Associazione CLESSIDRA
VISITE GUIDATE "FUORI PORTA"

· Sabato 13 gennaio 2018:
"DAL RINASCIMENTO AL NEOCLASSICO: LE STANZE SEGRETE DI VITTORIO SGARBI"
Novara, Castello Visconteo Sforzesco

Il Castello di Novara, dopo un  decennio di ristrutturazione, ospita nelle sue sale la prestigiosa collezione d’arte della Fondazione Cavallini Sgarbi, frutto dell’appassionata ricerca di Vittorio Sgarbi, svolta assieme alla madre Rina Cavallini, la quale ha acquistato le opere in numerose aste in ogni angolo del mondo. La mostra presenta al pubblico oltre 120 capolavori che abbracciano un arco temporale che spazia dal Quattrocento alla fine dell’Ottocento, da Niccolò dell'Arca a Lorenzo Lotto, da Guercino a Guido Cagnacci, da Artemisia Gentileschi fino a Francesco Hayez e Gaetano Previati. L’esposizione mette inoltre in luce la peculiare e complessa geografia artistica italiana, una cartografia del cuore, di cui sono rappresentate le principali “scuole”: la lombarda, la marchigiana, la veneta, l’emiliana e la romagnola, la toscana, la romana. Alcune opere presenti sono inoltre state sottratte a musei americani e riportate nel nostro Paese. Oltre alla mostra, visita guidata al complesso episcopale della città: Salone della Maddalena all'interno del palazzo vescovile, Duomo e Battistero paleocristiano. Visita libera al Museo della canonica del duomo di Novara.

 

A cura di Federica Mingozzi.
Partenza ore 8,30 dal piazzale di via Mario Pagano (M1).
Quota: 55 euro (pullman, visite guidate, biglietti d'ingresso, offerte chiese, dispensa di approfondimento, radiocuffie, assicurazione). Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Sabato 20 gennaio 2018:
"divina creatura: la donna e la moda nelle arti del secondo OTTOCENTO"
Rancate (Svizzera), Pinacoteca Cantonale Giovanni Züst

Sessanta sculture e dipinti assolutamente affascinati. E, per corredo, una sequenza di ventagli d’autore – dipinti cioè da grandi artisti, spesso i medesimi che ritraevano le “belle Signore” – e un nucleo di preziosi abiti d’epoca. E’ quanto è stato selezionato da Musei e collezioni private per questa mostra, con l’obiettivo di ricreare e testimoniare quello che è stato un vero e proprio cambio di paradigma nella storia del costume femminino in Europa. L’”essere alla moda” diventa l’imperativo condiviso nella seconda metà dell’Ottocento dalle donne di pressoché tutti i ceti sociali. Sono anni in cui si consolida il ruolo della donna, ora anche protagonista al di fuori delle pareti domestiche, attentissima al proprio ruolo sociale e alla immagine che contribuiva a veicolarlo. Pur presentando alcuni favolosi abiti d’epoca e un nucleo di ventagli firmati da Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Federico Zandomeneghi, Giuseppe De Nittis, Pompeo Mariani e Pietro Fragiacomo, la Pinacoteca Züst sceglie di illustrare questo felice momento storico ricorrendo alle testimonianze che i grandi artisti ci tramandano attraverso le loro magnifiche opere, tra cui Domenico e Gerolamo Induno, Eleuterio Pagliano, Mosè Bianchi, Antonio Ciseri, Tranquillo Cremona, Ernesto Fontana, Giovanni Boldini, Paul Troubetzkoy, Vincenzo Vela, Vittorio Corcos, Giacomo Grosso, Mariano Fortuny. Al termine, visita guidata a MENDRISIO,  anche chiamato “Il Magnifico Borgo” per la bellezza del suo centro storico, con i suoi pittoreschi quartieri, ai piedi del Monte Generoso.

 

A cura di Valentino Scrima.
Partenza ore 8,30 dal piazzale di via Mario Pagano (M1).
Quota: 50 euro (pullman, visite guidate, biglietto d'ingresso, offerte chiese, dispensa di approfondimento, radiocuffie, assicurazione). Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Sabato 27 gennaio 2018:
I MUSEI DI SANTA GIULIA A BRESCIA
Brescia

Unici in Italia e in Europa per concezione espositiva e per sede, i Musei di Santa Giulia sono allestiti in un complesso monastico di origine longobarda, che consente un viaggio attraverso la storia, l’arte e la spiritualità di Brescia dall’età preistorica ad oggi, in un’area espositiva di circa 14.000 metri quadrati. Tra le numerose opere d'arte si ricordano soprattutto i mosaici, le famosissime teste imperiali di bronzo, la Vittoria Alata, la Croce di Desiderio. Luogo di memorie storiche stratificate nel corso dei secoli e fonte continua di sorprendenti scoperte, il complesso monastico è un intreccio visibile di epoche, che comprende la basilica longobarda di San Salvatore e la sua cripta, l’oratorio romanico di Santa Maria in Solario, il Coro delle Monache, la cinquecentesca chiesa di Santa Giulia e i chiostri, le Domus dell'Ortaglia e il Viridarium. Uno straordinario complesso inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO (2011). In città, visita all'imponente Cattedrale di Santa Maria Assunta, con tele del Moretto e di Palma il Giovane, e alla Rotonda di San Lorenzo (XI secolo).

 

A cura di Valeria Gerli.
Partenza ore 8 dal piazzale di via Mario Pagano (M1).
Quota: 55 euro (pullman, visita guidata, biglietto d'ingresso, offerte chiese, dispensa di approfondimento, radiocuffie, assicurazione). Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Sabato 3 febbraio 2018:
LA BASSA BRESCIANA E IL SUO PATRIMONIO STORICO E ARTISTICO
Provincia di Brescia

La Bassa Bresciana, una zona interamente pianeggiante posta a sud della città di Brescia, posta tra le colline della Franciacorta e quelle moreniche del Garda, fu in mano a diverse famiglie nobili come i Gambara (Bassa orientale e centrale) e i Martinengo (Bassa occidentale e centrale) che spesso erano in lotta fra loro e che costruirono nella zona numerose fortificazioni. Una di questa, il Castello di Padernello, un maniero quattrocentesco, con ponte levatoio ancora funzionante, che emerge maestoso dall'acqua del suo fossato. I locali del castello vennero arricchiti nei secoli scorsi di stucchi e di affreschi. Particolarmente suggestive le cascine e le scuderie adiacenti, così come il bellissimo parco che incornicia la costruzione sui tre lati. Un'altra vera e propria cittadella militare è la Rocca di San Giorgio a Orzinuovi, il cui assetto attuale è da ricondurre, in massima parte, all’iniziativa della Repubblica Veneta. Nel centro storico, il duomo di San Maria Assunta, e la cinquecentesca Chiesa di San Domenico, che conserva una pala del Moretto e una tela di Grazio Cossali. A poca distanza, a Verolanuova, la basilica di San Lorenzo Martire testimonia l'influenza culturale della Serenissima con due pale monumentali di Giovan Battista Tiepolo.

 

A cura di Claudio Giorgione.
Partenza ore 8,30 dal piazzale di via Mario Pagano (M1).
Quota: 55 euro (pullman, visita guidata, biglietti d'ingresso, offerte chiese, dispensa di approfondimento, radiocuffie, assicurazione). Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Sabato 10 febbraio 2018:
VERCELLI CITTÀ D'ARTE

Tacito la definiva città fiorentissima, ma un'altalena di situazioni sembra quasi descrivere il destino di Vercelli in tutte le epoche: un giorno fiorente, un giorno decadente; ora addormentata, ora ruggente. Il capoluogo piemontese, tappa fondamentale della Via Francigena, è stato luogo di passaggio e sosta lungo direttrici viarie di grande percorrenza. Nel corso dei secoli la città è pertanto diventata custode di tesori d’arte di valore inestimabile e rilievo internazionale. Basilica di Sant’Andrea, simbolo di Vercelli, datata 1200 circa, è un esempio di fusione tra stile romanico e gotico; Duomo di Sant’Eusebio, che vanta un numero considerevole di cappelle e altari secondari, tra i quali ricordiamo la cappella del Beato Amedeo IX di Savoia e la cappella della Madonna detta “dello schiaffo”; Chiesa di San Cristoforo, con gli splendidi affreschi di Gaudenzio Ferrari. Tra le piazze e le vie storiche della città, le numerose torri civili, il Castello Visconteo (esterno, oggi Tribunale) e altri tesori. Oggi Vercelli è stata inserita nell'elenco delle circa trenta città d'arte italiane, grazie a un'acuta e tenace politica culturale volta a promuovere l'autentico valore di questa bella e solida città da visitare e da amare.

 

A cura di Christian Citterio.
Partenza ore 8,30 dal piazzale di via Mario Pagano (M1).
Quota: 55 euro (pullman, visita guidata, biglietti d'ingresso, offerte chiese, dispensa di approfondimento, radiocuffie, assicurazione). Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Sabato 17 febbraio 2018:
PAVIA, L'ANTICA TICINUM

Le origini antiche e un passato storico di rilievo hanno lasciato in eredità a Pavia un ragguardevole patrimonio artistico. Il Duomo di Santo Stefano Martire e Santa Maria Assunta è la più imponente chiesa di Pavia ed un importante edificio rinascimentale bramantesco, sintesi di pianta centrale e longitudinale che anticipa le ricerche tipologiche intorno alla basilica di San Pietro a Roma. Possiede una grandiosa cupola ottagonale in muratura, tra le più grandi d'Italia per altezza ed ampiezza. Il Monastero di Santa Maria in Teodote, fu uno dei più antichi e importanti monasteri femminili di Pavia. Fondato nel VII secolo, custodisce l’oratorio del Salvatore, a pianta centrale, splendidamente affrescato. Della Chiesa di Sant’Eusebio, oggi rimane solo la cripta, che mostra ancora alcuni capitelli, rara testimonianza di scultura longobarda. La Chiesa di San Giovanni Domnarum è una delle più antiche di Pavia e la sua cripta è la parte più antica e suggestiva. Nella Basilica di San Michele Maggiore, cornice dell’incoronazione di Federico Barbarossa (1155), la scultura diventa parte integrante dell’architettura. Sia la veste scolpita, sia l'impianto, conferiscono alla basilica un rilievo eccezionale nel romanico europeo. Da non perdere anche la Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro che conobbe il massimo splendore sotto il re longobardo Liutprando, quando accolse le reliquie di Sant'Agostino acquistate dai Saraceni in Sardegna. Esse sono conservate in uno scrigno argenteo dell'epoca di Liutprando, posto sotto l'Arca, capolavoro marmoreo scolpito nel 1362 con scene della vita del Santo.

 

A cura di Alberto Marchesini.
Partenza ore 8,30 dal piazzale di via Mario Pagano (M1).
Quota: 50 euro (pullman, visite guidate, biglietti d'ingresso, offerte chiese, dispensa, radiocuffie, assicurazione).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Sabato 3 marzo 2018:
NELL'ANSA DEL FOSSO BERGAMASCO
Provincia di Bergamo

Il Fosso Bergamasco, canale artificiale che taglia da occidente a oriente la provincia, è l'antico confine tra due Stati pre-unitari: il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia. Linea di confine di grande importanza lungo la quale sono state combattute nel corso dei secoli sanguinose battaglie. Nel 1796 le armate vittoriose di Napoleone entrarono a Milano spingendosi fino a Venezia e il fosso perse il suo ruolo di confine politico. Oggi è un modesto vallo che segna il termine della giurisdizione diocesana di Bergamo, Milano e Cremona. In una sua ansa, un territorio ricco di storia e di arte, che andremo a scoprire. MORENGO: Palazzo Giovanelli, oggi Municipio, edificato nel 1669 come residenza di un'importante famiglia bergamasca ascritta al patriziato veneziano. BARIANO: convento dei Neveri, fondato come tale nel 1480, ha conservato, sotto quelli cristiani, gli originali affreschi pagani d'epoca romana. ROMANO DI LOMBARDIA: il complesso ecclesiale di Piazza Grande comprende la chiesa di Santa Maria Assunta e San Giacomo Apostolo (L'ultima cena, di G. Battista Moroni e opere di Palma il Giovane e Giambattista Tiepolo), la Basilica di San Defendente (La disputa di Gesù di Andrea Pozzo) e la chiesa della Beata Vergine di Lourdes, in stile gotico-lombardo. Palazzo Rubini, architettura neoclassica, residenza del massimo tenore d'opera ottocentesco Giovan Battista Rubini. Esterni alle mura, il Borgo Serio (cimitero vecchio) e il Borgo meridionale (santuario Madonna della Fontana, gioiello d'arte). La Rocca (esterni e cortile interno), risalente al termine del XII secolo, può essere considerato uno degli edifici storicamente più interessanti dell'intera zona. MARTINENGO è un limpido esempio di borgo medievale, nel quale si sono fuse le architetture dei secoli successivi, senza snaturarne l'anima originale. Compreso all'interno di una cinta muraria, presenta vie lastricate, edifici con portici molto caratteristici, chiese monumentali, antichi conventi affrescati, vestigia medievali e di archeologia industriale.

 

A cura di Christian Citterio.
Partenza ore 8 dal piazzale di via Mario Pagano (M1).
Quota: 50 euro (pullman, visita guidata, biglietti d'ingresso, dispensa, radiocuffie, assicurazione).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Sabato 17 marzo 2018:
VALLE CAMONICA: i seGNI DELLA FEDE E DELL'ARTE
Provincia di Brescia

In Valle Camonica esiste una concentrazione sorprendente di segni dell'arte, e non è difficile incontrarne anche nelle chiese più piccole e isolate. Nel corso dei secoli sono stati tanti gli artisti - da Giovanni Pietro da Cemmo a Girolamo Romani, detto il Romanino - che hanno attraversato questo territorio e lasciato ad esso dipinti, affreschi e statue. Capo di Ponte: chiesa delle Sante Faustina e Liberata (del 1600, ma conserva le sue origini romaniche in una porzione di abside in cui si possono notare affreschi), Pieve di Cemmo (edificio romanico risalente al secolo XI/XII, sorge su uno sperone sovrastante il fiume Oglio), Monastero del Salvatore (di proprietà privata, è un gioiello del romanico borgognone). Bienno: Chiesa di Santa Maria Annunciata (con affreschi di notevole valore di Giovanni Pietro da Cemmo e del Romanino). Esine: Chiesa di Santa Maria Assunta (navata e presbiterio si presentano completamente affrescati da Giovanni Pietro da Cemmo).

 

A cura di Valentino Scrima.
Partenza ore 8,30 dal piazzale di via Mario Pagano (M1).
Quota: 50 euro (pullman, visita guidata, biglietto d'ingresso, offerte chiese, dispensa, radiocuffie, assicurazione). Pranzo organizzato facoltativo al Ristorante La Pieve: bis di primi, buffet di verdure cotte e crude, acqua, ¼ vino, caffè, 20 euro a persona da prenotare al momento dell’iscrizione.
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Martedì 20 marzo 2018:
LA CITTÀ DUCALE DI VIGEVANO
Provincia di Pavia

Perla del Rinascimento, una città progettata ad arte, Vigevano è una meta capace di stupire per l'arte e l'architettura espressioni di un periodo storico grandioso. Qui hanno lavorato e lasciato le loro testimonianze i più grandi, da Leonardo da Vinci al Bramante. Tutto il meglio racchiuso tra le mura antiche. Piazza Ducale: voluta da Ludovico il Moro, è una delle piazze più famose d’Italia, esempio di perfezione architettonica e urbanistica. Castello Sforzesco: tutt'uno con la Piazza, si può considerare una piccola città nella città, essendo per estensione uno dei più grandi complessi fortificati d'Europa. La strada coperta è un manufatto unico in tutta l’architettura castellana europea e rappresenta una delle più formidabili opere di ingegneria militare medievale. Cattedrale di Sant'Ambrogio: tra gli esempi più raffinati di architettura barocca, conserva notevoli opere d'arte.

 

A cura di Alberto Marchesini.
Partenza ore 14,30 da Bisceglie (M1).
Quota: 35 euro (pullman, visite guidate, biglietti d'ingresso, offerte chiese, dispensa, radiocuffie, assicurazione).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Sabato 24 marzo 2018:
PALAZZINA DI CACCIA DI STUPINIGI E VILLA DELLA REGINA A TORINO
Provincia di Torino

Primo itinerario di una serie che vedrà come protagoniste le Residenze Sabaude. La Reale Palazzina di Caccia di Stupinigi è l'ultima in ordine di tempo delle grandi Residenze Sabaude, dichiarate dall'Unesco "Patrimonio dell'Umanità". Come una visione, si staglia nella splendida cornice dei boschi e dei cascinali, aprendosi nei viali lungo le principali strade e creando giochi di luce fra interno ed esterno. Luogo di caccia, di vita di corte, tesoro del Barocco, residenza estiva dei sovrani, ci ricollega ad un periodo storico ricco di fasti. Il complesso si avvale di 137 camere e 17 gallerie. Il suo patrimonio comprende opere realizzate dal XVIII secolo: affreschi, dipinti, mobili, oggetti, quadri, sculture di notevole pregio. La Villa della Regina è una bellissima residenza sabauda, in splendida posizione sulla collina di Torino. realizzata da grandi architetti quali Filippo Juvarra e Amedeo di Castellamonte. Prende il nome dalla regina Anna Maria d'Orléans, moglie di Vittorio Amedeo II, che la elesse a sua residenza preferita. Costituisce il tipo di maison de plaisance che sarà poi modello per le vigne e le ville dell’aristocrazia e della borghesia. La villa è immersa in un bellissimo giardino all'italiana con grotte e giochi d’acqua. La grandiosità degli apparati scenografici ha coinvolto gli esterni come gli interni della villa, con decorazioni sei-settecentesche e i preziosi Gabinetti cinesi in legno laccato e dorato.

 

A cura di Mirella Savarino e Monica Manescotto.
Partenza ore 8 dal piazzale di via Mario Pagano (M1).
Quota: 60 euro (pullman, visite guidate, biglietti d'ingresso, dispensa, radiocuffie, assicurazione).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Mercoledì 11 aprile 2018:
LA CORTE REGIA DI LEMINE: LE DUE ALMENNO
Provincia di Bergamo

Lemine è il nome con cui nel Medioevo si individuava un vasto comprensorio territoriale ad occidente del fiume Brembo che aveva costituito una corte regia longobarda. Nel 1601 fu rogato l'atto notarile che statuiva la suddivisione di Lemine nei due comuni di Almenno San Bartolomeo e di Almenno San Salvatore. Chiesa romanica di San Giorgio: piccolo gioiello architettonico romanico-bergamasco dalle linee purissime, perfettamente conservato all'esterno, risalente alla prima metà dell'XII secolo. Buona parte degli affreschi, che si sviluppano lungo le pareti interne, sono ancora ampiamente leggibili e lasciano immaginare la bellezza della decorazione originaria. Questi affreschi rendono la Pieve un'opera unica nel panorama artistico bergamasco sia per la loro rarità che per la loro quantità, ma anche per l'atmosfera di intensa spiritualità che vi si respira: avvolgono il visitatore spingendolo in un'epoca lontana, misteriosa ma non buia, carica di quegli accadimenti che avrebbero influenzato la storia locale e quella nazionale. Rotonda di San Tomè: altro gioiello di Lemine, forse il più fascinoso e magico. È un edificio ecclesiale romanico a pianta circolare, che oltre l'originalità della sua struttura, esprime una particolare preziosità e finezza per la leggerezza delle sue forme e la grazia del suo ornato.

 

A cura di Valentino Scrima.
Partenza ore 14 da piazzale Lodi.
Quota: 40 euro (pullman, visita guidata, offerte chiese, dispensa, radiocuffie, assicurazione).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Sabato 14 aprile 2018:
ANTICHE PIEVI E ABBAZIE DELLA PIANURA NOVARESE
Provincia di Novara

Come preziose perle incastonate nel verde delle campagne e delle colline, tra i borghi e i luoghi suggestivi, le abbazie e le pievi del Novarese svelano all'odierno pellegrino e rivelano i loro tesori più nascosti. CASALVOLONE: nell'antica Pieve di San Pietro si possono ammirare numerosi affreschi del XV secolo, con frammenti di decorazioni parietali di epoca precedente (circa XII sec.). VESPOLATE: nella pieve di San Giovanni Battista (XI secolo), sono conservate preziose testimonianze artistiche della pittura novarese dal XIV al XVI secolo, in particolare del XV secolo. SAN NAZZARO SESIA: l'Abbazia Benedettina dei Santi Nazario e Celso (sec. X) rappresenta uno dei complessi monastici più significativi esistenti in Piemonte: esso è costituito da una cinta muraria con torrette angolari circolari, un alto campanile romanico, una chiesa in stile gotico lombardo ed un elegante chiostro con un ciclo quattrocentesco di affreschi dedicati alle storie di San Benedetto. Le strutture dell'abbazia hanno riacquisito, dopo il restauro, il fascino di un pezzo di medioevo posto in mezzo alle risaie. MANDELLO VITTA: la Chiesa di San Lorenzo, dopo l'ultimo sapiente restauro che risale al 1963, ha messo in evidenza l'originaria struttura tardoromanica. Il suo interno è riccamente decorato con affreschi del XVI e XVII secolo.

 

A cura di Federica Mingozzi.
Partenza ore 8,30 dal piazzale di via Mario Pagano (M1).
Quota: 50 euro (pullman, visita guidata, offerte chiese, dispensa, radiocuffie, assicurazione).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Lunedì 16 aprile 2018:
L'ANTICO BORGO DI SAN COLOMBANO AL LAMBRO
Provincia di Milano

San Colombano al Lambro è un'enclave (l'unica) della città metropolitana di Milano fra le province di Lodi e di Pavia. L'antico borgo agricolo sorse ai piedi dell'omonimo sistema collinare coperto di vigneti, l'unico rilievo sito in piena pianura Padana, e si dispose intorno al Castello. Castello: di origine longobarda (VI secolo), fu distrutto e riedificato dal Barbarossa e in seguito ampliato dai Visconti. L’aria dei secoli aleggia tra le sue mura, nelle sue sale riccamente decorate. Oratorio di San Rocco: attribuito a Giovanni Battagio e Giovanni Amadeo, Chiesa di San Giovanni: all'interno della chiesa, pregevoli stucchi d'epoca barocca e intarsi marmorei di fattura tardoromanica. «È questo un vago fertilissimo colle, posto quasi nel mezzo della Gallia Cisalpina, cui dalla parte esposta a Borea e ad Euro è prossimo San Colombano, castello assai noto e cinto di forti mura. A ponente si stende lo sguardo a larga spaziosa veduta, e regnavi gradita solitudine e amico silenzio. Io non conosco altro luogo che in positura sì poco elevata si vegga attorno sì vasto prospetto di nobilissime terre» (Francesco Petrarca, Lettera a Guido Albornoz, arcidiacono di Genova, 21 ottobre 1353).

 

A cura di Valentino Scrima.
Partenza ore 14,30 da piazzale Lodi.
Quota: 35 euro (pullman, visita guidata, biglietto d'ingresso, offerte chiese, dispensa di approfondimento, radiocuffie, assicurazione). Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Sabato 21 aprile 2018:
Nel morbido paesaggio dell'alto oltrepÒ pavese

Lasciata la pianura alle spalle, il terreno s’inerpica su e giù per le colline, sino a sapere di montagna, e addirittura di mare. L’Alto Oltrepò è, infatti, un piccolo territorio a cui si giunge percorrendo la Valle Staffora alla quale si collegano le Valli Ardivestra e Nizza. Il paesaggio è collinare, caratterizzato da suggestivi borghi medievali, castelli, rocche. Oramala: il borgo, frazione di Val di Nizza, è uno dei luoghi più suggestivi dell’Alto Oltrepò. Il castello, edificato nel X secolo su un alto sperone roccioso affacciato sulla valle Staffora, è una delle più importanti fortezze dei Malaspina e si presenta oggi nella sua veste quattrocentesca. Fortunago: iscritto alla lista dei Borghi più belli d’Italia per un attento e funzionale recupero delle atmosfere del passato, tutto il suo centro è stato riportato all’antico splendore caratterizzato dall’uso di materiali locali: pietra e cotto. Zavattarello: è uno dei borghi medievali più affascinanti della provincia di Pavia e anch'esso fa parte del Club dei Borghi più Belli d’Italia. Il suo gioiello è il Castello Dal Verme, edificio titanico che costituisce un formidabile complesso architettonico medievale. Dalla terrazza e dalla torre si gode un panorama mozzafiato del territorio circostante: le verdi campagne, i freschi boschi, le colline con gli altri castelli della zona.

 

A cura di Valeria Gerli.
Partenza ore 8 dal piazzale di via Mario Pagano (M1).
Quota: 55 euro (pullman, visita guidata, biglietti d'ingresso, offerte chiese, dispensa di approfondimento, radiocuffie, assicurazione). Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Sabato 25 agosto 2018:
LA BELLEZZA DELLA SCIENZA: IL CERN DI GINEVRA


“Se la soluzione è semplice e non c’è nient’altro da togliere, se hai ridotto all’essenziale, allora questa è la bellezza”: dice così un giovane fisico, ma potrebbe aver detto così anche il grande Michelangelo alla fine di una sua opera, deponendo martello e scalpello, non potendo più togliere neanche un grano di marmo. Una grande teoria scientifica è anche un’opera d’arte. Per gli scienziati più grandi, la bellezza è sempre stata uno degli obiettivi da raggiungere, se non addirittura una guida nel cammino verso la verità. Visita all’interno del prestigioso e più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle, il CERN di Ginevra: un racconto semplice e alla portata di tutti di un esperimento senza precedenti che vede scienziati di tutto il mondo (anche di paesi in guerra tra loro!) collaborare intorno alla più grande macchina mai costruita prima, l’acceleratore di particelle LHC. La bellezza e il fascino di questo posto esplodono, qualcosa di simile si può avere solo guardando le cattedrali gotiche, bellissime opere in cui tutti e nessuno hanno lavorato: non esiste un unico nome di architetto o artista, ma ne esistono mille di invisibili che senti presenti con la loro sapiente opera di artigiani. In questa cattedrale della fisica nucleare si cerca la risposta a una domanda che, da sempre, l’umanità non può eludere: cosa c’è oltre quel che conosciamo? Il bosone di Higgs lo si aspettava da 30 anni, le onde gravitazionali da 100 e stiamo ancora aspettando, se mai arriverà, la scoperta della Supersimmetria, la proprietà della materia che ci farà andare ancora più a fondo verso le origini, verso la bellezza e semplicità della Natura. Un ricercatore ci guiderà in questa ricerca della verità, dove tutti lavorano con creatività e sono in ascolto di un elusivo sesto o settimo senso: la “bellezza”. Dove c’è un atteggiamento positivo nei confronti della scienza, lì c’è anche democrazia. Bellezza, arte, scienza, pace, democrazia, molti aspetti di una stessa missione impossibile: la ricerca della conoscenza e della realtà.

«La scienza è un linguaggio comune, che non conosce barriere etniche o politiche, linguaggio universale che può trascendere gli interessi dei singoli paesi fungendo da ponte. Proprio come l’arte». Fabiola Gianotti, direttrice del Cern.

 

Partenza ore 7,30 dal piazzale di via Mario Pagano (M1).
Quota: 60 euro (pullman, visita guidata a cura del personale del Cern, assicurazione). Pranzo libero all'interno del Cern. Disdette entro il 5 agosto: oltre tale limite e senza sostituzione, è richiesta l’intera quota.

Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

Sito aggiornato il 12 febbraio 2018

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