Associazione CLESSIDRA
VISITE GUIDATE A MILANO

· Mercoledì 9 gennaio 2019, ore 15:
Mostra “Milano e il cinema”
Milano, Palazzo Morando, via Sant'Andrea 6

Mostra che indaga il rapporto tra il capoluogo lombardo e lo sviluppo dell’industria cinematografica durante il secolo scorso. Negli anni Dieci e Venti, Milano ha rappresentato il centro nevralgico delle prime sperimentazioni in Italia, luogo di fiorente innovazione e capitale della nascente industria cinematografica. Ma negli anni Trenta, il trasferimento a Roma delle attività produttive provocarono una perdita di centralità del capoluogo lombardo. Occorre aspettare gli anni Cinquanta-Sessanta perché Milano si trasformi lentamente in set di innumerevoli pellicole che cercavano di cogliere nei cambiamenti repentini della città l’essenza stessa della modernità. Da “Miracolo a Milano” a “Rocco e i suoi fratelli”, da “La notte” a “Il posto”, si contarono a decine le produzioni che immortalarono le atmosfere cittadine e catturarono l’incanto e le contraddizioni di una metropoli che evolveva a ritmi vertiginosi. Negli stessi anni Milano seppe convertirsi nel luogo ideale dove sviluppare due nuovi filoni produttivi legati alla cinematografia: quello pubblicitario, che avrà la sua più clamorosa espressione in “Carosello”, e quello industriale - che vedrà protagoniste aziende come Pirelli, Breda, Campari, Edison - teso a valorizzare le realtà imprenditoriali attraverso l’utilizzo del linguaggio cinematografico.

 

A cura di Valentino Scrima.
Quota: 20 euro (visita guidata, biglietto di ingresso, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Le disdette senza penali sono consentite entro 15 gg lavorativi.
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Venerdì 11 gennaio 2019, ore 15:
Mostra “Il viaggio della chimera. Immagini etrusche tra archeologia e collezionismo”
Milano, Museo Archeologico, Corso Magenta 15

La mostra intende valorizzare il ricco patrimonio etrusco pervenuto a Milano grazie al collezionismo privato e alle ricerche scientifiche pubbliche, di cui solo una piccola parte è esposta nella sezione permanente del museo. La mostra inoltre sarà arricchita da numerosi prestiti da parte di musei archeologici a profonda vocazione etrusca, come quelli di Chiusi e Orvieto. Oltre ad indagare i diversi aspetti dell’universo etrusco, dall’immaginario mitologico alle arti figurative, dai rituali funerari agli scambi commerciali.

 

A cura di Valeria Gerli.
Quota: euro 17 intero, euro 15 over 65 (visita guidata, biglietto d'ingresso, radiocuffie, dispensa di approfondimento).
Le disdette senza penali sono consentite entro 15 gg lavorativi.
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Martedì 15 gennaio 2019, ore 15:
Mostra “A CASTIGLIONI”
Milano, Triennale, viale Emilio Alemagna 6 (Bus 61)

In occasione del centenario dalla sua nascita, Triennale di Milano dedica ad Achille Castiglioni (1918-2002), uno dei più importanti Maestri del design italiano, una grande mostra monografica, che analizza l’opera di Castiglioni in maniera trasversale, dal design all’architettura, dagli allestimenti alle mostre. Achille Castiglioni è stato senza dubbio uno dei padri fondatori della professione e del sistema del design italiano. L’approccio di Castiglioni, asciutto e semplice ma ricco di curiosità e di ironia, è diventato un metodo progettuale attraverso il quale il designer ha formato generazioni successive.

 

A cura di Monica Torri.
Quota: 20 euro (visita guidata, biglietto d'ingresso, radiocuffie, dispensa di approfondimento).
Le disdette senza penali sono consentite entro 15 gg lavorativi.
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Mercoledì 16 gennaio 2019, ore 15 (a cura di Valentino Scrima);
· Mercoledì 23 gennaio 2019, ore 15 (a cura di Alberto Marchesini);

· Lunedì 4 febbraio 2019, ore 15 (a cura di Alberto Marchesini):
MOSTRA "MARGHERITA SARFATTI"
Milano, Museo del Novecento, via Marconi 1

Strano destino quello di Margherita Sarfatti, giornalista, scrittrice e primo critico d’arte donna in Europa. Ha fondato il gruppo del Novecento, ha progettato e allestito mostre in patria e all’estero, ha frequentato gli intellettuali all’avanguardia del suo tempo, per oltre vent’anni ha influenzato in modo profondo la cultura e l’arte italiane. Eppure, per una sorta di damnatio memoriae, la maggior parte del pubblico la conosce solo come «l’amante del duce». La sua figura è rimasta a lungo «appiattita» su quella di Mussolini. In realtà rivestì un ruolo da protagonista, soprattutto in campo artistico, ma anche in politica e nel forgiare l’ideologia del fascismo. La mostra, realizzata in collaborazione con il Mart di Trento e Roveret, racconta il ruolo di Margherita Sarfatti nel contesto artistico e culturale milanese degli anni Venti. Attraverso la sua figura si analizza, sotto diversi livelli di lettura, un arco cronologico significativo in termini di gusto e stile. Colta, elegante, raffinata, riesce a imporsi sulla scena culturale e a compiere il suo progetto: un’avanguardia artistica in linea con la tradizione classica italiana. Costretta a espatriare nell’imminenza delle leggi razziali, rientra in patria solo dopo la caduta del fascismo, ma resta relegata ai margini della storia.

 

Quota: 22 euro (visita guidata, biglietto d'ingresso, diritti di prenotazione, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Le disdette senza penali sono consentite entro 15 gg. lavorativi.

Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Venerdì 18 gennaio 2019, ore 15:
Capolavoro per Milano: l’Adorazione dei Magi di Paolo Veronese
Milano, Museo Diocesano

Dalla Chiesa di Santa Corona a Vicenza, una straordinaria pala d’altare di dimensioni imponenti e di grande impatto emotivo, straordinario esempio del fascino e della teatralità del Cinquecento veneto. Nella ricchezza dei panneggi, nell’eccezionale qualità cromatica, appare la sontuosità pittorica e il trionfo del colore che caratterizzano l’opera di Paolo Veronese.

 

A cura di Alberto Marchesini.
Quota: 20 euro (visita guidata, biglietto d'ingresso, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Le disdette senza penali sono consentite entro 15 gg. lavorativi.

Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

·Martedì 22 gennaio 2019, ore 15:
Il meglio del Codice Atlantico.
Leonardo ingegnere, architetto e scienziato

Milano, Pinacoteca Ambrosiana, Piazza Pio XI

Per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, Milano farà la parte del Leone. Del resto, nessun’altra città ha avuto come il capoluogo lombardo il privilegio di una presenza di Leonardo così lunga e feconda: un legame durato circa vent’anni. La Veneranda Biblioteca Ambrosiana, che è di certo il luogo più significativo legato alla presenza del Maestro a Milano, parteciperà al già ricco palinsesto con questa mostra, che proporrà alcuni tra fogli più rappresentativi e godibili e i disegni più spettacolari del manoscritto conservato dalla prestigiosa istituzione, che incrociano le sue capacità artistiche e tecnico-scientifiche: dagli studi ingegneristici e militari, ai progetti architettonici, fino ai celebri studi per la macchina volante, ripercorrendo la carriera dell’artista nella sua quasi totalità, dagli anni fiorentini fino all’ultimo periodo trascorso in Francia al servizio di Francesco I.

 

A cura di Valeria Gerli.
Quota: euro 25 intero, euro 22 over 65 (visita guidata, biglietto d'ingresso, diritto di prenotazione, dispensa di approfondimento, radiocuffie). Le disdette senza penali sono consentite entro 15 gg. lavorativi.

Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Martedì 29 gennaio 2019, ore 15:
“L’arte novissima. Lucio Fontana per il Duomo di Milano 1936-56”
Milano, Museo del Duomo

Fu uno dei grandi innovatori dell’arte nel secondo dopoguerra, senza dubbio uno dei più conosciuti, per la carica rivoluzionaria dei suoi celeberrimi “tagli”, eppure Lucio Fontana, pur coinvolto a più riprese nell’arricchimento scultoreo del luogo simbolo di Milano, ovvero la sua Cattedrale, in quella grande Chiesa fino a poco tempo fa non si vedeva. Non si vedeva, ma di lui si parlava, a proposito della quinta porta del Duomo che fu poi realizzata da Luciano Minguzzi. Nel concorso del 1950, bandito dalla Veneranda Fabbrica per la realizzazione della porta bronzea, i due artisti si erano confrontati, proponendo due opere molto diverse, ma soprattutto narrando nei bozzetti due modi differenti di interpretare l’arte: l’uno figurativo, l’altro che già virava con indubbia potenza verso una rilettura più astratta del tema. Con l’occasione del cinquantenario della sua scomparsa, il Museo del Duomo rende omaggio a Lucio Fontana e alla sua “arte novissima”, come la Veneranda definì l’opera dello scultore italo-argentino. Sullo spunto del Manifesto Blanco del 1946 dove Fontana auspicava un “cambiamento nell’essenza e nella forma”, verrà esposto nel Museo il Bozzetto della Quinta Porta del Duomo che mai era stato esposto al pubblico. Ultima tappa che vide l’artista confrontarsi con il tema del sacro e che lo vide ritirarsi nella seconda edizione del concorso, consapevole di aver concepito un’opera troppo moderna per la Cattedrale. Insieme al Bozzetto, sarà esposto anche il “Cavaliere” (1951-52) in gesso, oltre ad alcune fusioni bronzee di bozzetti di Fontana e disegni preparatori per un confronto con artisti contemporanei come Messina, Mistruzzi e Manfrini. Si narra inoltre anche del primo lavoro di Fontana per il Duomo che fu la Statua di San Protaso, commissionata nel 1935. Fa da corona alla mostra l’esposizione in Cattedrale della Pala dell’Assunta di Fontana, fusa nel 1972 sul modello in gesso del 1955.

 

A cura di Monica Torri.
Quota: 20 euro (visita guidata, biglietti d'ingresso, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Le disdette senza penali sono consentite entro 15 gg. lavorativi.

Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Giovedì 31 gennaio 2019, ore 18,10:
MOSTRA "PICASSO METAMORFOSI"
Milano, Palazzo Reale (lato bar)

Dedicata al rapporto multiforme e fecondo che il genio spagnolo ha sviluppato, per tutta la sua straordinaria carriera, con il mito e l’antichità, la mostra si propone di esplorare da questa particolare prospettiva il suo intenso e complesso processo creativo. Il progetto presenta circa 200 opere tra lavori di Picasso e opere d’arte antica cui il grande maestro si è ispirato, provenienti dal Musée National Picasso di Parigi e da altri importanti musei europei come, tra gli altri, il Musée du Louvre di Parigi,  i Musei Vaticani di Roma, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Musée Picasso di Antibes, il Musée des Beaux-Arts di Lione, il Centre Pompidou di Parigi, il Musée de l’Orangerie di Parigi, il Museu Picasso di Barcellona. La mostra Picasso Metamorfosi propone dunque di penetrare nel laboratorio intimo di un artista mondiale alla luce delle fonti antiche che ne hanno ispirato l’opera, ma anche di svelare i meccanismi di una singolare alchimia che pone l’Antichità al cuore di un modernità determinante per l’arte del XX secolo. Sei le sezioni del percorso espositivo, che vedono le opere del maestro a fianco di ceramiche, vasi, statue, placche votive, rilievi, idoli, stele.

 

A cura di Alberto Marchesini.
Quota: 22 euro (visita guidata, biglietto d'ingresso, diritti di prenotazione, dispensa di approfondimento, noleggio radiocuffie museali).

Le disdette senza penali sono consentite entro 15 gg. lavorativi.
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Martedì 5 febbraio 2019, ore 15,30:
MOSTRA “Inside Magritte”. Il sogno, l’inconscio, l’ironia dell’arte
Milano, Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4 (tram 12, 14 fermata Bramante/Monumentale)

Il valore confondente della parola, l’illusione di un’immagine reale, il coraggio estremo di entrare in noi stessi. L’arte e la poetica di René Magritte saranno al centro di in un percorso espositivo alla Fabbrica del Vapore, un’esperienza multimediale che punta sulle nuove tecnologie e sulle ricostruzioni virtuali. Inside Magritte. Emotion Exhibition sarà un’esperienza immersiva nell’arte del maestro belga: 160 immagini circonderanno i visitatori, che saranno inoltre avvolti da colori, musiche e suggestioni. Tutto ciò per illustrare le opere e le atmosfere create dal maestro surrealista. Opere che sono veicolo e tramite per un mondo fantastico, sempre sospeso e in equilibrio tra sogno e realtà.

 

A cura di Federica Maria Marrella.
Quota: 25 euro (visita guidata, biglietto di ingresso, diritto di prenotazione, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Le disdette senza penali sono consentite entro 15 gg. lavorativi.
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Martedì 12 febbraio 2019, ore 15:
LA CHIESA DI SAN PIETRO IN GESSATE
Milano, Piazza San Pietro in Gessate (Tram 12, 19)

Di fronte al Palazzo di Giustizia, la chiesa è un bell'esempio di architettura del Quattrocento lombardo. Progetto ed esecuzione vengono generalmente attribuiti a Guiniforte o Pierantonio Solari. Molto danneggiata dalle bombe durante la II Guerra Mondiale, la chiesa conserva ancora una serie di importanti opere pittoriche del rinascimento lombardo, come alcune cappelle affrescate da Giovanni Donato Montorfano e soprattutto la cappella Grifi, decorata con le spettacolari Storie di Sant'Ambrogio da Bernardino Butinone e Bernardo Zenale, in cui è sepolto il committente Ambrogio Grifi, ritratto con impressionante realismo da Benedetto Briosco.

 

A cura di Valeria Gerli.
Quota: 13 euro (visita guidata, offerta chiesa, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Mercoledì 13 febbraio 2019, ore 15:
MILANO DELLA FINANZA
Milano, Piazza Meda, davanti alla Banca Popolare di Milano

Un patrimonio di architetture e opere d’arte si nasconde dietro le mura, spesso impenetrabili, degli istituti di credito che si concentrano nel centro storico di Milano, testimoni di una storia importante di intraprendenza e di arte. Alcuni sono più noti come musei: è il caso dell’attuale sede delle Gallerie d’Italia di piazza Scala, che Luca Beltrami costruì per la Banca Commerciale Italiana nel 1912, ispirandosi alla severa monumentalità dei palazzi della Firenze del Cinquecento, un po’ come la Ca’ de Sass del Balzaretti (1868-72). Altri hanno mantenuto la funzione originaria, come la Cariplo di via Verdi nota come Palazzo delle Colonne, che Muzio eresse nel 1941. Progetto di incredibile modernità che vedeva questo “inviolabile” forziere immerso in una gigantesca vasca, a tutela del suo caveau. L’interno ospita opere di Manzù e un magnifico mosaico di Achille Funi. Anche il Palazzo della Banca Popolare di Milano, in piazza Meda, eretto nel 1928-31 da G. Greppi con il colonnato gigante sulla piazza, è rimasto sede di una banca, proprietaria della scultura di Pomodoro Movimento (1970-71). Altre banche invece hanno ceduto la propria sede: è il caso della Banca Rasini di piazza Mercanti, poco lontana dalla Banca Ponti (fondata nel 1871); del Banco di Napoli dell’architetto G. Giachi (1904) e del Banco di Sicilia di via Santa Margherita. Su piazza Cordusio, cuore della Milano finanziaria, si affacciano infine i Palazzi del Credito Italiano (L. Broggi, 1901-1902) e quello delle Assicurazioni Generali, dove Beltrami inserì in facciata un elegante mosaico allegorico. E a lato della piazza, il Palazzo delle Poste, sorto originariamente come Palazzo della Borsa, proprio accanto al Palazzo della Banca d’Italia di Broggi e Nava e al Palazzo Unicredit di piazza Edison (C. Scoccimarro, 1938-42), dove Funi eseguì l’affresco L’allegoria dei commerci nelle varie epoche (1951). Il tour è per lo più in esterno, fatto salvo l’ingresso a Palazzo delle Colonne, Atrio delle Gallerie D’Italia, Atrio della Banca Popolare.

 

A cura di Monica Torri .
Quota: 10 euro (visita guidata, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Giovedì 14 febbraio 2019, ore 15,30:
MOSTRA “Sanguine: Luc Tuymans on baroque”
Milano, Fondazione Prada (bus 65 fermata Largo Isarco)

Tuymans ha concepito un’intensa esperienza visiva composta da più di 80 opere realizzate da 63 artisti internazionali, di cui oltre 25 sono presentate esclusivamente alla Fondazione Prada. “Sanguine” è una lettura personale del Barocco, costituita da accostamenti inediti e associazioni inaspettate tra lavori di artisti contemporanei e opere di maestri del passato, tra cui Caravaggio con Fanciullo morso da un ramarro (1595-96) e Davide con la testa di Golia (post 1606), che si confronta con Peter Paul Rubens, che con Antoon van Dyck si rispecchiano in Takashi Murakami... E via così, per infinite, barocche, sanguigne liaison... Senza seguire un rigido ordine cronologico o un criterio strettamente storiografico, Tuymans elude la nozione tradizionale di Barocco e invita a rileggere l’arte seicentesca, ma anche quella contemporanea, mettendone al centro la figura dell’artista e il suo ruolo nella società. Seguendo la lezione di Walter Benjamin, secondo il quale il Barocco segna l’inizio della modernità, Tuymans indaga in questa mostra la ricerca di autenticità, il valore politico della rappresentazione artistica, il turbamento indotto dall’arte, l’esaltazione della personalità dell’autore e la dimensione internazionale della produzione artistica, riconoscendo nel Barocco l’interlocutore privilegiato dell’arte di oggi.

 

A cura di Alberto Marchesini.
Quota: euro 20 intero, euro 12 over 65 (visita guidata, biglietto di ingresso, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Le disdette senza penali sono consentite entro 15 gg. lavorativi.
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Lunedì 18 febbraio 2019, ore 10:
FONDAZIONE FRANCO ALBINI
Milano, Via Bernardino Telesio 13 (M1 Conciliazione)

E' nata a 30 anni dalla morte dell’architetto di cui porta il nome, di un “artigiano” (come preferiva essere chiamato), che molti hanno indagato ma che nessuno è ancora riuscito ad afferrare nella sua totalità. La Fondazione è nata a Milano, nella sede originale dello studio di Franco Albini e Franca Helg per divulgare un modo di progettare “onesto ed etico”. I progetti firmati Franco Albini contano un totale di circa 22.000 disegni, l’archivio fotografico più di 6.000 foto d’epoca e 2.500 diapositive, oltre a modelli, scritti, lettere, relazioni tecniche, libri e riviste appartenute alla biblioteca di studio, sono il patrimonio da cui partire per divulgare un pezzo della nostra memoria storica.

 

Quota: 20 euro (guide interne per visita guidata, biglietto di ingresso, dispensa di approfondimento, radiocuffie).

Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Martedì 19 febbraio 2019, ore 15,15;
· Mercoledì 20 febbraio 2019, ore 15,15;
· Giovedì 21 marzo 2019, ore 19,10
:
MOSTRA "BANKSY"
Milano, Mudec, via Tortona 56 (M2 Porta Genova; Tram 14; Filobus 90)

Gli street artists di oggi sono un fenomeno multiculturale mondiale. Uno degli aspetti che accomuna i writers di ieri (quegli artisti che a New York all’inizio degli anni Settanta tracciarono i primi segni con bombolette spray sulle pareti esterne della subway e successivamente sui muri delle stazioni di New York) e gli street artists di oggi è la loro origine multiculturale: i primi writers provenivano dai diversi quartieri di New York, che a loro volta erano popolati da comunità di diversa provenienza (i neri di Harlem, gli ispanici e gli italiani del Bronx e del Lower East Side). Non è un caso che l’effetto primario della loro espressione sia l’invenzione di una grafia nuova, che non esisteva, amalgama di molte grafie, da quella araba, a quella occidentale e asiatica. In questo panorama Banksy amplifica ed espande il carattere multiculturale dei writers, ai quali si era agli inizi formalmente ispirato; come gli street artists della sua generazione accentua il contenuto dei messaggi politici e sociali in maniera esplicita, anzi sposta radicalmente il messaggio dalla forma al contenuto. Nell’arte di Banksy troviamo elementi di riferimento anche più lontani, come la propensione allo sberleffo di stampo dadaista, ma soprattutto alla fusione di linguaggio e immagine. Le congetture sull’identità di Banksy sono molte e fantasiose: secondo alcune Banksy non esisterebbe ma si tratterebbe di un collettivo di artisti, per altri sarebbe un famoso musicista rock inglese, a un certo punto si è sentito dire che dietro Banksy ci fosse addirittura Damien Hirst. Ad oggi non si ha alcuna certezza sull’artista: è impossibile tracciarne la biografia nonostante in molti abbiano tentato di farlo. La figura di Banksy è oggi perciò avvolta in un alone di mistero che, per scelta e per necessità, si autoalimenta e definisce i tratti di un mito dei nostri tempi. Nei primi anni del Duemila Banksy è a Londra e comincia a farsi conoscere. In breve i muri della città si animano con i suoi personaggi ironici, pungenti, provocatori, irriverenti. È subito un fenomeno: la stampa parla di Banksy effect. I suoi stencils, immediati e ricorrenti come manifesti pubblicitari, appaiono ovunque, colpiscono al cuore, soprattutto le giovani generazioni: nel 2007 un sondaggio stabilisce che il suo lavoro rappresenta oramai un segno distintivo della città di Londra. La sua arte si manifesta come un’esplicita e aspra provocazione nei confronti dell’arroganza dell’establishment e del potere, del conformismo, della guerra, del consumismo. La sua protesta visiva coinvolge un vastissimo ed eterogeneo pubblico e ne fa uno degli artisti più conosciuti e amati dalle giovani generazioni. Queste non si interrogano troppo, come del resto l’artista stesso, su questioni quali complessità del linguaggio o implicazioni più o meno alte rispetto al dibattito artistico contemporaneo. A loro, e a lui, interessa la vita. Ma a fronte di questa empatia tra Banksy e un pubblico giovane e generalizzato, qual è la tendenza della critica e del mercato, fattore oggi più che mai determinante per l’arte contemporanea, nei confronti dell’artista inglese? La prima è divisa: tra favorevoli e contrari la maggior parte sembra essere in attesa di comprendere meglio quale possa essere la sua collocazione nella storiografia dell’arte. Reiterando le sue dichiarazioni d’amore per i graffiti, Banksy ha scritto delle parole che spesso vanno oltre una valutazione estetica (non sarebbe da lui) o un programma d’intenti, ma in cui si legge una presa di posizione decisa contro il sistema dell’arte contemporanea. Il mercato d’altro lato reagisce naturalmente in modo rapace e i lavori di Banksy cominciano a interessare i grandi mercanti e a entrare nelle case di collezionisti importanti e di tendenza. Se l’artista sembra voler continuare a resistere al virus dell’omologazione capitalista dell’arte, il valore delle sue opere è in crescita esponenziale costante, creando un corto circuito ulteriore intorno a Banksy, che si aggiunge a quelli che già avvolgono la sua figura quasi leggendaria. Questa mostra si articolerà attraverso quattro sezioni che portano ad una riflessione critica su quale sia (e quale potrà essere) la collocazione di Banksy in un contesto più generale della storia dell’arte. Attraverso 70 lavori (dipinti, sculture, prints) oltre a oggetti, fotografie e video, si illustrerà il lavoro dell’artista con uno sguardo retrospettivo, fornendo ai visitatori le chiavi di lettura dell’opera di Banksy attraverso un percorso a suo modo accademico e insolito, per la prima volta in un museo.

 

A cura di Alberto Marchesini.

Quota: 25 euro (visita guidata, biglietto d'ingresso, diritti di prenotazione, dispensa di approfondimento, radiocuffie).

Le disdette senza penali sono consentite entro 15 gg. lavorativi.

Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Martedì 26 febbraio 2019, ore 15:
Museo Mangini Bonomi – Fondazione Emilio Carlo Mangini
Milano, via Dell’Ambrosiana 20

Una raccolta che oltre agli arredi che ammobiliano i cinque piani di un elegante palazzo milanese, riunisce anche vaste collezioni di bauletti, carte da gioco, ventagli, armi, lucerne, calamai, bacili da barba, chiavi, elemosinieri, giochi, cassette notarili, oggetti di chiesa, lanterne magiche, oggetti archeologici, cofanetti, abiti ed altro. Un Museo unico nel suo genere, un incrocio tra una Wunderkammer e un gioco ad incastri.

 

Quota: 15 euro (guide interne per visita guidata, biglietto d'ingresso, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Mercoledì 27 febbraio 2019, ore 15,30;
· Mercoledì 20 marzo 2019, ore 15,30:
Armani Silos
Milano, via Bergognone 40 (tram 14)

Per quanto riguarda Giorgio Armani tutto inizia, secondo la Storia della Moda, quando Diane Keaton nel 1978 ritira il suo Oscar per il film Io e Annie con La Giacca Giorgio Armani. Ma la vera storia del Re della Moda Italiana comincia molto prima, e lo si comprende attraversando e addentrandosi nell’Armani Silos. Il percorso è un viaggio tra meraviglia, colori, esotismo, eleganza, essenzialità e purezza, attenzione estrema ai materiali e ai dettagli, creazioni pure e perfette. Percorso che permette la conoscenza della storia e della rivoluzione sociale che Giorgio Armani ha realizzato nella moda contemporanea e nella storia sociale soprattutto femminile. Un viaggio di stupore e bellezza, fino all’ultimo piano, dove si ammirano le stelle e le brillanti creazioni di un genio assoluto del nostro tempo, creatore indiscusso di una nuova idea di donna, di eleganze e di ribellione.

 

A cura di Federica Maria Marrella.
Quota: 20 euro (visita guidata, biglietto d'ingresso, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Giovedì 28 febbraio 2019, ore 15,15 (a cura di Alberto Marchesini);
· Mercoledì 6 marzo 2019, ore 14,45 (a cura di Valentino Scrima).
MOSTRA "ROMANTICISMO"
Milano, Gallerie d’Italia, Piazza della Scala 6

Prima mostra mai realizzata sul contributo italiano al movimento che, preannunciato alla fine del Settecento, ha cambiato nel corso della prima metà dell’Ottocento la sensibilità e l’immaginario. L’esposizione celebra l’identità e il valore del Romanticismo italiano, in rapporto a quanto si andava manifestando nel resto d’Europa. Le opere esposte documentano un periodo che va dai fermenti preromantici fino alle ultime espressioni di una cultura che, almeno nel nostro Paese, avrà termine con la realizzazione dell’Unità d’Italia e l’affermazione del Realismo, che del Romanticismo rappresenta l’antitesi. In mostra, i dipinti dei maggiori interpreti della pittura romantica: Francesco Hayez, Giuseppe Molteni, Giovanni Carnovali detto Il Piccio, Massimo d’Azeglio, Giovanni Migliara, Angelo Inganni, Giuseppe e Carlo Canella, Ippolito Caffi, Salvatore Fergola, Giacinto Gigante, Pitloo, Domenico Girolamo Induno. Tra le sculture spiccano i lavori di tre straordinari maestri: Lorenzo Bartolini, Pietro Tenerani e Vincenzo Vela. Non mancano grandi artisti di diversa nazionalità attivi in Italia, come Caspar David Friedrich, Franz Ludwig Catel, Jean-Baptiste Camille Corot, William Turner, Friedrich von Amerling, Ferdinand Georg Waldmüller, Karl Pavlovic Brjullov, che permettono di approfondire le relazioni intercorse tra il Romanticismo italiano e quello europeo.

 

Quota: 20 euro (visita guidata, biglietto d'ingresso, dispensa di approfondimento, radiocuffie).

Le disdette senza penali sono consentite entro 15 gg. lavorativi.
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Lunedì 11 marzo 2019, ore 15,30:
Di Gallerie, a Milano, non ce n’È una sola!
Milano, piazza San Fedele, sotto la statua di Manzoni

Itinerario tra storia, arte (e mondanità) alla scoperta delle tante Gallerie della città. Quella intitolata a Vittorio Emanuele II è di certo la più scenografica e la più famosa, evidente inno alla prosperità e alla modernità della Milano dell'Ottocento. Ma il centro di Milano ne vanta molte altre! Un po' edificio e un po' strada e che nello stesso tempo non è né l'uno né l'altra, la Galleria è quasi sempre un attraversamento che non si è abituati a osservare. La prima, la De Cristoforis, fu costruita nel 1832 e oggi la si può vedere soltanto riprodotta nel negozio Hoepli, come omaggio dell'editore svizzero al luogo dove egli aprì il suo primo negozio milanese. Si assiste poi a un crescendo della fortuna di queste strade coperte, ispirate ai passages francesi. Solo tra San Babila e la Cattedrale se ne contano diverse, quasi sempre legate, almeno fino a qualche anno fa, al nome di uno dei tanti cinema che facevano del Corso la Hollywood milanese: dalla Galleria del Toro degli anni Trenta con i suoi mosaici dedicati a Milano e Torino e l’accesso al Teatro Nuovo, alla Galleria del Corso sormontata da una alta cupola in vetro sorvegliata da austere aquile ed eleganti figure femminili che tradiscono l’appartenenza alle architetture del Ventennio. Vicina e coeva è anche la Galleria San Babila aperta da Gio Ponti per collegare corso Europa e corso Vittorio Emanuele, non lontana dalla Galleria Strasburgo con il bel pavimento dello scultore e mosaicista Somaini e dalla assai più frivola Galleria dei Telegatti. Ma basta spostarsi poco oltre per toccare due più moderne Gallerie dirimpettaie, che si affacciano su via Hoepli: la Galleria Sala dei Longobardi e la Galleria Hoepli, firmate rispettivamente da Muzio e da Figini e Pollini. Somaini firma anche un altro pavimento raffinato nella vicina Galleria San Fedele, mentre a due passi di distanza, occhieggiano all’ingresso della Galleria BNP Paribas i bei rilievi di Salvatore Saponaro.

 

A cura di Monica Torri.
Quota: 10 euro (visita guidata, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Giovedì 14 marzo 2019, ore 15,30:
ATLAS
Milano, Fondazione Prada (bus 65 fermata Largo Isarco)

Atlas è un Atlante di Immagini. Atlas è il pensiero iconografico che unisce forme d’arte, sguardi, studi nei secoli e nella Storia dell’Immagine. Atlas è il titolo della mostra permanente allestita nella Torre della Fondazione Prada. All’interno dei sei livelli espositivi della Torre di Rem Koolhas è ospitato il progetto “Atlas” nato da un dialogo tra Miuccia Prada e Germano Celant. La collezione riunisce opere della Collezione di Miuccia Prada in un inaspettato e imprevedibile dialogo tra artisti come Carla Accardi e Jeff Koons, Walter De Maria, Mona Hatoum ed Edward Kienholz and Nancy Reddin Kienholz, Michael Heizer e Pino Pascali, William N. Copley e Damien Hirst, John Baldessari e Carsten Höller. Atlas è dunque un dialogo immerso nel Secolo del Novecento, una continua espansione e una immanente ispirazione tra arti, percorsi ed espressioni visive. Una mappa di narrazione per comprendere il mondo dell’arte contemporanea, fonte di ispirazione continua nelle creazioni della moda.

 

A cura di Federica Maria Marrella.
Quota: euro 20 intero, euro 12 over 65 (visita guidata, biglietto d'ingresso, dispensa di approfondimento, radiocuffie). Biglietto previsto solo per la mostra Atlas. Le disdette senza penali sono consentite entro 15 gg. lavorativi.
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Giovedì 14 marzo 2019, ore 18,15 (a cura di Alberto Marchesini);
· Lunedì 18 marzo 2019, ore 14,45 (a cura di Alberto Marchesini);
· Mercoledì 8 maggio 2019, ore 14,45 (a cura di Valentino Scrima);

MOSTRA "Jean-Auguste-Dominique Ingres"
Milano, Palazzo Reale

Non c'è da stupirsi se Ingres ha deciso di strabilirsi a Palazzo Reale, a Milano. Il genio di Montauban, infatti, ha vissuto 24 anni in Italia, un paese che ha ispirato fortemente la sua arte. Questa eccezionale retrospettiva, che approfitta della chiusura del Musée Ingres per ristrutturazione, è un'occasione unica per scoprire il maestro del pennello, uno dei principali esponenti del Neoclassicismo, rivale principale di Delacroix, artista sensuale e appassionato, quasi rivoluzionario nel suo credo artistico, la cui attività è durata 70 anni. Senza dubbio uno dei principali eventi dell'agenda culturale milanese di quest'anno.

 

Quota: 22 euro (visita guidata, biglietto d'ingresso, diritto di prenotazione, dispensa di approfondimento, radiocuffie).

Le disdette senza penali sono consentite entro 15 gg. lavorativi.
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Martedì 19 marzo 2019, ore 15:
IL MUSEO DEL PROFUMO
Milano, via Messina 55 (Tram 14 fermata Cenisio, M5 fermata Cenisio)

Il Museo del Profumo illustra un periodo di 200 anni della storia della profumeria italiana e mondiale e raccoglie circa 2000 flaconi, opere d'arte, dipinti, stampe, calendarietti ed oggetti che riguardano la profumeria antica e moderna. Il museo può vantare esemplari originali creati da Salvador Dalí, René Lalique, Carlo Scarpa, Fulvio Bianconi, Julien Viard e numerosi altri artisti. E' da sottolineare che non si tratta di un Museo Olfattivo ma di un Museo che tratta la Storia e Arte dei profumi attraverso personaggi e i fatti che hanno contribuito alla loro creazione e successo. Dagli inizi del 2016 il museo si occupa anche di bellezza e cosmetica.

 

Quota: 20 euro (guide interne per visita guidata, biglietto di ingresso, dispensa di approfondimento).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Lunedì 25 marzo 2019, ore 15:
IL LABIRINTO E LO STUDIO DI ARNALDO POMODORO
Milano, via Vigevano 9 (M2 fermata Porta Genova, bus 47)

Un’occasione unica per poter entrare nello studio di Arnaldo Pomodoro e ritrovarsi a sperimentare alcune tecniche artistiche. Laboratorio e spazio di riflessione e lavoro del Maestro, progettato da Vittorio Gregotti tra gli anni Sessanta e Settanta e in continua evoluzione. Sarà possibile entrare nei meandri di questo studio labirintico e scoprire i segreti della scultura con l’ausilio di materiali e strumenti, dialogare intorno alla figura di Arnaldo Pomodoro. Il labirinto è stato inaugurato nel 2011 e rappresenta una tappa importante del percorso artistico di Pomodoro: l’insieme, di circa 170 metri quadrati, è stato iniziato nel 1995 per una mostra e ha trovato la sua definitiva collocazione nei sotterranei di un edificio a Milano. Un lavoro di venti anni ispirato all’Epopea di Gilgamesh. Quest’ultima è il primo poema epico della storia, inciso su undici tavolette di argilla a caratteri sumerici. Tutta l’ambientazione ricorda delle grotte in cui sono presenti gli stessi caratteri, rendendo l’ambiente esoterico e suggestivo. Spostamento dallo studio al labirinto in circa 20 minuti a piedi.

 

Quota: 25 euro (guide interne per visita guidata, biglietti di ingresso, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

 

· Martedì 26 marzo 2019, ore 15,30:
LA CHIESA DI SAN MAURIZIO AL MoNASTErO MaGGIoRe
Milano, corso Magenta 15

La chiesa di San Maurizio, appartenente ad uno dei più antichi e suggestivi monasteri di Milano, rappresenta la testimonianza più organica della pittura cinquecentesca in città, e solo grazie a un destino benevolo è sfuggita agli adattamenti seicenteschi e a successive alterazioni. Qui è come se la storia milanese si fosse fermata al XVI sec. Nelle due sale che dividono la chiesa, una destinata al pubblico e l'altra alla clausura delle monache benedettine del Monastero Maggiore, la decorazione pittorica che copre integralmente l'articolata struttura architettonica permette di approfondire la storia della pittura, della società, della liturgia, della politica, della fede, della moda, del collezionismo di Milano nel XVI sec. I colori sono tornati a brillare, grazie ad un recente intervento di restauro che ha dato risultati al di là delle previsioni. Grazie a un lavoro meticoloso e complesso, oggi tutti possiamo ammirare questi inestimabili capolavori.

 

A cura di Alberto Marchesini.
Quota: 13 euro (visita guidata, offerta chiesa, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Mercoledì 27 marzo 2019, ore 15:
La chiesa “piÙ corta” di Milano e alCUNE CURIOSITÀ di via Giulini
Milano, piazza Mercanti, vicino al pozzo

A due passi dalla nostra grande Cattedrale, ecco la chiesa più corta della città (solo sei metri!), ma anche quella con il nome più lungo: Chiesa dei santi Sergio di Radonez, Serafino di Sarov, Megalomartire Vincenzo, arcidiacono di Saragozza. Una minuscola chiesetta che ha alle spalle una storia lunghissima e tutt'altro che trascurabile. E' ciò che resta, infatti, della antica chiesa benedettina "san Vincenzino" o Monasterium Novum, molto più grande e lunga dell’attuale, che però fu abbattuta nel 1964. La parte supersite è diventata la chiesa della comunità ortodossa russa di Milano. All'interno è possibile ammirare degli affreschi cinquecenteschi del pittore Aurelio Luini, rappresentante dell'ultimo manierismo lombardo. Gli affreschi raffigurano le vicende di san Vincenzo di Saragozza e della Santa martire Orsola di Colonia. È presente, nella volta, anche un affresco del Bergognone, che rappresenta il Cristo Pantocrator. Nei dintorni, curiosità da scoprire e storie da raccontare...

 

A cura di Valentino Scrima.
Quota: 13 euro (visita guidata, offerta chiesa, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Giovedì 28 marzo 2019, ore 14:
Itinerario cittadino: La Milano secondo Giovanni Muzio
Milano, parcheggio di via Mario Pagano

Tracce di Novecento tra le pieghe della città: un itinerario cittadino dedicato all'architetto Giovanni Muzio. La sua carriera milanese comincia curiosamente con un’opera che i contemporanei non esitarono a definire “Ca’ Brutta” (1919-22), eppure quel progetto era destinato a diventare un caposaldo dell’architettura milanese degli anni Venti. Non solo perché Muzio consacrò proprio da quell’esperienza giovanile il suo talento, ma anche perché quell’edificio si inseriva perfettamente nel clima di “ritorno all’ordine” che matura negli anni subito dopo il conflitto mondiale e che declinerà nel “Novecento”. Da allora, Muzio è impegnato in un crescendo di commissioni, lavorando spesso anche fuori dal bacino milanese. Tuttavia è proprio a Milano, dove Muzio si era laureato, che si può ripercorrere la figura di uno degli architetti più importanti del Novecento, attraverso le tante opere che ha lasciato: in primis il complesso dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (1927-34), di cui curò sia il fronte principale (inglobando i chiostri bramanteschi di S.Ambrogio), sia alcuni edifici di servizio destinati agli studenti che oggi marcano chiaramente la presenza dell’ateneo nel quartiere. Anche l’Università Bocconi si avvalse di Muzio che vi lavorò insieme al figlio Lorenzo, per l’ampliamento del campus con la Biblioteca. A breve distanza, inserendosi nell’ondata di progetti per celebrare la memoria dei Caduti, eresse, con il richiesto linguaggio aulico denso di simbologie, il Tempio della Vittoria. Nel 1933 fu la volta del Palazzo dell’Arte costruito grazie al facoltoso senatore Bernocchi: edificio monumentale e in dialogo con il Parco Sempione verso il quale si protende con le ali del fronte posteriore. Commissioni pubbliche che proseguono con il Palazzo della Provincia di via Vivaio (1938-41), l’Arengario, progettato nel 1937 con Griffini, Magistretti e Portaluppi, il Palazzo dei Giornali di piazza Cavour, ornato dall’amico Sironi (1942). Numerose furono anche le sue residenze che veicolarono l’immagine di una eleganza mai gridata, come dimostrano la Casa Bonaiti-Malugani (1935) e la Torre Turati del 1969, in piazza della Repubblica. Ma è in modo particolare con la Chiesa che Muzio stabilisce un rapporto privilegiato che gli permette di esprimere un intenso lavoro di ricerca e che a Milano trova espressione nel Centro Culturale Angelicum (1939-47) o nella Chiesa dei SS. Quattro Evangelisti (1954).

 

A cura di Monica Torri.
Quota: 25 euro (noleggio pullman, visita guidata, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Mercoledì 3 aprile 2019, ore 15,30:
Bovisa: il Polo chimico italiano rinasce dall’UniversitÀ.
La cittadella universitaria, tra fabbriche e gasometri.

Milano, via Durando 10 (FNM/Passante Bovisa; tram 2; bus 82, 92)

Era il 1882 quando, nella zona Nord della città, alle porte dell’abitato, Giuseppe Candiani apriva la prima fabbrica di acido solforico in Italia. Con la cenere ricavata dagli scarti di lavorazione di lì a poco saranno realizzati i terrapieni delle linee ferroviarie che tanto contribuiranno a fare della Bovisa un centro produttivo nevralgico per la città e per il paese. Montecatini, I.V.I. (Industria Vernici Italiane), Carlo Erba, Sirio, Ceretti & Tanfani, Società Italiana Smeriglio, FACE Standard, Livellara, Broggi furono solo alcune delle aziende che si insediarono nella zona, attratte dalla posizione strategica e dalla rete ferroviaria efficiente, smistata dallo scalo ferroviario Farini, in funzione dal 1906. A queste si aggiunsero anche le Officine del Gas, sorte nella “goccia” formata dai binari, dove ancora sono riconoscibili i gasometri più volte immortalati da Mario Sironi. Nei primi decenni del Novecento la Bovisa divenne dunque il Polo Chimico italiano, diviso fra fabbriche e case operaie, le stesse in cui crebbe Ermanno Olmi, autore del film autobiografico Ragazzo della Bovisa, che omaggia l’operosità del quartiere. Con la crisi energetica prima e poi con la dismissione industriale, negli anni Ottanta gli spazi delle vecchie fabbriche hanno conosciuto l’abbandono e il degrado, finché un concorso bandito negli anni Novanta, non innesca la trasformazione del quartiere come sede aggiuntiva del Politecnico di Milano. A legare l’Ateneo alla zona è quell’affinità tra ricerca e industria che aveva spinto alla sua istituzione nel 1863 e che ora sembra trovare un’ideale perfetta collocazione nei grandi spazi metallici svuotati dai macchinari. La riqualificazione procede inarrestabile, dapprima con l’arrivo degli studenti di Ingegneria, di Architettura e di Design (Campus La Masa, Lambruschini e Durando), poi con l’arrivo di altre aziende del settore terziario (l’Istituto Mario Negri, il Polo Televisivo Mediapason), infine con il progetto di Rem Koolhaas (Studio OMA), vincitore di un concorso di riqualificazione per l’area della “goccia” (2008) con la realizzazione di un grande polo dedicato alla ricerca e all’innovazione.

 

A cura di Monica Torri.
Quota: 10 euro (visita guidata, dispensa di approfondimento, radiocuffie).

Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Giovedì 4 aprile 2019, ore 16:
Santuario di Santa Maria dei Miracoli E San Celso
Milano, corso Italia 37 (tram 3, 15)

In Corso Italia si trova un complesso monumentale costituito dal Santuario di Santa Maria dei Miracoli e dalla più antica chiesa di San Celso. In quest’ultimo luogo, secondo la tradizione, subirono il martirio durante la persecuzione di Nerone i santi Nazzaro e Celso cui fu molto devoto Sant’Ambrogio. Del tempio romanico-lombardo, costruito prima del 1000, ne rimane circa un terzo. Il resto fu demolito nel 1821 per dare luce al Santuario, su progetto di Gian Giacomo Dolcebono e voluto dalla devozione popolare dopo un miracolo avvenuto il 30 dicembre 1485. Rappresenta un notevole esempio dell'architettura rinascimentale a Milano e la sua facciata è un capolavoro del manierismo italiano. Al Dolcebono, molto assorbito dai lavori del duomo di Milano, successe quasi subito Cristoforo Solari (1460-1527). Numerosissime pale d’altare e affreschi adornano gli interni dell’edificio. Tra gli artisti che hanno preso parte alla decorazione si annoverano Antonio Campi, Bergognone e Giulio Cesare Procaccini. Alcuni dipinti sono di grande valore artistico, come il “Battesimo di Gesù” di Gaudenzio Ferrari e la “Caduta di San Paolo” di Moretto da Brescia. Da segnalare poi all'altare del transetto destro una bella pala di Paris Bordone.

 

A cura di Valeria Gerli.
Quota: 13 euro (visita guidata, offerta chiesa, dispensa di approfondimento, radiocuffie).

Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Martedì 9 aprile 2019, ore 15,30:
DaL GRANDE AL PICCOLO: DAI COLOSSI DI PORTA NUOVA ALLE ABBADESSE
Milano, piazza Gae Aulenti (M2, M5 Garibaldi)

In autunno inaugurerà l’ultimo e il più atteso tassello del più apprezzato progetto di riqualificazione urbana di Milano del nuovo millennio: Porta Nuova. Dalla ormai iconica piazza Gae Aulenti entriamo nel nuovo parco urbano, denominato “Biblioteca degli Alberi”, per poi proseguire verso nord, oltre il Palazzo Lombardia, lungo percorsi ciclo/pedonali, fino a ritrovarci in pochi passi al centro di un piccolo borgo rurale inglobato nella città (via Abbadesse), con i vecchi cascinali ristrutturati che ospitano rilassanti caffetterie e ristoranti e l’antica chiesetta dei Santi Carlo e Vitale. Un angolo da conoscere...

 

A cura di Valeria Gerli.
Quota: 13 euro (visita guidata, offerta chiesa, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Mercoledì 10 aprile 2019, ore 15:
1) FUORISALONE 2019: CORTILI E ANGOLI NASCOSTI NEL QUARTIERE MAGENTA
Milano, davanti alla Basilica di Santa Maria delle Grazie

Questo bel quartiere sorto alla fine dell’Ottocento per la nuova borghesia meneghina, il cui tracciato venne creato dal Piano Beruto (1884-1889), è rimasto quasi intatto fino a noi con poche varianti modernizzate. Lo stile generale degli immobili è eclettico, rimandi a palazzi nobiliari del Cinque-Seicento o al Quattrocento lombardo, fino allo stile Liberty floreale o tendente al Decò. Fino a metà Ottocento c’erano campi coltivati, poche case e qualche fontanile. Oggi, con il Fuorisalone, possiamo scoprire cortili e angoli nascosti, in una dimensione discreta tipica della vecchia Milano.

 

A cura di Alberto Marchesini.
Quota: 10 euro (visita guidata, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Giovedì 11 aprile 2019, ore 15:
2) FUORISALONE 2019: L'EMERGENTE QUARTIERE NOLO
Milano, M1 fermata Pasteur, piazzetta con giardinetto

Un tempo quartiere operaio, oggi è considerato il quartiere emergente per eccellenza, con la sua frenesia, vivacità e una grande varietà di lingue e costumi. Sono le caratteristiche che contraddistinguono Nolo. Stiamo parlano delle vie a nord di Loreto, il cui epicentro si trova tra via Padova e viale Monza. Questa zona è stata rinominata qualche anno fa, seguendo lo stile dei quartieri newyorkesi di Soho e Noho, con il nome di Nolo, che sta per North of Loreto. L’ultimo fenomeno che sta contraddistinguendo il quartiere è l'arrivo di artisti e designer. Sarà infatti per il suo fascino un po’ borderline e underground o sarà per i prezzi bassi, ma diversi giovani creativi stanno iniziando a rivalutare e occupare la zona. Una fucina di creatività e socialità che darà il meglio di sé durante il Fuorisalone.

 

A cura di Alberto Marchesini.
Quota: 10 euro (visita guidata, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Mercoledì 17 aprile 2019, ore 15:
Il fantasma di BernabÒ: Cripta San Giovanni in Conca e Chiesa di Sant’Alessandro
Milano, Piazza Missori/Via Alberico Albricci

Autorevole e autoritario, ghibellino impenitente, il dominus Mediolani Bernabò Visconti governava con pugno di ferro uno degli stati più estesi della nazione latina. Questi si era diviso il potere con il fratello Galeazzo II, dopo che insieme avevano avvelenato l’altro fratello, Matteo. Dimorava a fianco della chiesa di San Giovanni in Conca, di cui oggi resta una parte dell'abside (il cosiddetto "dente cariato") e la bellissima cripta sotterranea, appartenente alla prima basilica paleocristiana, oggi l’unico esempio di cripta romanica originale esistente a Milano. Sullo stesso luogo dove un tempo sorgeva il Carcere Zebedeo, luogo di detenzione di epoca romana, si trova la barocca chiesa di Sant'Alessandro, che ospita una serie di opere pittoriche di grande interesse e al cui interno trovarono definitiva sepoltura Bernabò e sua moglie Regina della Scala.

 

A cura di Valentino Scrima.
Quota: 15 euro (visita guidata, offerte, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Mercoledì 24 aprile 2019, ore 15:
Le pietre raccontano: passeggiata tra le epigrafi di Milano
Milano, piazza dei Mercanti, vicino al pozzo

Una passeggiata per piazza Mercanti, via Armorari, via Cantù, piazza Affari, per scoprire, leggere e tradurre brandelli di storia urbana, incollati ostinatamente alle pareti di chiese e palazzi. La città di Milano è ricca di iscrizioni latine (e non solo, anche in italiano) che raccontano pezzi di storia e che spesso passano inosservate al frenetico milanese. Lo studio delle epigrafi ha assunto col tempo un'importanza sempre maggiore vista la loro rilevanza quali fonti storiche. Una preziosa «scrittura esposta», che si rivolge alla collettività e che ha in sé «i requisti della perennità».

 

A cura di Valentino Scrima.
Quota: 10 euro (visita guidata, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Lunedì 29 aprile 2019, ore 17,15:
IL CIELO SOPRA LA GALLERIA
Milano, via Silvio Pellico 2

Un nuovo orizzonte su Milano, vista da un punto di vista insolito e affascinante: è la “Highline Galleria”, il percorso sui tetti della Galleria Vittorio Emanuele, uno dei più famosi e amati edifici monumentali di Milano. Dal camminamento, lungo ben 250 metri lineari, è possibile ammirare i palazzi storici del centro, lasciandosi affascinare da una vista a 360° su Milano e le Alpi che la circondano, con la splendida luce del tramonto. Lungo il percorso, alcune zone ospitano un museo legato alla storia di Milano nel periodo in cui fu costruita la Galleria. Il tutto, ammirando da vicino le spettacolari capriate vetrate e l’immensa cupola dell’Ottagono, che esaltano il fascino ottocentesco in cui la allora nuova tecnologia della “età del ferro” si fonde con il gusto neoclassico. Il percorso è anche un omaggio e una riscoperta di un’opera eccezionale e del suo creatore, quell’architetto Giuseppe Mengoni che visse per anni vicino al suo cantiere e che morì alla vigilia del complimento definitivo dell’edificio, nel 1877.

 

A cura di Valentino Scrima.
Quota: 22 euro (visita guidata, biglietto d'ingresso, dispensa, radiocuffie ).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Giovedì 2 maggio 2019, ore 14,30 (a cura di Alberto Marchesini);

· Giovedì 2 maggio 2019, ore 20,10 (a cura di Alberto Marchesini);
· Lunedì 6 maggio 2019, ore 14,50 (a cura di Valentino Scrima);
· Martedì 7 maggio 2019, ore 15,50 (a cura di Alberto Marchesini);
· Lunedì 13 maggio 2019, ore 15,30 (a cura di Alberto Marchesini);
· Martedì 14 maggio 2019, ore 15,10 (a cura di Alberto Marchesini);
· Mercoledì 29 maggio 2019, ore 14,30 (a cura di Alberto Marchesini) - NUOVA DATA DISPONIBILE;
· Giovedì 30 maggio 2019, ore 14,30 (a cura di Alberto Marchesini):

MOSTRA "ANTONELLO DA MESSINA. DEnTrO La pITtURa"
Milano, Palazzo Reale

La mostra su Antonello da Messina costituirà il fiore all'occhiello della programmazione di Palazzo Reale per il 2019. Considerato il più grande ritrattista del Quattrocento, l'esposizione permetterà ai visitatori di ammirare per la prima volta straordinari capolavori, consentendo anche di riflettere sulle tappe della formazione dell’artista tra la natia Sicilia, Napoli e Roma arrivando fino a Venezia e Milano, che lo porta negli ultimi anni della sua carriera ad essere unanimemente riconosciuto e richiesto da committenti di altissimo prestigio quale il più grande tra i pittori del suo tempo. A lui si deve l’incontro pittorico tra mondi e stili diversi: la luce e l’attenzione per i dettagli tipici dell’arte fiamminga più pura, con la resa spaziale e la monumentalità figurativa prerogativa del Rinascimento italiano. Terremoti, naufragi, smembramenti, incurie fatali hanno disperso buona parte dell’eredità di Antonello da Messina, mentre le sue stesse ossa scivolavano via dal cimitero della città sullo Stretto nella furia di un’alluvione. Quanto di lui sopravvisse viaggiò per l’Italia, attraversò la Manica, solcò l’Atlantico per approdare in grandi musei e collezioni private.

 

Quota: 25 euro (visita guidata, biglietto d'ingresso, diritto di prenotazione, dispensa di approfondimento, radiocuffie).

Le disdette senza penali sono consentite entro 15 gg. lavorativi.
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Venerdì 3 maggio 2019, ore 15,30:
Street Art: quando il colore invade la cittÀ
Milano, via San Calimero 11

Non sempre e non solo Street Art come comunicazione aggressiva e non sempre e non solo Street Art come comunicazione vuota di contenuti. Un’arte, invece, che lascia intravedere una riflessione su temi caldi della contemporaneità e che è portata al livello di immediatezza comunicativa proprio delle immagini: comprensibili (e/o condivisibili) da chiunque. In questo cambio di visione, si è scoperto che le strade, i ponti, i giardini di Milano hanno una voce e che ormai, sdoganati sempre più spesso dai tribunali, queste voci multiformi e multicolor possono al contrario essere una risorsa importante sia in termini di degrado urbano (come nel caso del progetto “Muri Liberi” del Comune), come antidoto alla bruttura di molti luoghi anonimi della città, sia in termini di degrado sociale, dando voce e comunicando con una fascia giovanile che in quelle opere si riconosce e così si riappropria della propria città. Nascono così murales a tema storico, come quelli di San Lorenzo che gettano un ponte tra la Milano di ieri e quella della movida giovanile che oggi si raggruma la sera intorno alle sue Colonne. Nascono così le contestazioni dipinte sui muri dei centri sociali (la Conchetta, come il Leoncavallo), che si ricollegano a quelle forme spontanee che hanno colonizzato i ponti e le case sui Navigli, dove anche Kandinsky è citato. Nascono così le poesie di strada di cui il “poeta” Ivan ha disseminato la città, come quelle in dialogo con la Chiesetta di San Calimero o le gigantografie di piazza Cardinal Ferrari che ritraggono Alda Merini, Jannacci, Gaber, Fo e quella Milano più recente che va ricordata. Progetti di “invasioni” artistiche di strada ormai coordinate e richieste dal privato come dal pubblico. Nasce così la Strada dell’Ironia che anima una delle strade storiche di Milano con immagini, scritte poetiche e persino rebus.

 

A cura di Monica Torri.
Quota: 10 euro (visita guidata, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Giovedì 9 maggio 2019, ore 15,30:
La Milano del Regime: l’impronta indelebile del Ventennio in cittÀ
Milano, piazza San Sepolcro

L’architettura tra le arti è la più alta, sosteneva Mussolini, perché in grado, più della pittura, più della scultura, di veicolare contenuti, indipendentemente dal grado di cultura di chi vi accede. Potrebbe già essere questa una delle chiavi di lettura che, alla luce di un ragionevole quanto necessario distacco storico, permette di cogliere l’importanza che, in campo architettonico, il Regime ha avuto. Molte città hanno visto sorgere edifici pubblici divenuti punti di riferimento della città del Ventennio: architetture sociali, destinate alla collettività (ma non solo), spesso frutto di una evidente propaganda politica, che hanno letteralmente “marcato” il territorio. Un itinerario nelle vie del centro storico ne ripercorre i fasti, le simbologie, la magniloquenza ma anche la presenza artistica: partendo dalla piazza San Sepolcro dove svetta la Torre dell’edificio che fu Sede della Federazione dei Fasci Milanesi, da cui tutto iniziò, l’itinerario tocca luoghi simbolo, come il Gruppo Sciesa di via Unione o l’Albergo Regina che fu Quartier Generale Nazista, per raccontare degli edifici pubblici come furono l’Arengario, la Sede INPS di piazza Missori con i suoi rilievi di facciata e il Palazzo della Provincia, dove Salvatore Saponaro raffigurò le “Allegorie delle attività istituzionali e del territorio”, per arrivare fino alla Sede Provinciale dell’Opera Nazionale Balilla di via Mascagni (a lungo adibito a cinema per bambini) e alla Casa dei Sindacati Fascisti dell’Industria (oggi Camera del Lavoro) nei pressi di quel Palazzo di Giustizia che, tra le architetture del Ventennio, è la più grande e la più conosciuta di Milano.

 

A cura di Monica Torri.
Quota: 10 euro (visita guidata, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Giovedì 16 maggio 2019, ore 15,30:
Tra i nuovi edifici del Campus IULM
Milano, Romolo, lato Largo Ascari, vicino edicola

Ha visto la luce nell'anno dell'Expo l'ultimo edificio (il sesto) di un Campus che dal 1993 si è insediato nella periferia sud di Milano, tra i Navigli e la Barona. Stiamo parlando della Libera università di Lingue e Comunicazione, meglio nota come IULM, che Carlo Bo fondò nel 1968. Il primo nucleo sorse in zona Romolo agli inizi degli anni Novanta, con un imponente edificio progettato dall’ing. Guiducci interamente rivestito in cotto, quasi a ricollegarsi con la tradizione costruttiva lombarda, suggellando così le radici milanesi dello IULM. La presenza di lucernari, vetrate e vasche d’acqua culmina nell’atrio-giardino d’inverno illuminato dalla luce naturale che ne fa una piazza di raccordo e di sosta per chi transita nell’edificio. Un secondo importante ampliamento, portato a compimento una decina di anni dopo, arricchirà il campus di servizi come la mensa, il pensionato e nuove aule, con l’obbiettivo di creare un luogo di scambi proficui per la comunità accademica di cui beneficino studenti e dipendenti. Tale apertura culmina nella realizzazione di un terzo nucleo firmato dallo studio 5+1AA, unico progetto italiano premiato agli AIT Awards di Francoforte nel 2014. Una nuova alta torre, con un fronte interamente vetrato si accosta così alla mole tondeggiante dell’Auditorium, rivestito in ceramica diamantata verde scuro, per offrirsi come nuovo punto di aggregazione anche per il quartiere. Il ruolo di motore di una ampia operazione di riqualificazione urbana innescata proprio dall’università e dal suo ricco indotto ha portato anche alla realizzazione del Parallelo, il grattacielo orizzontale che sorge a breve distanza, realizzato dall’architetto Mario Cucinella nel 2012: un edificio letteralmente sospeso su un giardino pubblico.

 

A cura di Monica Torri.
Quota: 10 euro (visita guidata, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Lunedì 20 maggio 2019, ore 15,30:
Milano dei Templari: Percorso narrato tra storia, leggende e misteri
Milano, via della Commenda 18

Sono conosciuti come Cavalieri del Tempio e di loro tutti conoscono la strenua difesa dei luoghi della Terrasanta e l’origine risalente a quelle ormai epiche e sanguinose battaglie che furono le crociate. Eppure la loro storia e, soprattutto, l’epilogo tragico della loro breve ma fulgida parabola restano ancora avvolti da innumerevoli misteri, alimentati da leggende che di tanto in tanto riaffiorano e da ritrovamenti, spesso poco chiari, che provano a mapparne luoghi ed azioni. Un itinerario milanese sulle (poche) tracce del loro passaggio permette di ricostruirne la vicenda e di riconoscere le pur labili tracce che ancora si trovano in alcuni degli edifici più cari della storia ambrosiana, come la Basilica di Sant’Ambrogio e l’Abbazia di Chiaravalle. Partendo da via della Commenda, dove è documentata la presenza della loro Domus de Templo, si racconterà della loro origine, dell’efficiente organizzazione di questo potente Ordine, della duplice natura di questi uomini che erano monaci ma anche guerrieri, delle simbologie e della loro Regola, degli stretti legami con Bernardo di Clairvaux e della Milano del XII-XIII secolo, che verrà a poco a poco spazzata via dai nuovi edifici del Policlinico, in una zona già anticamente vocata all’assistenza materiale e spirituale. E si narrerà anche degli altri Ordini religiosi che crebbero all’ombra delle Crociate: i Gerosolimitani, futuri Cavalieri di Malta che raccolsero l’eredità dei Templari e i Cavalieri dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme che ancora oggi operano tra Milano e la Terrasanta, dalla loro Chiesa di Santa Maria della Pace, proprio a pochi passi dall’antica Commenda dei Templari.

 

A cura di Monica Torri.
Quota: 13 euro (visita guidata, offerta chiesa, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Martedì 21 maggio 2019, ore 15,30:
MADRI, MOGLI, EROINE E ALLEGORIE: LA FIGURA FEMMINILE AL MONUMENTALE
Milano, Cimitero Monumentale

Itinerario attraverso alcuni capolavori del cimitero Monumentale concentrandosi sull'immagine della donna fra 800 e 900. Isabella Airoldi Casati di Butti, Madre Ravera di Wildt, Memore Omaggio di Tabacchi, Monumento Rigamonti di Bazzaro, Monumento Erminia Cairati Vogt di Bistolfi, Monumento Volontà Vezzoli di Quadrelli, Monumento Bianchi Bonomi di Messina e altri raffinati gruppi scultorei dove l'elemento femminile, fra realtà e simbolo, è chiamato a metter in scena un discorso intorno alla morte.

 

A cura di Alberto Marchesini.
Quota: 10 euro (visita guidata, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Mercoledì 22 maggio 2019, ore 15,30;
· Mercoledì 5 giugno 2019, ore 15,30:
Leonardo e la Sala delle Asse, tra Natura, arte e scienza
Milano, Castello Sforzesco, biglietteria

Eccezionale testimonianza della presenza di Leonardo alla corte sforzesca, questo spazio - che deve il suo nome al rivestimento ligneo adoperato per rendere alcuni ambienti meno freddi e più confortevoli - è l’ambiente più illustre del Castello. Ornato di affreschi a motivi araldici, ha ricevuto, sotto Ludovico il Moro, la celebre decorazione leonardesca. Dal 2013 la Sala è oggetto di un restauro che ha rivelato nuovi frammenti a monocromo, come la possente radice che si insinua tra le rocce. Smontati integralmente i ponteggi, questo prezioso spazio si ripresenta al pubblico dopo una nuova fase di lavori, svelando le molte porzioni di disegno preparatorio emerse durante la rimozione degli strati di scialbo. Una scenografica installazione multimediale guiderà i visitatori nella lettura dello spazio integrale.

 

A cura di Alberto Marchesini.
Quota: 10 euro (visita guidata, dispensa di approfondimento, radiocuffie) + biglietto di ingresso.
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Giovedì 23 maggio 2019, ore 18,30:
IN VOLO CON I RONDONI TRA LE MURA STORICHE
Milano, Castello Sforzesco, ingresso Torre del Filarete

Spettacolari, velocissimi, arditamente futuristi ed incredibilmente evoluti, i Rondoni abitano la nostra città ma sono sconosciuti ai più. La loro vita si svolge tra le antiche mura di castelli e palazzi nella primavera italiana, e gli immensi spazi dell’Africa Australe in inverno. Un itinerario di scoperta ed osservazione per capire i segreti della relazione tra gli antichi manieri e l’intimità dei nidi, i comportamenti sorprendenti e le esigenze di tutela, in un continuo connubio tra manutenzione del patrimonio storico culturale e salvataggio dei piccoli che aspettano di involarsi dalle loro meravigliose dimore. Un divertente viaggio alla conoscenza dei rapaci del Castello e della loro storia, ed una scoperta dell’avifauna dell’antico Barcho Ducale, accompagnati da cannocchiali, penne e canti degli uccelli urbani.

 

A cura di Guido Pinoli, naturalista.
Quota: 10 euro (visita guidata, supporti all’osservazione, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Sabato 25 maggio 2019, ore 15,30;
· Venerdì 31 maggio 2019, ore 15,30:
MOSTRa "ANGELO MORBeLLI (1853-1919)"
Milano, GAM, via Palestro 16

In occasione del centenario della morte di Angelo Morbelli, artista piemontese di nascita ma milanese di adozione, la Galleria d’Arte Moderna di Milano rende omaggio a uno dei protagonisti della grande rivoluzione divisionista tra Otto e Novecento. Oltre trenta opere del maestro provenienti dai più importanti musei italiani ed europei, tra cui il Musée d’Orsay di Parigi, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, la Galleria Internazionale d’Arte Moderna Ca’ Pesaro di Venezia e la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino. La rassegna, che vede Morbelli nuovamente sulla scena espositiva milanese dopo moltissimi anni di assenza, intende documentare alcuni degli aspetti salienti della sua produzione, dalla sperimentazione tecnica nell’uso del colore all’elaborazione di alcune tematiche specifiche che costituiranno i soggetti delle diverse sezioni della mostra.

 

A cura di Alberto Marchesini.
Quota: 20 euro intero, 18 euro over 65 (visita guidata, biglietto di ingresso, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Le disdette senza penali sono consentite entro 15 gg. lavorativi.
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Martedì 28 maggio 2019, ore 14:
L’espansione della cittÀ e il problema della casa: dai villaggi popolari ai quartieri satelliti di Milano
Milano, parcheggio di via Mario Pagano

Dopo aver visitato alcuni dei più importanti villaggi popolari sorti entro la prima metà del Novecento, il viaggio prosegue con tappe più recenti e con il racconto del lavoro degli architetti del secondo dopoguerra, per spingersi, forse inaspettatamente, ai nostri giorni. Davanti a una seconda ondata di emergenza abitativa legata all’immigrazione postbellica, Milano deve far fronte con risposte rapide ed efficaci. A guidare la mano non ci sono più gli interventi di una classe imprenditoriale che interviene per il bene della propria azienda, come fu per esempio nel caso del Villaggio De Angeli Frua, ma enti pubblici, in primis Comune e ALER, chiamati a investire su aree periferiche, con la prospettiva di collegamenti e infrastrutture spesso ancora da tracciare. Nel mosaico di interventi marcati da logiche troppo spesso speculative, spiccano comunque alcuni interventi che tentano, attraverso l’architettura, di trovare anche risposte sociali: il Quartiere Sant’Ambrogio, concepito da Arrighetti tra il 1964 e il 1972, come molti altri, si propone come quartiere autosufficiente, stretto attorno a un corpus di servizi. Tra questi spicca la suggestiva Chiesa di San Giovanni Bono che documenta l’esigenza sentita dalla Chiesa di creare punti di riferimento non solo spirituali, a beneficio di una nuova fascia di popolazione. Ugualmente rappresentativo del periodo è il popoloso Quartiere Harar Dessiè, progettato da Figini, Pollini e Gio Ponti (1951-55), dove, in una pluralità di interventi (tra cui anche Piero Bottoni artefice del coevo QT8), si mescolano grattacieli orizzontali e piccole casette unifamiliari. Attraversando la cittadella dello Sport, figlia dell’ideologia fascista, con le sue eleganti abitazioni altoborghesi, il percorso tocca anche interventi più recenti come quelli di Housing Sociale rappresentati dal Villaggio Barona avviato nel 1999 sul sito di un deposito di olii fluidi, vicino a quel “disco volante” che è il Barrio’s e il Quartiere di via Gallarate che inaugura nel 2005 una fertile stagione di interventi di edilizia a basso costo (progetto “Abitare a Milano”) in risposta a una nuova e diversa ondata immigratoria.

 

A cura di Monica Torri.
Quota: 25 euro (noleggio pullman, visita guidata, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Martedì 4 giugno 2019, ore 15,15:
Metanopoli e il sogno di una cittÀ ideale di Enrico Mattei
Milano, M3 San Donato

E’ per iniziativa di Enrico Mattei che, nel secondo dopoguerra il borgo di San Donato, al margine meridionale di Milano, si trasforma nel Centro Direzionale dell’ENI. L’intento è farlo diventare, grazie agli interventi di alcuni dei maggiori architetti del momento, uno dei quartieri più innovativi della città. Un progetto che trae lo spunto dalla scoperta nella Pianura Padana di alcuni giacimenti di gas metano, lasciando immaginare, nell’immediato dopoguerra, un futuro italiano di indipendenza energetica. Il progetto è ambizioso, fondato sul principio che in questo nuovo quartiere l’abitare e il produrre siano funzioni che possono convivere nello stesso luogo, superando lo stereotipo del villaggio aziendale in favore di una realizzazione che sia modello per la città moderna. Un parallelo che non può non mettere Metanopoli in connessione con la coeva realizzazione di Ivrea ad opera di Adriano Olivetti. Tra i primi edifici a sorgere ci sono la Stazione di Servizio Carburanti (1953) e l’Albergo per Camionisti di M. Baciocchi (1954), ma nel volgere di pochi anni sorgono il Palazzo per Uffici di Nizzoli e Olivieri, detto il “Castello di Vetro”, il 2° Palazzo per Uffici (Bacigalupo e Ratti) e il , firmato da Helg e Piva, fino ad arrivare nel 1991 al 5° Palazzo terziario di Gabetti & Isola, gigantesco giardino verde gradonato. Nel mezzo, le residenze, firmate dallo stesso Baciocchi e arricchite dal progetto del verde firmato da P. Porcinai, rientrano in un progetto di città a bassa densità abitativa che, pur ispirandosi alle Company Town di inizio secolo, non mira a radicare la forza lavoro sul territorio bensì punta alla comodità e al benessere dei dipendenti come fondamento del buon funzionamento dell’azienda. Completano il quartiere la Chiesa di Santa Barbara (1955) e quella dedicata a San Enrico in onore di Mattei, trionfo della luce naturale riletta in chiave simbolica. Raccogliendo l’eredità di Mattei, il quartiere si è ampliato negli anni Novanta con nuovi uffici e residenze che si offrono sull’Autostrada come nuova porta della città, con la sagoma perfettamente riconoscibile della Sede BMW di Kenzo Tange.

 

A cura di Monica Torri.
Quota: 10 euro (visita guidata, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Mercoledì 5 giugno 2019, ore 18,30:
BIRDWATCHING STORICO & ARTISTICO CON I VOLATORI FUTURISTI
Milano, via Marconi, davanti al Museo del Novecento

Tra immagini artistiche ornitologiche e voli arditi dei Rondoni, scopriremo, antiche e poco conosciute relazioni tra Milano e l’ornitologia. I divertenti e pazzi voli del Rondone attorno alle bocche di leone di Palazzo Reale, la Civetta che vive dipinta in Galleria Vittorio Emanuele, il taccuino di Edgardo Moltoni, il recuperato condominio medievale del campanile di S. Maria presso S. Satiro. E poi i nidi di Rondone pallido nel Palazzo della Borsa e le iniziative di tutela per gli instancabili volatori. Un itinerario di scoperta ed osservazione per capire alcuni segreti della rappresentazione simbolica dell’avifauna, e contemporaneamente per imparare a riconoscere le diverse specie di uccelli nel centro storico della città. Un viaggio inusuale con il naso all’insù per trarre divertimento e stimoli naturalistici nell’osservare il cielo e le ali che lo popolano aiutati da cannocchiali, penne e canti degli uccelli urbani.

 

A cura di Guido Pinoli, naturalista.
Quota: 10 euro (visita guidata, supporti all’osservazione, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Giovedì 6 giugno 2019, ore 15,30 (a cura di Alberto Marchesini);
· Giovedì 6 giugno 2019, ore 19 (a cura di Alberto Marchesini);
· Venerdì 28 giugno 2019, ore 15,30 (a cura di Valentino Scrima):
MOSTRa "ROY LICHTENSTEIN. EDITIONs"
Milano, Mudec, via Tortona 56 (M2 Porta Genova; Tram 14; Filobus 90)

La mostra propone una rilettura del lavoro del grande artista americano tra i più celebri esponenti della Pop Art, attraverso 70 Editions – multipli, che hanno giocato un ruolo cruciale nell’opera di Roy Lichtenstein. Le opere esposte vanno dai soggetti pop degli anni ‘60 fino agli anni ’90 provenienti da collezioni museali private americane e europee. All’interno del percorso un focus dedicato alle opere di ispirazione asiatica che evidenziano la conoscenza della grafica orientale in cui l’artista evoca la comparazione con i grandi maestri della tradizione cinese e giapponese. Roy Lichtenstein ha rivoluzionato con la sua arte il linguaggio espressivo dell’epoca, fin dall’esordio della sua carriera negli anni ’50. Le sue opere ispirate ai fumetti sono diventate un marchio di fabbrica del suo operato.

 

Quota: 25 euro (visita guidata, biglietto d'ingresso, diritti di prenotazione, dispensa di approfondimento, radiocuffie).

Le disdette senza penali sono consentite entro 15 gg. lavorativi.

Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Martedì 11 giugno 2019, ore 14:
Dalla Villa di delizie di Quarto Oggiaro alla Chiesa di Vetro di Bollate: Viaggio di scoperta tra edifici vecchi e nuovi di una affatto anonima periferia
Milano, M3 San Donato

In quella che fino a fine Ottocento era ancora una zona disabitata e incolta, si nasconde una villa settecentesca da poco restituita a nuova vita. E’ Villa Scheibler, imponente edificio che fu casino di caccia di Ludovico il Moro, come raccontano lacerti di affreschi sotto il portico. Del passato di villa di delizie restano invece le grazie barocchette delle stanze del piano nobile, affacciate su quel che resta del parco che contornava la villa e che oggi, dopo esser stato vivaio comunale è un parco pubblico. Intorno, nel secondo Novecento, è nel frattempo cresciuto il popoloso quartiere di Quarto Oggiaro, divenuto famoso per le Case Minime di Vialba (oggi demolite) e per l’edificio di Aldo Rossi, con la sua riconoscibile grande colonna. Lambendo l’Ospedale Sacco, si raggiunge Baranzate di Bollate, dove sorgono due inaspettati luoghi di culto: la Chiesa Mater Misericordiae, più nota come Chiesa di Vetro, che Angelo Mangiarotti eresse nel 1956-5, inondata da una luce surreale e… divina, e la Cappella della Neve che, tra edifici imponenti di un recente quanto ingombrante passato, resta piccolo scrigno di affreschi cinquecenteschi di inaspettata bellezza.

 

A cura di Monica Torri.
Quota: 25 euro (noleggio pullman, visita guidata, offerte chiese, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Mercoledì 12 giugno 2019, ore 15,30:
QUARTIERE SAN SIRO: L'IPPODROMO E IL CAVALLO DI LEONARDO
Milano, piazzale dello Sport 6 (M5 San Siro Ippodromo)

Storicamente l’ippica è stato tra i primi sport a giungere ed a essere praticato in Italia e, in particolare, a Milano ha caratterizzato la specializza-zione della zona di San Siro quale “Città dello Sport”. L’ippodromo del Galoppo, inaugurato nel 1920, progettato dall’architetto Vietti Violi e interamente realizzato in stile Liberty, è stato completamente ristrutturato nel 1975 e può vantare il titolo di monumento di interesse nazionale, unico ippodromo al mondo ad avere ottenuto questa qualifica. Un’area circondata dal verde e interamente dedicata allo sport equestre, un impianto storico, perché qui si correva già nell'Ottocento. Un vero e proprio quartiere ippico, con la pista delle corse e le due piste di allenamento, le scuderie in stile chalet normanno, le mascalcie, quell’andirivieni di cavalli superbi condotti dagli artieri e seguiti dall’occhio esperto e apprensivo degli allenatori, ci riporta a come doveva essere la campagna intorno a Milano prima dell’esplosione urbana. La statua del Cavallo di Leonardo, interamente in bronzo, si trova presso la tribuna secondaria. Si tratta della statua equestre più grande del mondo, ed è stata realizzata dalla scultrice statunitense Nina Akamu, ispirandosi a disegni originali di Leonardo da Vinci che, a causa di alterne vicende politiche, non riuscì mai a vedere completata la statua da lui progettata in onore di Federico Sforza.

 

A cura di Valeria Gerli.
Quota: 10 euro (visita guidata, dispensa di approfondimento, radiocuffie) + eventuale biglietto d'ingresso.
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Giovedì 13 giugno 2019, ore 15,30:
MOSTRA "Il meraviglioso mondo della natura prima e dopo Leonardo"
Milano, Palazzo Reale

Nel 2019 ricorrono i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci e Milano, la città in cui egli visse più a lungo (dal 1482 al 1500, sotto Ludovico il Moro, e dal 1508 al 1513 sotto i francesi) fino a gennaio 2020 gli dedica il palinsesto «Milano e Leonardo», ricco di mostre e appuntamenti culturali. Filo conduttore di questa mostra è come Leonardo ha modificato la percezione e la rappresentazione della natura nella Lombardia del Cinquecento. La sua eredità è riscontrabile in ogni campo delle arti figurative, dalla pittura al marmo, dalle opere in legno alle arti applicate. Realizzata in collaborazione con il Museo di Storia Naturale che vedrà parte della sua collezione trasferita a Palazzo, permetterà un confronto diretto tra fossili, minerali e animali impagliati, parte della collezione del Museo, con la natura di Leonardo e dei suoi seguaci.

 

A cura di Valeria Gerli.
Quota: 22 euro (visita guidata, biglietto d'ingresso, diritto di prenotazione, dispensa di approfondimento, radiocuffie).

Le disdette senza penali sono consentite entro 15 gg. lavorativi.
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Mercoledì 19 giugno 2019, ore 15:
NOBILI DIMORE MILANESI: LA RESIDENZA VIGNALE
Milano, via Enrico Toti 2 (M1 Conciliazione)

Semplice e austera la facciata di questo edificio che sorge presso l’antica Porta Magenta: una discrezione che è quasi un “dovere” per una nobile dimora milanese. E anche la Residenza Vignale non fa eccezione, poichè offre alla strada i suoi decori floreali meno appariscenti. Ma è sufficiente affacciarsi all’androne per scorgervi non la modestia delle forme, bensì una precisa scelta di riserbo: essa custodisce infatti negli interni, come fosse uno scrigno, tutto il suo sfarzo e la sua ricchezza. A volere questa dimora fu, secondo la tradizione un principe austriaco che, innamorato di una bella milanese, desiderava starle vicino. Dell’architetto Ugo Gattermayer che firmò i progetti si sa poco, ma sulla sua capacità fa fede la vicinanza di Adolf Loos, figura di prim’ordine nel panorama architettonico internazionale, che qui si mescola a quel gusto floreale che fiorì a Milano nei primissimi anni del Novecento. Sale magnifiche, ornate ancora da gran parte degli arredi originali si susseguono, tra soffitti dipinti e pavimenti preziosi, per culminare in un elegante e inaspettato salottino, fatto di boiserie e specchi. Il misterioso principe innamorato visse troppo poco per goderseli, poiché morì in battaglia pochi anni dopo la costruzione della dimora, ma pur con i vari proprietari che si sono susseguiti, e pur con qualche inevitabile modifica, il palazzo conserva intatta la sua meraviglia. Compresa anche quella stranezza che si scorge nel cortile, che pare un edificio del centro Europa con le travature in legno a vista e il suo bel bovindo e invece era “soltanto” alloggio della servitù.

 

A cura di Monica Torri.
Quota: 16 euro (visita guidata, contributo per l'ingresso, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Giovedì 20 giugno 2019, ore 15,30:
SAN SIRO ALLA VEPRA E LE SUE STORIE...
Milano, via Masaccio 20 (M1, M5 Lotto)

San Siro alla maggior parte della gente fa venire in mente lo stadio e il quartiere, ma San Siro era una chiesetta medioevale sperduta nella campagna milanese a ovest del ruscello Olona (Vepra o Vetra), sorta dove oggi si trova all’incirca Piazzale Lotto. Qui attorno alla chiesetta c’era un gruppetto di case che assieme formavano il piccolo borgo agricolo di San Siro. Borgo rimasto tale fino alla fine del XIX secolo. Oggi dell’antica chiesa si è conservata soltanto l’abside, ma con graziosi affreschi medioevali. La piccola chiesa di San Siro alla Vepra (affluente dell’Olona), che dette appunto il nome al villaggio era stata fondata oltre mille anni fa (il documento più antico noto risale all’anno 880). Già nel XVII secolo la parte anteriore della chiesa era scomparsa, sostituita da una casa, sulla cui area, ai primi del ‘900, venne poi costruita la villa tuttora esistente in stile eclettico neo rinascimentale, che nel 1944 divenne tristemente famosa.

 

A cura di Valeria Gerli.
Quota: 13 euro (visita guidata, offerta chiesa, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Martedì 25 giugno 2019, ore 15,30:
TEATRO GEROLAMO: LA "PICCOLA SCALA DI MILANO"
Milano, piazza Beccaria 8

Sono passati ormai più di 150 anni da quando, nel 1868, il Teatro Gerolamo ha aperto i battenti. Coetaneo della Galleria con la quale, secondo una leggenda dimostratasi infondata, avrebbe condiviso l’autore, il Teatro di piazza Beccaria si deve invece alla mano dell’ingegner Spinella. La sua storia è nobile al punto da meritargli l’appellativo di “Piccola Scala”, con la sala a ferro di cavallo e i suoi eleganti ordini di palchi. Tradizionalmente assegnato ai suggestivi spettacoli di marionette della compagnia Carlo Colla & Figli che ne detiene la gestione dal 1911, il Teatro Gerolamo degli esordi divide il suo palcoscenico con diversi celebri interpreti del teatro dialettale di fine secolo. Ma la sua importanza è testimoniata anche in anni più recenti quando vi si esibiscono Franca Valeri e Paolo Poli, Jannacci, Dario Fo e Franca Rame, ma anche Domenico Modugno e persino Juliette Gréco, fino ad arrivare agli spettacoli di Giorgio Gaber in anni più recenti. Oggi, dopo un importante restauro che ha finalmente sedato i timori di una chiusura per degrado, il Teatro Gerolamo è tornato al suo antico splendore.

 

A cura di Monica Torri.
Quota: 12 euro (visita guidata, dispensa di approfondimento, radiocuffie) + eventuale biglietto d'ingresso.
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Giovedì 27 giugno 2019, ore 15,30:
ARMANI SILOS: "TADAO ANDO. THE CHALLENGE. ARCHITETTURE SENZA TEMPO"
Milano, via Bergognone 40 (Tram 14)

Nasce da un sodalizio professionale ma anche da un’intesa umana la nuova mostra “Tadao Ando. The Challenge” che Armani Silos ospita fino a luglio nei suoi spazi, dedicata a uno degli architetti più suggestivi e poetici del nostro tempo. Un incontro professionale, che nasce con il Teatro Armani, primo tassello della ristrutturazione della vecchia Nestlè di via Bergognone. Una carrellata di disegni, progetti e magnifici plastici racconta le architetture affascinanti, anche quando scabre e spoglie, di Tadao Ando, offrendo una panoramica di 50 anni di carriera. Le sue case minimali, le opere in dialogo con il paesaggio, l’uso di forme geometriche semplici e l’impiego di quel cemento a vista che tra le mani di Ando diventa materia leggera, quasi soffice, sono il racconto di una sensibilità che affonda le sue radici nella cultura giapponese e nel suo rapporto con la Natura e con il contesto fatto di contemplazione, oltre che di partecipazione. Ma sono anche la rappresentazione di quell’incontro con la cultura occidentale che, per il tramite di Le Corbusier e del Modernismo, si traduce in opere potenti e suggestive che non possono lasciare indifferenti. Come i progetti per la Fondazione Pinault, a Punta della Dogana (Venezia) o alla Bourse de Commerce parigina, che Ando trasforma in un polo d’arte contemporanea inserendo un cilindro di cemento nell’edificio ottocentesco. Come l’isola di Naoshima, ex discarica che diviene isola d’arte, grazie a una serie di interventi che si integrano con la natura. O come la Collina del Buddha a Hokkaido, che Tadao Ando trasforma in un luogo di stupefacente meraviglia, ideando un percorso sotterraneo che conduce alla “luce” simbolica e reale che circonda la statua sacra. Più di tutto però colpiscono le sue chiese: quella della Luce in cui l’unica presenza sacra è costituita da una gigantesca spaccatura nella materia che lascia penetrare nell’edificio la Luce (divina) dell’esterno e la Chiesa sull’acqua dove è lo scenario spettacolare di un bosco di betulle, nel variare delle stagioni, che diventa rappresentazione della natura divina del Creato. Un'imperdibile occasione per visitare il teatro dove si svolgono le sfilate, normalmente inaccessibile.

 

A cura di Monica Torri.
Quota: 22 euro (visita guidata, biglietto d'ingresso, servizio prenotazione, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Le disdette senza penali sono consentite entro 15 gg. lavorativi.
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

Pagina aggiornata il 19 aprile 2019

© Associazione Culturale CLESSIDRA