesio,... Qui sorge la chiesa di Santa Maria Segreta, forse il più interessante caso milanese di “ricostruzione” in nuovo luogo di un edificio sacro. Il legame tra la prima Santa Maria Segreta, situata tra il Cordusio e l’inizio di Via Meravigli, e la borghesia che abitava la zona era molto solido, ma, quando tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, l’area fu interessata dai lavori che portarono alla demolizione del tessuto di case per fare posto alla nascente piazza Cordusio e ai monumentali palazzi di Luigi Broggi, le famiglie dovettero abbandonare la zona per trasferirsi in un nuovo quartiere creato ad hoc al di là di Porta Vercellina, costituito quasi esclusivamente di palazzi signorili eclettici e liberty: pertanto, in questo nuovo tessuto urbano, le famiglie borghesi appena giunte nel quartiere pensarono: “La nostra chiesa viene con noi”. Nasce così l’attuale Santa Maria Segreta....

 

A cura di Enrico Venturelli.
Quota: 13 euro (visita guidata, offerta chiesa, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Martedì 30 ottobre 2018, ore 15,30:
L'ANTICO BORGO DI LAMBRATE
Milano, stazione Lambrate, lato piazza Monte Titano (M2 Lambrate)

Comune autonomo fino al 1923, l’antico borgo di Lambrate fu popolato dai profughi milanesi di Porta Orientale e di Porta Nuova, in quel luogo esiliati dal Barbarossa nel 1162, dopo la distruzione della città. Forse, primo luogo di culto per i cristiani fu quella Cappelletta, ancora oggi al centro del quartiere, rimasta intatta nonostante i bombardamenti. Durante l’VIII e il IX sec. sorsero due monasteri benedettini, di cui possiamo visitare oggi la chiesa di San Martino. Passeggiata lungo la via Conte Rosso, con le sue ville, la zona “trendy” dell’ex Faema e finale con la “Palazzetta” Sola Busca in via Rombon.

 

A cura di Valeria Gerli.
Quota: 13 euro (visita guidata, offerta chiesa, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Mercoledì 31 ottobre 2018, ore 15,30:
MOSTRA "MODIGLIANI ART EXPERIENCE"
Milano, Mudec, via Tortona 56 (M2 Porta Genova; Tram 14; Filobus 90)

Un affascinante racconto, ricostruito attraverso immagini, musiche, evocazioni e suggestioni, che ricompone davanti agli occhi del visitatore l’universo di Amedeo Modigliani pittore e scultore, e che permette di proiettarsi nel contesto parigino di cui l’artista fu assoluto protagonista. La mostra si propone come un vero e proprio excursus multisensoriale offrendo al visitatore la scoperta della sua cifra artistica e l’influenza che il primitivismo in particolare la scultura africana, egizia e cicladica, ebbero sul suo lavoro; una vita da bohémien nella sua esistenza da esule livornese nella Montmartre e nella Montparnasse dei primi del Novecento. A impreziosire la visione multimediale, la sala introduttiva ospita tre ritratti di Modì e alcuni capolavori di arte primitiva africana, modelli espressivi che il genio livornese ebbe a ispirazione per la sua arte. Una ‘Infinity room’ chiude il percorso espositivo: alcune delle opere più significative dell’artista si ripresenteranno agli occhi del visitatore in un gioco continuo di scomposizioni e rifrazioni, che non mancherà però di aprirsi con un più classico racconto sulla vita dell’artista e il contesto storico-sociale-culturale in cui situare la sua produzione.

 

A cura di Valentino Scrima.
Quota: 25 euro (visita guidata, biglietto d'ingresso, diritto di prenotazione, dispensa di approfondimento, radiocuffie).

Le disdette senza penali sono consentite entro 15 gg. lavorativi.
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Lunedì 5 novembre 2018, ore 15:
IL MUSEO D'ARTE PAOLO PINI-MAPP: FOLLI STORIE... D'ARTe
Milano, via Ippocrate 45 (M3 Affori)

E’ il 1978 quando tutto (o quasi) comincia. Comincia con una legge, firmata da Basaglia. E comincia con una fine, quella dei manicomi, che da allora chiuderanno le porte agli “alienati”, per aprirle al mondo. Si scardina così l’idea della reclusione imposta da un’altra legge (1904) ideata per chi è ritenuto “pericoloso” o “di pubblico scandalo”. Con Basaglia finisce l’epoca dell’internamento forzato, degli elettroshock, dell’assenza di cura, per pazienti affetti da disagio psichico ma anche per semplici depressioni, per scatti d’ira, per comportamenti fuori regola, tenuti lontano dalla vista dei cosiddetti “normali”, in nome di un decoro civico da preservare. La storia della poetessa Alda Merini ne fu l’emblematico e drammatico esempio. Da questa svolta epocale sono passati 40 anni, nei quali si è rivoluzionata l’idea di cura di chi è affetto da disagio psichico e con essa anche le strutture che un tempo erano luoghi di orrore. Nell’ex Manicomio di Affori, intitolato al medico dei poveri Paolo Pini, il progetto di recupero fu rivoluzionario: restituire alla società i pazienti, facendo leva sull’arte intesa in tutte le sue forme. Da allora, sotto la bandiera del “portare dentro per portare fuori” e all’insegna di uno straordinario sodalizio tra medici, psicologi, imprenditori, artisti è sorto il MAPP, Museo d’Arte Paolo Pini che letteralmente invade gli spazi di quel luogo di costrizione trasformato in un gigantesco giardino d’arte contemporanea. Enrico Baj, Paolo Canevari, Martin Disler, Emilio Tadini furono i primi di oltre 140 artisti che, collaborando a 4 mani con i pazienti, si sono lasciati ispirare dal genius loci dei vecchi padiglioni e con le loro opere hanno composto il germe di un incredibile museo in progress. Dopo di loro “entrarono” nel manicomio Pusole, Arcangeli, Gunter Brus, Spadari, Marika Moro, Giuliano Mauri, con le sue installazioni di ramoscelli, l’artista di arte povera Piero Gilardi, le visioni oniriche di Fernando Léal, gli scherzosi “Fiori fuori di zucca” di S. Pizzi, perché in fondo, citando l’opera poetica di Pino Deodato: l’uomo, per vederci meglio, deve (solo) mangiare le lucciole! Un viaggio nella storia e nell’arte del Manicomio di Milano.

 

A cura di Monica Torri.
Quota: 15 euro (visita guidata, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Martedì 6 novembre 2018, ore 15:
MOSTRA "CORRENTE 1938"
Milano, Museo del Novecento, via Marconi 1

In occasione degli ottanta anni della nascita della rivista "Corrente di vita giovanile", fondata da Ernesto Treccani a Milano nel 1938, il Castello Sforzesco, il Museo del Novecento, la Casa museo Boschi Di Stefano e la Biblioteca Sormani propongono un progetto di mostra dedicato a questo importante movimento culturale milanese. Il racconto di una coraggiosa esposizione di pensiero antifascista, proprio negli anni dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale, nelle arti e nelle parole di giovani rivoluzionari del pensiero libero e dell’arte senza padroni. L’irruzione di questi giovani artisti condizionò fortemente  il dibattito artistico alla fine del decennio. Il carattere spesso polemico del loro intervento e la messa a punto di nuovi linguaggi aperti ad una dimensione europea stabilirono, non senza contraddizioni, un canone artistico che avrebbe attraversato gli anni della guerra.

 

A cura di Federica Maria Marrella.
Quota: 12 euro (visita guidata, radiocuffie) + biglietto d'ingresso. Le disdette senza penali sono consentite entro 15 gg. lavorativi.

Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Mercoledì 7 novembre 2018, ore 15:
IL QUARTIERE ALTO BORGHESE DI SAN SIRO
Milano, piazzale Lotto (davanti al Lido)

La via che porta allo stadio, nella parte iniziale prende il nome di via Monreale ma è da quando prende il nome di via Simone Stratico che inizia a comparire una netta differenza tra ciò che appare alla destra e quello che appare alla sinistra. Il taglio non è solo urbanistico ma soprattutto sociale: la parte sud è fatta di case popolari e assenza di aree verdi, mentre la parte nord è la San Siro borghese, con villini e condomini pieni di verde e di strutture sportive.  Negli anni Cinquanta avere una scuderia e far correre il proprio cavallo era uno status symbol. Storicamente l’ippica è stato tra i primi sport a giungere ed a essere praticato in Italia e, in particolare, a Milano ha caratterizzato la specializzazione della zona di San Siro quale “Città dello Sport”. L’ippodromo del Galoppo di San Siro, inaugurato nel 1920, progettato dall’architetto Vietti Violi e interamente realizzato in stile Liberty, è stato completamente ristrutturato nel 1975 e può vantare il titolo di monumento di interesse nazionale, unico ippodromo al mondo ad avere ottenuto questa qualifica. Un’area circondata dal verde e interamente dedicata allo sport equestre: dalle scuderie, alle piste di allenamento, ai servizi per il personale. Un impianto storico, perché qui si correva già nell'Ottocento. Dall’ippodromo passarono tutte le glorie dell’ippica italiana, antiche e recenti: da Nearco a Varenne e Ribot. Un vero e proprio quartiere ippico, con la pista delle corse e le due piste di allenamento, le scuderie in stile chalet normanno, le mascalcie, quell’andirivieni di cavalli superbi condotti dagli artieri e seguiti dall’occhio esperto e apprensivo degli allenatori, ci riporta a come doveva essere la campagna intorno a Milano prima dell’esplosione urbana. La statua del Cavallo di Leonardo, interamente in bronzo, si trova presso la tribuna secondaria. Si tratta della statua equestre più grande del mondo, ed è stata realizzata dalla scultrice statunitense Nina Akamu, ispirandosi a disegni originali di Leonardo da Vinci che, a causa di alterne vicende politiche, non riuscì mai a vedere completata la statua da lui progettata in onore di Federico Sforza.

 

A cura di Valeria Gerli.
Quota: 10 euro (visita guidata) + biglietto d'ingresso.
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

 

· Giovedì 8 novembre 2018, ore 14:
VILLAGGI OPERAI DELLA ZONA NORD DI MILANO
Milano, parcheggio via Mario Pagano

Milano, fine Ottocento: nelle periferie urbane, là dove fabbriche e ciminiere cominciano a delineare la fisionomia di quella che sta diventando la capitale produttiva del Paese, si addensano masse di lavoratori il cui problema più stringente è quello dell’alloggio. Le condizioni igieniche delle vecchie case di ringhiera hanno ormai rivelato in modo evidente l’inadeguatezza della tipologia, confermata dal ripetersi di gravi epidemie che falcidiano la popolazione. Nel pieno clima paternalistico che in Inghilterra, Francia e in tutta Europa aveva visto succedersi sperimentazioni e proposte di nuovi modelli abitativi, anche l’Italia fece propria l’idea del villaggio-giardino. Cruciale sarà in questo proliferare di nuovi quartieri quanto teorizzato da E. Howard nel 1902 con il volume “La città giardino del futuro”. Il Borgo Pirelli, il Villaggio Garelli e le case Breda a Sesto San Giovanni testimoniano come la suggestione di queste sperimentazioni prenda corpo in modo particolare tra gli imprenditori, desiderosi non solo di offrire alloggi e servizi decorosi ai propri dipendenti, ma anche di vincolarli all’azienda, secondo lo spirito del tempo. A questi seguiranno esempi come il Villaggio Falck di Sesto ampliato a più riprese fino al secondo dopoguerra. Un esempio di questo nuovo approccio al tema dell’alloggio, che segna una vera e propria rivoluzione sul tema, è il Milanino, vasto quartiere residenziale ideato a partire dal 1906, antesignano italiano di tutti i successivi Villaggi Giardino. A erigerlo l’Unione Cooperativa di Luigi Buffoli, con un gruppo di villette di ispirazione liberty raggruppate attorno al vialone centrale, rigoroso perno di distribuzione di servizi e collegamenti. Nonostante il mancato completamento del quartiere, causato dalla difficoltà di collegamento con la città della quale il villaggio doveva costituire un satellite, quello di Cusano Milanino resta una pietra miliare nella storia affascinante delle città-giardino.

 

A cura di Monica Torri.
Quota: 25 euro (visita guidata, noleggio pullman, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Martedì 13 novembre 2018, ore 15:
DaL GRANDE AL PICCOLO: DAI COLOSSI DI PORTA NUOVA ALLE ABBADESSE
Milano, piazza Gae Aulenti (M2, M5 Garibaldi)

In autunno inaugurerà l’ultimo e il più atteso tassello del più apprezzato progetto di riqualificazione urbana di Milano del nuovo millennio: Porta Nuova. Dalla ormai iconica piazza Gae Aulenti entriamo nel nuovo parco urbano, denominato “Biblioteca degli Alberi”, per poi proseguire verso nord, oltre il Palazzo Lombardia, lungo percorsi ciclo/pedonali, fino a ritrovarci in pochi passi al centro di un piccolo borgo rurale inglobato nella città (via Abbadesse), con i vecchi cascinali ristrutturati che ospitano rilassanti caffetterie e ristoranti e l’antica chiesetta dei Santi Carlo e Vitale. Un angolo da conoscere...

 

A cura di Valeria Gerli.
Quota: 13 euro (visita guidata, offerta chiesa, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Mercoledì 14 novembre 2018, ore 15:
INVITO A CASA BOSCHI DI STEFANO
Milano, via Giorgio Jan 15 (M1 Lima)

Antonio Boschi e Marieda Di Stefano erano una coppia splendida: lui ingegnere alla Pirelli, riservato e inventivo, brevettatore del flex disc o Giubo (giunto Boschi); lei estroversa e sportiva, animatrice di una scuola di ceramica. Entrambi erano collezionisti bulimici, amici e sostenitori degli artisti, da Sironi a Fontana. Negli undici spazi espositivi della casa, realizzata all’inizio degli anni Trenta dall’architetto Piero Portaluppi, sono riunite circa trecento delle oltre duemila opere raccolte dalla coppia. La collezione rappresenta una straordinaria testimonianza della storia dell’arte italiana del XX secolo – comprendente pitture, sculture e disegni – dal primo decennio del Novecento alla fine degli anni Sessanta. La collezione spazia dal futurismo agli anni Cinquanta con opere di Soffici, Boccioni, Sironi, Severini e Dottori, del "Novecento italiano", di MorandiDe Pisis, "Corrente" e del chiarismo lombardo. Nella sala centrale, opere di De Chirico, Campigli, Savinio e Paresce ricostruiscono l'apporto italiano alla Parigi degli anni Trenta mentre una stanza è interamente dedicata a Lucio Fontana. Nell'ultima sala gli acquisti più recenti, tra cui una serie di Achrome di Piero Manzoni.

 

A cura di Valentino Scrima.
Quota: 15 euro (visita guidata, dispensa di approfondimento, radiocuffie).

Massimo 18 posti.
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Giovedì 15 novembre 2018, ore 15:
MOSTRA "L'ELEGANZA DI MILANO"
Milano, Palazzo Morando, via Sant'Andrea 6

Eleganza fa rima con Milano. La moda, il lusso, la storia del teatro. Di questa eleganza è stato reporter il grande fotografo milanese Giancolombo, che ha narrato con i suoi scatti un volto della città inaspettato, misterioso e ricco di fascino. Attraverso le sue fotografie degli anni Cinquanta del Novecento, la città si svelerà mettendo a nudo volti che sono specchio e riflessione di un’epoca di rinascita e rivoluzione sociale, storica, stilistica e artistica. Un percorso sulla fotografia come arte e espressione di estetica e visione del reale.

 

A cura di Federica Maria Marrella.
Quota: 12 euro (visita guidata, radiocuffie) + biglietto d'ingresso. Le disdette senza penali sono consentite entro 15 gg. lavorativi.

Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Martedì 20 novembre 2018, ore 15 (a cura di Alberto Marchesini);
· Giovedì 22 novembre 2018, ore 19,10 (a cura di Alberto Marchesini);
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Mercoledì 19 dicembre 2018, ore 15 (a cura di Valentino Scrima):
MOSTRA "PAUL KLEE. ALLE ORIGINI DELL'ARTE"
Milano, Mudec, via Tortona 56 (M2 Porta Genova; Tram 14; Filobus 90)

Artista dalla multiforme personalità, non solo pittore, ma anche musicista e teorico di grande forza, Paul Klee ha rappresentato una delle figure più importanti del ‘900 per aver dato vita a diversi gruppi di avanguardia e aver percorso un geniale sviluppo artistico personale, apportando di continuo innovazioni nella tecnica e nella teoria pittorica. Il progetto del MUDEC intende affrontare una prospettiva inedita dell’opera di Klee, con l’obiettivo di posizionare l’attività dell’artista all’interno del fermento primitivista che scorre per l’Europa agli inizi del XX secolo. Le arti e le culture etnografiche e primitive esercitarono fin dagli inizi del secolo scorso una particolare fascinazione sulle avanguardie europee, che scoprirono un territorio ancora vergine della creatività, dove potenti figurazioni venivano evocate in un immaginario libero da stilemi prefissati. La mostra del MUDEC illustrerà come Paul Klee partecipi a questo fermento delle affinità tra il tribale e il moderno, in una maniera assolutamente personale, interiorizzando il portato stilistico e concettuale dell'arte primitiva all'interno del suo sistema di pittura d'idee, e affiancandolo all’ispirazione che trasse dall’antico e dall’arte classica delle popolazioni del Mediterraneo. Affianco a una selezione specifica di opere dell'artista verranno posti in un rimando puntuale riviste e documenti d’epoca che documentano la formazione specifica di Klee su questi temi, insieme a manufatti etnografici della collezione del MUDEC.

 

Quota: 25 euro (visita guidata, biglietto d'ingresso, diritti di prenotazione, dispensa di approfondimento, noleggio radiocuffie museali). Le disdette senza penali sono consentite entro 15 gg. lavorativi.

Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Giovedì 22 novembre 2018, ore 15:
MOSTRA "CAPITANI CORAGGIOSI. L'AVVENTURA UMANA DELLO SCOPRIRE"
Milano, Mudec, via Tortona 56 (M2 Porta Genova; Tram 14; Filobus 90)

La mostra "Capitani Coraggiosi. L’avventura umana dello scoprire, dal “Buco del Piombo” a Marte (1906-1990)" indaga le frontiere dell’esplorazione novecentesca con un particolare focus sui protagonisti lombardi, l’importanza degli apporti interdisciplinari, la dimensione mediatica e sociale e la creatività dei singoli. La collezione del Museo delle Culture è strettamente legata alla storia dell’esplorazione: se nell’800 l’obiettivo era completare la mappatura delle terre emerse, dai primi decenni del Novecento viaggiatori singoli percorrono i territori soprattutto alla ricerca di un’esperienza culturale e sociale. Unica eccezione la conquista delle vette, dello spazio, degli abissi e delle grotte che rimane appannaggio di esploratori professionisti. Attraverso opere della Collezione, fotografie, filmati e cimeli di famose spedizioni, il pubblico parteciperà alla trasformazione del concetto di esplorazione nell’ultimo secolo. Dagli esploratori ottocenteschi, alla conquista dei luoghi più remoti della terra e dello spazio, fino a tratteggiare una serie di ipotesi sul possibile panorama futuro della disciplina geografica, intesa come rapporto dinamico tra uomo e territorio.

 

A cura di Valeria Gerli.
Quota: 15 euro (visita guidata, dispensa di approfondimento, radiocuffie).

Le disdette senza penali sono consentite entro 15 gg. lavorativi. Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Martedì 27 novembre 2018, ore 15:
BRAMANTINO AL CASTELLO SFORZESCO
Milano, Castello Sforzesco (biglietteria)

Un itinerario dedicato ad uno dei più geniali artisti lombardi del Rinascimento, Bartolomeo Suardi, detto il Bramantino, per l’influsso su di lui esercitato dal grande maestro. Disegnatore, pittore, architetto, artista versatile e visionario, originale e indipendente, avrebbe meritato più larga fama se non avesse avuto a subire la presenza e la concorrenza negli stessi anni a Milano degli “stranieri” Leonardo e Bramante. Facendo un’operazione di Nemesi (giustizia), andiamo alla sua scoperta all’interno del Castello Sforzesco, dove è ripetutamente presente con opere varie di sorprendente bellezza e raffinata difficoltà interpretativa.

 

A cura di Valeria Gerli.
Quota: 10 euro (visita guidata, dispensa di approfondimento, radiocuffie) + eventuale biglietto d'ingresso.
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Lunedì 10 dicembre 2018, ore 16.30:
TRaM STORICO CON LE LUCI DI NATALe
Milano, via Cantù

Un percorso tramviario sotto le luci natalizie! Il vero vantaggio di muoversi in Tram a Milano? Non la velocità, il tram è l’elogio alla lentezza! Ma muovendosi piano basta guardare dai finestrini e scoprire la città, tanto a guardare la strada ci pensa il "manetta". I tram storici sono vetture a carrello che risalgono agli anni ’20 e ’30 e rappresentano un pezzo di storia e della tradizione milanese. Per la loro bellezza e il loro fascino senza tempo sono considerati dei veri e propri gioielli della scuderia ATM. Progettati dallo statunitense Peter Witt, i tram a carrelli della serie 1500 sono stati costruiti in 500 esemplari. Il modello 1503 è stato consegnato dalla Carminati & Toselli all'ATM il 28 marzo 1929 ed è entrato in servizio il successivo 11 aprile. Attualmente, circa 158 unità sono ancora efficienti, ed in buona parte quotidianamente in servizio per le strade di Milano. Alcune vetture sono state riportate, esteticamente e negli interni, allo stato d’origine. L’arrivo dei moderni tram ha portato alla dismissione ed alla vendita a privati di numerose vetture, 10 delle quali alla San Francisco Market Street Railway. Siamo in tanti e siamo sempre con voi, siamo i Tram di Milano!

 

A cura di Christian Citterio.
Quota: 30 euro (visita guidata, noleggio tram, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Pagamento anticipato entro mercoledì 21 novembre.

Oltre tale data, in caso di disdetta, la quota non potrà essere rimborsata, salvo sostituzione.
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Martedì 11 dicembre 2018, ore 15:
MOSTRA "LEONARDO DA VINCI PARADE"
Milano, Museo della Scienza e della Tecnologia, via San Vittore 21

“Leonardo da Vinci Parade” è la prima iniziativa realizzata dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia in occasione delle celebrazioni per il cinquecentenario della morte di Leonardo, a cui il Museo stesso è dedicato. Curata e realizzata dal Museo in collaborazione con la Pinacoteca di Brera, la mostra mette in dialogo, in una visione d’insieme inedita, i modelli storici e gli affreschi di pittori lombardi del XVI secolo, concessi in deposito nel 1952 da Fernanda Wittgens, allora Direttrice della Pinacoteca, a Guido Ucelli, fondatore del Museo. Un’insolita parata, appunto, in cui si esibiscono sul palco del Museo modelli e affreschi, in un accostamento inconsueto di arte e scienza. Un percorso che permetterà di attraversare i diversi campi di interesse e studio di Leonardo sul tema dell’ingegneria e della tecnica, valorizzando la collezione storica con cui il Museo apriva al pubblico nel 1953, in occasione dei 500 anni dalla sua nascita. In dialogo con un’ampia selezione di modelli storici leonardeschi, alcuni dei quali da lungo tempo non esposti, gli affreschi di Brera, provenienti da chiese ed edifici di Milano e dintorni. Tra gli autori presenti, un ruolo fondamentale è costituito da Bernardino Luini e la sua scuola. Ma nel Museo c'è anche archeologia, con resti ed epigrafi curiose...

 

A cura di Valeria Gerli.
Quota: 10 euro (visita guidata, dispensa di approfondimento, radiocuffie) + biglietto d'ingresso.
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Mercoledì 12 dicembre 2018, ore 15:
MOSTRA "VESPERBILD: ALLE ORIGINI DELLA PIETA' DI MICHELANGELO"
Milano, Castello Sforzesco (biglietteria)

La parola tedesca «Vesperbild» significa letteralmente immagine del Vespro e rievoca il momento in cui il corpo di Cristo, deposto dalla croce, è in attesa di sepoltura. L’iconografia del Cristo morto sul grembo di Maria ha iniziato ad essere rappresentata nelle sculture lignee della valle del Reno d’inizio Trecento. I motivi e le conseguenze della diffusione di questa iconografia in territorio italiano, a partire dalla metà del secolo e fino ad arrivare al suo esito più classico e celebre, la Pietà di Michelangelo, sono al centro della ricerca di questa mostra al Castello Sforzesco. Partendo dai primi esempi nordici e attraverso l’analisi di opere di grandi artisti italiani come Francesco Del Cossa, Ercole de’ Roberti, Giovanni Bellini, Carpaccio, Perugino, vengono illustrati i diversi snodi e gradi dello sviluppo storico-geografico di quest’iconografia fino ad arrivare, appunto, all’interpretazione di Michelangelo, destinata a condizionare la percezione del tema nei secoli a venire: la Pietà vaticana. Ma verso la fine della sua vita, il Buonarroti tornerà sul tema recuperando la cifra emotiva ed espressiva dei primi Vesperbilder tedeschi: la sua Pietà Rondanini, esposta nelle sale dell’Antico Ospedale Spagnolo adiacenti alla mostra, incarna chiaramente questo desiderio di tornare alle origini più antiche di questa rappresentazione.

 

A cura di Valentino Scrima.
Quota: 10 euro (visita guidata, dispensa di approfondimento, radiocuffie) + eventuale biglietto d'ingresso.

Le disdette senza penali sono consentite entro 15 gg. lavorativi.
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Giovedì 13 dicembre 2018, ore 15:
I QUADRONI DI SaN CARLO
Milano, ritrovo davanti al Museo del Novecento, via Marconi 1

L’esposizione dei quadroni in Cattedrale vede protagoniste tra le campate del Duomo le cinquantasei tele che si suddividono in un ciclo formato da due sequenze: La Vita del Beato Carlo e quella dei Miracoli di San Carlo Borromeo. La prima sequenza, dedicata alla vita del santo, fu commissionata dalla Veneranda Fabbrica in occasione della beatificazione dell’arcivescovo Carlo avvenuta il giorno 4 novembre 1602. A dettare il tema dei grandi dipinti, ventotto in tutto, fu il cugino del santo, il cardinale Federigo Borromeo: il racconto della vita di San Carlo e dei grandi momenti del suo cammino terreno. Tali opere, realizzate dai più affermati pittori della Milano del tempo primo tra tutti Giovanni Battista Crespi detto il Cerano, autore tra le altre tele della drammatica Visita agli appestatiPaolo Camillo Landriani detto il DuchinoGiovan Battista e Giovanni Mauro della Rovere detti i FiammenghiniCarlo Buzzi e Domenico Pellegrini, comprendono le tele più grandi (6 metri per 4,75). Le ventiquattro tele dei Miracoli fanno invece parte della seconda sequenza e furono esposte per la prima volta in Duomo nel 1610, in occasione della canonizzazione di Carlo Borromeo. Questa seconda parte del ciclo vide invece impegnati i più apprezzati artisti del milanese, alcuni dei quali già autori della prima serie, fra cui CeranoGiulio Cesare Procaccini, autore di sei tele, tra cui ricordiamo il Miracolo di Giovan Battista Tironeil Duchinoi Fiammenghini, accanto a figure quali Carlo Buzzi e Giorgio Noyers. Alla serie furono successivamente aggiunte altre tele nel Settecento. Si pensi all’effetto che questi enormi e straordinari dipinti dovevano fare sui fedeli che giungevano fino in Duomo nei secoli passati: un’emozione che rivive ancora oggi in tutti coloro che si recano in Cattedrale. Un’occasione per osservare e conoscere la storia di uno dei grandi santi della cristianità, attraverso grandiosi capolavori esposti tra le navate della Cattedrale.

 

A cura di Valeria Gerli.
Quota: 15 euro (visita guidata, biglietto d'ingresso, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Giovedì 20 dicembre 2018, ore 15:
MOSTRA "ENZO MARI"
Milano, PAC, via Palestro 14

Con la mostra invernale il PAC celebra i grandi maestri dell’architettura e del design italiani. Protagonista per il 2018 è il lavoro di Enzo Mari, maestro indiscusso del design contemporaneo. Una grande antologica racconta le sue opere personali e intime, e le sue opere create su commissione, per aziende, enti pubblici e imprese di produzione. Questa mostra ci farà entrare in contatto con il Design che nel Novecento diventa un racconto di arte e vita, di rapporto con la storia personale degli esseri umani. Specchio dei desideri e dei sogni di un intero secolo. Materia e quotidianità che diventano fantasia e relazione. Il percorso espositivo si snoderà attraverso le due principali linee del suo operare: quella delle opere eseguite su richiesta implicita, ossia nate da un richiamo personale ed interiore cui Mari ha risposto con creazioni entrate a far parte della storia dell’arte contemporanea, e quella invece delle opere su richiesta esplicita, per aziende, enti pubblici e imprese di produzione.

 

A cura di Federica Maria Marrella.
Quota: 20 euro (visita guidata, biglietto d'ingresso, radiocuffie).
Le disdette senza penali sono consentite entro 15 gg. lavorativi.
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Mercoledì 16 gennaio 2019, ore 15 (a cura di Valentino Scrima);
· Mercoledì 23 gennaio 2019, ore 15 (a cura di Alberto Marchesini)
:
MOSTRA "MARGHERITA SARFATTI"
Milano, Museo del Novecento, via Marconi 1

Strano destino quello di Margherita Sarfatti, giornalista, scrittrice e primo critico d’arte donna in Europa. Ha fondato il gruppo del Novecento, ha progettato e allestito mostre in patria e all’estero, ha frequentato gli intellettuali all’avanguardia del suo tempo, per oltre vent’anni ha influenzato in modo profondo la cultura e l’arte italiane. Eppure, per una sorta di damnatio memoriae, la maggior parte del pubblico la conosce solo come «l’amante del duce». La sua figura è rimasta a lungo «appiattita» su quella di Mussolini. In realtà rivestì un ruolo da protagonista, soprattutto in campo artistico, ma anche in politica e nel forgiare l’ideologia del fascismo. La mostra, realizzata in collaborazione con il Mart di Trento e Roveret, racconta il ruolo di Margherita Sarfatti nel contesto artistico e culturale milanese degli anni Venti. Attraverso la sua figura si analizza, sotto diversi livelli di lettura, un arco cronologico significativo in termini di gusto e stile. Colta, elegante, raffinata, riesce a imporsi sulla scena culturale e a compiere il suo progetto: un’avanguardia artistica in linea con la tradizione classica italiana. Costretta a espatriare nell’imminenza delle leggi razziali, rientra in patria solo dopo la caduta del fascismo, ma resta relegata ai margini della storia.

 

Quota: 12 euro (visita guidata, dispensa di approfondimento, radiocuffie) + biglietto d'ingresso.

Le disdette senza penali sono consentite entro 15 gg. lavorativi.

Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Martedì 19 febbraio 2019, ore 15,15;
· Giovedì 21 marzo 2019, ore 19,10
:
MOSTRA "BANKSY"
Milano, Mudec, via Tortona 56 (M2 Porta Genova; Tram 14; Filobus 90)

Gli street artists di oggi sono un fenomeno multiculturale mondiale. Uno degli aspetti che accomuna i writers di ieri (quegli artisti che a New York all’inizio degli anni Settanta tracciarono i primi segni con bombolette spray sulle pareti esterne della subway e successivamente sui muri delle stazioni di New York) e gli street artists di oggi è la loro origine multiculturale: i primi writers provenivano dai diversi quartieri di New York, che a loro volta erano popolati da comunità di diversa provenienza (i neri di Harlem, gli ispanici e gli italiani del Bronx e del Lower East Side). Non è un caso che l’effetto primario della loro espressione sia l’invenzione di una grafia nuova, che non esisteva, amalgama di molte grafie, da quella araba, a quella occidentale e asiatica. In questo panorama Banksy amplifica ed espande il carattere multiculturale dei writers, ai quali si era agli inizi formalmente ispirato; come gli street artists della sua generazione accentua il contenuto dei messaggi politici e sociali in maniera esplicita, anzi sposta radicalmente il messaggio dalla forma al contenuto. Nell’arte di Banksy troviamo elementi di riferimento anche più lontani, come la propensione allo sberleffo di stampo dadaista, ma soprattutto alla fusione di linguaggio e immagine. Le congetture sull’identità di Banksy sono molte e fantasiose: secondo alcune Banksy non esisterebbe ma si tratterebbe di un collettivo di artisti, per altri sarebbe un famoso musicista rock inglese, a un certo punto si è sentito dire che dietro Banksy ci fosse addirittura Damien Hirst. Ad oggi non si ha alcuna certezza sull’artista: è impossibile tracciarne la biografia nonostante in molti abbiano tentato di farlo. La figura di Banksy è oggi perciò avvolta in un alone di mistero che, per scelta e per necessità, si autoalimenta e definisce i tratti di un mito dei nostri tempi. Nei primi anni del Duemila Banksy è a Londra e comincia a farsi conoscere. In breve i muri della città si animano con i suoi personaggi ironici, pungenti, provocatori, irriverenti. È subito un fenomeno: la stampa parla di Banksy effect. I suoi stencils, immediati e ricorrenti come manifesti pubblicitari, appaiono ovunque, colpiscono al cuore, soprattutto le giovani generazioni: nel 2007 un sondaggio stabilisce che il suo lavoro rappresenta oramai un segno distintivo della città di Londra. La sua arte si manifesta come un’esplicita e aspra provocazione nei confronti dell’arroganza dell’establishment e del potere, del conformismo, della guerra, del consumismo. La sua protesta visiva coinvolge un vastissimo ed eterogeneo pubblico e ne fa uno degli artisti più conosciuti e amati dalle giovani generazioni. Queste non si interrogano troppo, come del resto l’artista stesso, su questioni quali complessità del linguaggio o implicazioni più o meno alte rispetto al dibattito artistico contemporaneo. A loro, e a lui, interessa la vita. Ma a fronte di questa empatia tra Banksy e un pubblico giovane e generalizzato, qual è la tendenza della critica e del mercato, fattore oggi più che mai determinante per l’arte contemporanea, nei confronti dell’artista inglese? La prima è divisa: tra favorevoli e contrari la maggior parte sembra essere in attesa di comprendere meglio quale possa essere la sua collocazione nella storiografia dell’arte. Reiterando le sue dichiarazioni d’amore per i graffiti, Banksy ha scritto delle parole che spesso vanno oltre una valutazione estetica (non sarebbe da lui) o un programma d’intenti, ma in cui si legge una presa di posizione decisa contro il sistema dell’arte contemporanea. Il mercato d’altro lato reagisce naturalmente in modo rapace e i lavori di Banksy cominciano a interessare i grandi mercanti e a entrare nelle case di collezionisti importanti e di tendenza. Se l’artista sembra voler continuare a resistere al virus dell’omologazione capitalista dell’arte, il valore delle sue opere è in crescita esponenziale costante, creando un corto circuito ulteriore intorno a Banksy, che si aggiunge a quelli che già avvolgono la sua figura quasi leggendaria. Questa mostra si articolerà attraverso quattro sezioni che portano ad una riflessione critica su quale sia (e quale potrà essere) la collocazione di Banksy in un contesto più generale della storia dell’arte. Attraverso 70 lavori (dipinti, sculture, prints) oltre a oggetti, fotografie e video, si illustrerà il lavoro dell’artista con uno sguardo retrospettivo, fornendo ai visitatori le chiavi di lettura dell’opera di Banksy attraverso un percorso a suo modo accademico e insolito, per la prima volta in un museo.

 

A cura di Alberto Marchesini.

Quota: 25 euro (visita guidata, biglietto d'ingresso, diritti di prenotazione, dispensa di approfondimento, radiocuffie).

Le disdette senza penali sono consentite entro 15 gg. lavorativi.

Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

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