Associazione CLESSIDRA
VISITE GUIDATE "FUORI PORTA"

· Sabato 4 agosto 2018:
IL MONREGALESE
Provincia di Cuneo

Il Monregalese nasce dalle estreme lingue delle Alpi marittime e si allarga sulla pianura, fino alle Langhe. La sua capitale è MONDOVI', la cui peculiarità è quella di essere distribuita su più livelli. Uno di questi è MONDOVI' PIAZZA, raggiungibile con la funicolare, con la sua atmosfera d'altri tempi, dalle antiche piazze e scenografiche facciate, con i capolavori pittorici di Andrea Pozzo nella chiesa della Missione, da poco restaurata. Nei dintorni, ai piedi delle Langhe, BASTIA MONDOVI'. Prezioso l'Oratorio di San Fiorenzo, con i suoi affreschi quattrocenteschi. Si raggiunge poi velocemente VICOFORTE, piccolo paese reso famoso dal santuario Regina Montis Regalis, su progetto di Ascanio Vitozzi, la cui gigantesca cupola ellittica, opera del Gallo, è decorata all'interno con il più grande affresco esistente a tema unico, la Gloria di Maria, su 6032 metri quadrati, da poco restaurato. Il santuario, recentemente, ha guadagnato la ribalta delle cronache nazionali per effetto della traslazione delle salme di Re Vittorio Emanuele III e della Regina Elena di Savoia.

 

A cura di Valentino Scrima.
Partenza ore 8,30 dal piazzale di via Mario Pagano (M1).
Quota: 55 euro (pullman, visita guidata, biglietto funicolare, offerte chiese, dispensa di approfondimento, radiocuffie, assicurazione).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Domenica 12 agosto 2018:
VALSABBIA: DAL LAGO D'IDRO A BAGOLINO
Provincia di Brescia

La Valsabbia, attraversata dal fiume Chiese, ha una morfologia estremamente diversificata, dall'ondulato altopiano carsico ai dolci rilievi morenici, dalla dura e nuda dolomia alle guglie slanciate e suggestive, che trova il proprio indiscutibile fascino proprio in questo mutare dolce, graduale, raramente brusco e comunque sempre armonico. Il fiume Chiese, le cui sorgenti vengono alimentate dal Gruppo dell'Adamello, è il principale immissario e l'unico emissario del LAGO D'IDRO (o Eridio), che caratterizza l'alta Valle. Scavato quasi interamente nelle rocce, mostra lungo la costa tratti particolarmente suggestivi, ed anche ameni, che possiamo ammirare con una mini-crociera in battello. La pieve del lago è l'antica pieve romanica Santa Maria ad Undas, una delle cinque della “valle storica”, che richiama la nascita ed il diffondersi del cristianesimo nella zona. Infine, al confine col Trentino, il borgo di BAGOLINO, che conserva l'aspetto medievale, con case addossate e strade tortuose, portici, piazze, fontane, palazzi antichi e le strette scalinate che salgono alla chiesa di San Giorgio, una sorta di "cattedrale in montagna". Al suo interno, opere di artisti, qui raccolti per testimoniare la grandezza della Repubblica di Bagolino. La Chiesa di San Rocco conserva uno splendido ciclo di affreschi di Pietro da Cemmo, importantissima testimonianza della pittura lombarda tra il 1400 e il 1500, a cavallo tra il Gotico internazionale e il Rinascimento italiano.

 

A cura di Valentino Scrima.
Partenza ore 8,30 dal piazzale di via Mario Pagano (M1).
Quota: 55 euro (pullman, visita guidata, navigazione, offerte chiese, dispensa di approfondimento, radiocuffie, assicurazione).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Sabato 8 settembre 2018:
PARCO SIGURTÀ E BOSCO FONTANA
Provincia di Mantova

Il Parco Giardino Sigurtà a Valeggio sul Mincio nasce dalla perfetta fusione tra un parco storico (sorto nel lontano 1617) e un giardino moderno. In quarant'anni di amorose cure, Carlo Sigurtà, avvalendosi di un secolare diritto di attingere acqua dal Mincio, ha ottenuto il "prodigio" di rendere lussureggiante l'arida vegetazione collinare. Successivamente, il nipote Enzo ha realizzato un prototipo di Parco-Giardino, considerato oggi fra i più straordinari al mondo. Nell'estate 2011 è stato inaugurato il Labirinto, un dedalo di siepi costituito da 1500 esemplari di tasso: un percorso che si snoda su una superficie di 2500 metri quadrati e che è stato definito uno tra i cinque labirinti più incantevoli al mondo. A circa 4 km da Mantova, nel comune di Marmirolo, si estende la Riserva di Bosco Fontana. Fitte chiome di querce e carpini incorniciano un intrico di viali e vialetti, percorribili solo a piedi, a volte affiancati da corsi d'acqua e sorgive per le quali il bosco ha mutato il proprio nome. I Gonzaga lo usarono come luogo di caccia ed il duca Vincenzo vi fece costruire, nel 1595, il castello, cinto da un ampio fossato, che ospita ora un'interessante biblioteca naturalistica.

 

A cura di Alberto Marchesini.
Partenza ore 7,30 dal piazzale di via Mario Pagano (M1).
Quota: 65 euro (pullman, visite, biglietti di ingresso, dispensa, radiocuffie, tour con trenino panoramico nel Parco Sigurtà, visita al Bosco Fontana con un esperto botanico, assicurazione).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Sabato 15 settembre 2018:
PIZZIGHETTONE E NAVIGAZIONE SULl'ADDA
Provincia di Cremona

Navigare sull'Adda a bordo della Motonave Mattei, un battello storico che risale al 1912, completamente restaurato, ci propone un approccio alla navigazione dal sapore antico. L'itinerario prevede un giro ad anello, partendo dal pontile di Pizzighettone, in località Gera. Si attraverserà il Parco Adda Sud, una porzione di fiume ricca di flora e fauna rigogliosa, per giungere poi in località Formigara, dove il battello farà inversione per tornare al pontile di partenza. Qui, a Pizzighettone, visita guidata del borgo, il cui centro storico è interamente circondato dalle antiche mura, raro esempio d'architettura militare. Pizzighettone divenne un importante caposaldo fortificato, a più riprese ampliato e potenziato sotto i vari potentati che si succedettero durante i secoli: le Signorie cremonesi, milanesi (Visconti, Sforza), la Repubblica di Venezia, i sovrani di Francia, gli Asburgo di Spagna e d'Austria, i Borbone, i Savoia, Napoleone Bonaparte. Le sue strutture fortilizie rimasero attive per scopi difensivi sino al 1866, fin oltre l'Unità d'Italia. Un pomeriggio tra arte, storia e natura.

 

Partenza ore 13,30 da piazzale Lodi.
Quota: 40 euro (pullman, noleggio imbarcazione, visita guidata, contributo Pro Loco, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Domenica 16 settembre 2018:
IL PRIAMAR DI SAVONA e la repubblica marinara di noli
Provincia di Savona

La fortezza del Priamar di Savona è un imponente complesso di carattere militare che domina il centro cittadino in corrispondenza del porto. Costruita tra il 1542 e il 1544 dai Genovesi nell'ambito degli interventi finalizzati al definitivo assoggettamento della città di Savona da parte della "Superba", e più volte ampliata, prende il nome dalla collina immediatamente prospiciente il mare su cui sorge, dove i ritrovamenti dei primi insediamenti abitativi risalgono all'età del bronzo. Si tratta della fortificazione di maggiore importanza di tutta la Liguria di Ponente che si presenta attualmente con una forma molto articolata e complessa dovuta alle molte e diverse fasi storiche di costruzione ed ampliamento. Dopo decenni di abbandono, è stata restaurata ed è attualmente sede di diverse attività culturali. Passeggiata nel graziosissimo e storico borgo di Noli, già capitale dell’omonima repubblica marinara. Immediatamente fuori dalle mura del borgo, si trova il monumento medievale più insigne di Noli: la chiesa di San Paragorio, gioiello romanico sorto sopra un precedente complesso paleocristiano.

 

A cura di Valeria Gerli.
Partenza ore 7,30 dal piazzale di via Mario Pagano (M1).
Quota: 60 euro (pullman, visita guidata, biglietti d'ingresso, offerte chiese, dispensa di approfondimento, radiocuffie, assicurazione).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Sabato 22 settembre 2018:
ARTE E PAESAGGIO A VERBANIA

Il MUSEO DEL PAESAGGIO di Verbania rappresenta uno dei punti cardine del patrimonio artistico locale, dove sono raccolte le più importanti collezioni di pittura e scultura del territorio, con opere di Daniele Ranzoni, Achille Tominetti, Carlo Fornara, Vittore Grubicy De Dragon, Arturo Martini e Paolo Troubetzkoy, che ripercorrono gli anni a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, periodo in cui si susseguirono le correnti artistiche del Romanticismo, della Scapigliatura e del Simbolismo, fino al Novecento. Il Museo intende valorizzare le bellezze paesaggistiche del Verbano attraverso l’arte. Paesaggio è VILLA TARANTO, i cui Giardini Botanici, con migliaia di specie vegetali, alcune delle quali uniche in Europa, sono il gioiello naturale donato allo Stato dal Capitano Scozzese Neil Mc Eacharn che lo realizzò dopo anni di laboriosa composizione, facendone una rarissima collezione botanica con piante e fiori provenienti da ogni parte del mondo. Arte è la PARROCCHIALE DI SAN LEONARDO, al cui interno troviamo pregevoli sculture lignee quali il coro, il pulpito, l’altare e il fonte battesimale.

 

A cura di Federica Mingozzi.
Partenza ore 8 dal piazzale di via Mario Pagano (M1).
Quota: 55 euro (pullman, visita guidata, biglietti d'ingresso, offerta chiesa, dispensa di approfondimento, radiocuffie, assicurazione).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Sabato 29 settembre 2018:
BRESCIA: riapre la pinacoteca tosio martinengo

A 9 anni di distanza dalla chiusura, la PINACOTECA TOSIO MARTINENGO ritorna ad essere un polo d’attrazione culturale nuovamente fruibile, pronta per offrirsi alla riscoperta. La Pinacoteca, con la sua importante collezione di opere - Raffaello, Foppa, Savoldo, Moretto, Romanino, Lotto, Ceruti, Hayez, Thorvaldsen, Pelagi, Canella e Canova per citare i nomi più noti -, è stata riorganizzata attraverso un nuovo percorso espositivo in 21 sale concepito per restituire al visitatore la complessità del Museo e delle sue collezioni mediante una riflessione sulla loro storia e sugli orientamenti critici che ne hanno determinato la fisionomia dal tardo-gotico al primo Ottocento. Il cuore della Pinacoteca è costituito dalla pittura bresciana del Rinascimento, la quale ebbe appunto tra i suoi principali interpreti Vincenzo Foppa, Giovanni Gerolamo Savoldo, Girolamo Romanino e Alessandro Moretto. A questi si affiancano numerosi dipinti ‘da cavalletto’ dei secoli XVII e XVIII con temi e generi spesso influenzati dalla pittura fiamminga e olandese: paesaggi e marine, nature morte, dipinti di animali, scene bucoliche e burlesche, ai quali si accompagnano i ritratti e le storie sacre e profane. Ancora in ambito bresciano, meritano attenzione i cosiddetti "pittori della realtà" come Antonio Cifrondi e Giacomo Ceruti, noto con il soprannome di Pitocchetto. Particolare cura è stata prestata a un’efficace integrazione tra pittura bresciana e pittura italiana, unita a un’integrazione con le arti decorative del tempo. Il MUSEO DIOCESIANO DI BRESCIA, è il museo del patrimonio artistico della diocesi di Brescia, situato nel chiostro grande del monastero di San Giuseppe. Nella galleria sono raccolte un centinaio di opere provenienti dal territorio della diocesi, tra le quali si annoverano dipinti di Giovanni Battista Pittoni, MorettoRomaninoAndrea CelestiPaolo Veneziano e Giambattista Tiepolo. La CHIESA DI SAN GIOVANNI EVANGELISTA è una delle chiese più antiche della città, nascosta nelle viuzze tra il Carmine e corso Mameli, che stupisce per le innumerevoli opere d’arte custodite: Moretto e Romanino si fronteggiarono vis à vis dipingendo ben 11 tele ciascuno!

 

A cura di Alberto Marchesini.
Partenza ore 7,30 dal piazzale di via Mario Pagano (M1).
Quota: 60 euro (pullman, visita guidata, biglietti d'ingresso, offerta chiesa, dispensa di approfondimento, radiocuffie, assicurazione).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Martedì 2 ottobre 2018:
Le ville di Sesto San Giovanni:
il borgo di delizia prima delle fabbriche

Provincia di Milano

Sorta sulla strada tra i due cuori della pianura, Milano e Monza, Sesto San Giovanni lega la sua storia a un passato recente di fabbriche e di villaggi operai, di lavoro e di creatività tecnologica, quando cent’anni fa il suo skyline cominciò a popolarsi di altoforni e di capannoni industriali, meritandole l’appellativo di “piccola Manchester d’Italia”. Falck, Campari, Marelli, Breda, Garelli, la Maggi dei dadi Croce Stella, la Ercole Marelli e la Magneti Marelli: grandi aziende che radicano il proprio nome in questo comune del milanese sorto alla sesta pietra miliare da Milano. Eppure, prima delle fabbriche, Sesto fu un ridente borgo di pianura, lontano quanto basta dal “caos” della città e, come disse Vincenzo Monti, pregno di “aer sincero”. Lo dimostra il centro storico dove, tra gli edifici moderni (tra cui primeggia il Municipio di Piero Bottoni), si nascondono le tracce di un passato fatto di eleganti ville di delizia e dei loro stupendi parchi. La Villa dei Puricelli Guerra, per esempio, fu eretta su un sedime dell’XI secolo, trasformata prima in dimora elegante e poi in moderna filanda, fu quindi adibita da Ercole Marelli ad abitazione e dopolavoro per i propri dipendenti. Fu una filanda anche la Villa Visconti d’Aragona, che nei locali dell’attuale Biblioteca ancora narra di un antico splendore con un ciclo di affreschi seicenteschi. La Villa degli Zorn, all’inizio del Novecento era considerata la più bella di Sesto e ancora lo rivela il suo parco (pubblico) di impianto romantico. La Villa dei Mylius, fu cenacolo culturale attorno a cui si radunarono Manzoni, Cattaneo, Goethe e l’astronomo Barnaba Oriani, mentre i borghesi De Ponti, che dimoreranno nella Villa Visconti d’Aragona, già mescolavano il viver gentile con l’avventura imprenditoriale nel tessile, portando le grazie liberty nella casa per i propri operai, nei pressi del Rondò. Una passeggiata tra storia e arte, per le vie del centro di Sesto.

 

A cura di Monica Torri.
Ritrovo alle ore 15,30 in piazza IV Novembre a Sesto San Giovanni (M1 Sesto Rondò), davanti alla farmacia.
Quota: 15 euro (visita guidata, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Giovedì 4 ottobre 2018:
CERNUSCO SUL NAVIGLIO E LA MARTESANA
Provincia di Milano

L’evento che maggiormente influì sulla storia di Cernusco sul Naviglio fu la costruzione, nella seconda metà del XV secolo, sotto la signoria degli Sforza, del Naviglio della Martesana, un’importante via d’acqua che, agevolando i collegamenti con Milano, Lodi, Como, Lecco e Cremona, diede un notevole slancio allo sviluppo economico e urbanistico di questo territorio, che nel Seicento e nel Settecento venne scelto dalla nobiltà milanese come luogo ideale di villeggiatura. Santuario di Santa Maria Addolorata: di origine altomedievale, fa parte del Cammino di Sant'Agostino. Ponte levatoio pedonale sul Naviglio della Martesana: è una costruzione moderna che ricorda gli accessi ai vecchi castelli medievali, costruito in ferro e legno, collega le due sponde del Naviglio. Di Villa Alari Visconti, villa di delizia in stile Rococò edificata nel XVIII secolo, visiteremo il giardino all’italiana, il parco e la cappella gentilizia (apertura speciale). La villa rappresenta un unicum nell'insieme delle ville sei-settecentesche lombarde, espressione più compiuta giunta fino a noi della personalità artistica dell'architetto romano Giovanni Ruggeri. Villa Greppi (esterni): davvero monumentale, è degna di nota soprattutto per la struttura architettonica esterna e per il giardino, con le due imponenti cancellate su via Cavour. Insieme ai gelsi che ricordano il passato di Cernusco, qui troviamo la Tuba Mirum, una scultura di Arman, maestro del nouveau réalisme francese, le cui opere sono esposte a Parigi, Berlino, New York. Molti cernuschesi sbozzolavano i bachi e filavano la seta e per ricordare questo pezzo di storia della città, nel centro storico si trova un percorso pedonale dedicato alla produzione della seta, tra le piazzette rinominate con i nomi delle vecchie corti.

 

A cura di Valeria Gerli.
Ritrovo alle ore 15,30 alla fermata M2 Cernusco sul Naviglio.
Quota: 15 euro (visita guidata, biglietti d'ingresso, offerte chiese, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Sabato 6 ottobre 2018:
SACRA DI SAN MICHELE E SANT'ANTONIO DI RANVERSO
Provincia di Torino

Tutta la storia della valle di Susa sta nella forma, un solco ampio e profondo che regna trasversalmente le Alpi Occidentali e che pare continuare la pianura pedemontana sino ai piedi delle vette alpine. Questo invito al passaggio è stato raccolto nei secoli da tutte le popolazioni e da tutti gli eserciti che hanno dovuto o voluto accedere da occidente nella penisola italiana, e sui valichi e sul suo fondovalle è transitata buona parte della storia d'Europa. Sul percorso della Strada Antica di Francia, sorsero nel Medioevo alcune abbazie che avevano la funzione di dare ristoro ai pellegrini e di ostacolare le invasioni saracene. La prima è la Precettoria di Sant'Antonio di Ranverso, con la bellissima facciata e i pregevoli affreschi quattrocenteschi in parte dovuti a Giacomo Jaquerio. Infine, l’imponente e suggestiva Sacra di San Michele, uno dei monumenti più famosi del Piemonte, che si erge maestosa sulla cima del monte Pirchiriano e che si pone come simbolo dell’Europa medievale permeata di una cultura che travalicava i confini dei territori feudali.

 

A cura di Mirella Savarino e Monica Manescotto.
Partenza ore 7,30 dal piazzale di via Mario Pagano (M1).
Quota: 60 euro (pullman, visita guidata, biglietti d'ingresso, dispensa di approfondimento, radiocuffie, assicurazione).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Martedì 9 ottobre 2018:
LA FONDAZIONE MARIA COSWAY A LODI

Agli inizi dell’800, Maria Hadfield Cosway fu una delle figure femminili più affascinanti dell’epoca; fu pittrice, cantante e musicista, nonché educatrice. Fondò a Lodi il Collegio della Beata Vergine delle Grazie destinato all’educazione e all’istruzione delle fanciulle (civil donzelle) della nobiltà e dell’alta borghesia lombarda. Le convinzioni pedagogiche di Maria escludono imposizioni e metodi troppo autoritari e si rifanno alle teorie di J.J. Rousseau e Pestalozzi. La stessa Cosway, nel presentare gli obiettivi del Collegio, dichiarava che il suo intento era formare buone madri di famiglia, capaci di educare la propria prole, e di fare nella società decorosa comparsa. La sua vita si svolse tra l’Italia, Londra, Lione e Parigi, dove ebbe modo di vivere in prima persona i grandi avvenimenti storici che caratterizzarono la sua epoca e di conoscere importanti esponenti della politica e della cultura. Questa inglesina bionda, dai grandi occhi blu, ha navigato con amabilità e perizia nel mondo tempestoso del suo tempo, agitato da grandi, sconvolgenti mutazioni: e l'ha fatto da viaggiatrice esperta, secondo l'uso inglese. Una personalità colta e complessa, con molte intuizioni sorrette da iniziative ambiziose insieme a passioni e idealità, soddisfazioni e inquietudini, sofferenze anche.

 

A cura di Alberto Marchesini.
Partenza ore 14,30 da piazzale Lodi.
Quota: 40 euro (pullman, visita guidata, biglietto d'ingresso, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Mercoledì 10 ottobre 2018:
VILLA BORROMEO D'ADDA AD ARCORE

Provincia di Monza Brianza

«A quattro miglia a Nord della Città di Monza a piè delle prime collinette della amena Brianza, sorge il villaggio di Arcore.  Da un lato vaste e colte pianure ricche di piante e di messi, adorne di casolari e borghi, dall’altro all’intorno aprichi poggi, liete colline coronate da splendide ville, da frequenti paeselli e più lontano la varia, sublime ghirlanda delle Alpi, sotto un cielo purissimo e clemente, fanno di Arcore uno dei più gentili e graziosi luoghi della Lombardia. Sulla cima della sua collinetta, quasi Signora delle sottoposte terre, s’innalza la Villa della famiglia patrizia Milanese d’Adda, semplice ed elegante, la quale bellamente spicca tra le folte e verdi piante del parco, che la ricinge alle falde e in alto […]». Tratto da Illustrazione della Cappella annessa alla Villa dei Marchesi D’Adda in Arcore. Cenno Storico- (1860 circa)

Riapre le porte, dopo importanti lavori di restauro, la Villa Borromeo D’Adda, realizzata dall’abate Ferdinando D’Adda alla metà del Settecento e riammodernata nel 1845 dall’architetto Emilio Alemagna, uno dei gioielli artistici della Brianza. La scrittrice T. Bates Batcheller, che vi dimorò nel 1910, la definì «una delle più sontuose residenze di campagna della Lombardia. Essa conserva le tipiche caratteristiche delle opulente ville lombarde del 1600. La villa di Arcore ha il vantaggio di essere situata su una collinetta abbastanza alta, nel mezzo di un enorme e bellissimo parco all’inglese. Dalla terrazza che domina la grande estensione a prato, si scorge un affascinante giardino formale. La sistemazione del grande salone al centro della casa è particolarmente felice e consente le più belle vedute di tutta la campagna circostante». All'interno della villa, la Cappella Vela, di particolare interesse architettonio e storico-artistico. La costruzione fu commissionata nel 1849/50 all'architetto Giuseppe Balzaretto e agli scultori ticinesi Vincenzo e Lorenzo Vela dal marchese Giovanni d'Adda, in memoria della giovane moglie Maria Isimbardi in seguito alla sua prematura scomparsa. Lo spazio, raffinato e molto raccolto, è stato realizzato su modello della piccola chiesa di San Satiro a Milano (opera di Donato Bramate) e presenta una struttura ottogonale con forme neorinascimentali. Ad arricchire l'edificio, mirabili decorazioni scultoree che rappresentano la Madonna Addolorata e il monumento funebre della giovane defunta. Anche le Scuderie, edificate nell’ultimo decennio del 1800, sono state oggetto di un restauro conservativo, che le ha riportate all’antico splendore.

 

A cura di Valentino Scrima.
Partenza ore 14,30 da Bisceglie (M1).
Quota: 40 euro (pullman, visita guidata, biglietto d'ingresso, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Sabato 13 ottobre 2018:
GLORIE E LUSTRI DI GENOVA

Cuore dell'intero complesso dell'Archivio di Stato, il più antico e vasto archivio notarile del mondo, è una villa cinquecentesca che, oltre agli affreschi di Andrea Semino, presenta interessanti elementi architettonici, come il loggiato e la volta a stella delle scale: un significativo esempio dell'architettura di villa precedente all'arrivo a Genova di Galeazzo Alessi, che con il suo inconfondibile stile avrebbe rivoluzionato la struttura delle residenze patrizie genovesi. Situata sulla collina di Castello, il primo luogo abitato di Genova nell'antichità, la chiesa di Santa Maria di Castello è uno dei più antichi luoghi di culto cristiano di Genova ed una delle più integre e suggestive architetture romaniche della città, realizzata da maestranze antelamiche. Con annesso convento, per secoli sede domenicana di eccellenza, ricca di tesori e oggetto di importanti restauri, è una perla di Genova dove il tempo si è fermato, dove regna il silenzio, dove si respira la storia della città. Nel centro storico, la Chiesa di San Donato, costruita all'inizio del XII secolo  ed ampliata nella seconda metà dello stesso secolo, rappresenta l'esempio più significativo del romanico genovese. Notevoli le opere conservate all'interno e la bellissima torre nolare.

 

A cura di Michela Ceccarini.
Partenza ore 7,30 dal piazzale di via Mario Pagano (M1).
Quota: 55 euro (pullman, visita guidata, biglietti d'ingresso, offerte chiese, dispensa di approfondimento, radiocuffie, assicurazione).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Mercoledì 17 ottobre 2018:
LA NECROPOLI DI MONSORINO E L'ANTICA CULTURA DI GOLASECCA

Provincia di Varese

L’antica cultura di Golasecca, portata da popolazioni di stirpe celtica, fu il più importante fenomeno culturale della prima età del ferro nel nord Italia e segnò il progressivo passaggio dalla preistoria alla storia. Il Museo di Sesto Calende è una tappa obbligatoria per chi vuole conoscere questa affascinante cultura e la sua ricca archeologia. Ospitato in un palazzo dell’800, il museo raccoglie all’interno ricchi corredi funerari ed altri rinvenimenti, mentre all’esterno si affaccia direttamente sul Ticino, elemento di sostentamento e trasporto imprescindibile per i popoli antichi. Dal museo passiamo poi al territorio e alla recentemente musealizzata necropoli golasecchiana in località Monsorino (comune di Golasecca), da cui provengono parte dei reperti visti in museo.

 

A cura di Valeria Gerli.
Partenza ore 14 da Bisceglie (M1).
Quota: 40 euro (pullman, visita guidata, biglietti d'ingresso / offerte chiese, dispensa di approfondimento, radiocuffie).

In caso di maltempo la necropoli di Monsorino verrà sostituita con la abbazia di San Donato e oratorio campestre di San Vincenzo. L’iscrizione al primo itinerario implica la partecipazione all’itinerario sostitutivo.
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Sabato 20 ottobre 2018:
OPERE CICLOPICHE IN VALLE D'AOSTA

L'AREA MEGALITICA DI SAINT-MARTIN DE CORLÉANS ad Aosta, riportata alla luce nel 1969, si estende per circa un ettaro e rivela uno dei più interessanti siti archeologici in Europa, significativa testimonianza di quasi cinque millenni di storia, dai momenti finali del Neolitico ai giorni nostri. Configurata dapprima come un santuario all’aperto destinato al culto dei viventi, l’area assume solo negli ultimi secoli del III millennio funzioni funerarie, divenendo una necropoli privilegiata, con tombe monumentali di varia tipologia megalitica. L’allineamento di almeno 24 pali totemici in legno orientati da Nord-Est a Sud-Ovest progressivamente affiancati e poi sostituiti da più di 46 imponenti stele antropomorfe, costituisce la prima vera manifestazione del megalitismo in quest’area, magistrali capolavori della statuaria preistorica. Il percorso espositivo inizia con una discesa temporale dall’odierno alla preistoria: si apre allo sguardo un ambiente grandioso e l’effetto cercato è quello di una comprensione visiva emozionale dell’insieme, colto come complesso monumentale, modulato dall’illuminazione che muta gradatamente con riferimento alle diverse ore del giorno. Attraversando la dimensione del tempo, i toni delle luci colorano l’atmosfera che avvolge i reperti archeologici, il dolmen, le stele abbattute, le piattaforme, le tracce delle arature. Con un grande salto temporale, troviamo un'altra opera ciclopica della Valle d'Aosta: il FORTE DI BARD, interamente restaurato e raggiungibile con ascensori panoramici. Rimasto pressoché intatto dal momento della sua costruzione, rappresenta uno dei migliori esempi di fortezza di sbarramento di primo Ottocento. L'imponente opera occupa interamente lo strategico sperone roccioso che sbarra l'accesso attraverso la valle. All'interno, il MUSEO DELLE ALPI è uno spazio interattivo attraverso cui il visitatore può viaggiare alla scoperta del mondo alpino, esplorando con i cinque sensi una montagna vissuta e trasformata dalla mano dell’uomo. Ai piedi del forte da non perdere la visita del suggestivo borgo medievale di BARD.

 

A cura di Donato Arcaro.
Partenza ore 7,30 dal piazzale di via Mario Pagano (M1).
Quota: 60 euro (pullman, visita guidata, biglietti d'ingresso, dispensa di approfondimento, radiocuffie, assicurazione).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Martedì 23 ottobre 2018:
VILLA BERNASCONI A CERNOBBIO

Provincia di Como

Villa Bernasconi, tipico esempio di villino isolato con torretta in stile Liberty, fu commissionata dall'imprenditore tessile Davide Bernasconi all'architetto di Milano Alfredo Campanini. La residenza doveva rappresentare il successo conseguito, la moda dei tempi e il clima di ottimismo e di benessere diffuso. Sita nei pressi del centro cittadino, la villa fu edificata su un lotto di terreno ai limiti degli stabilimenti serici di proprietà della famiglia. Ogni elemento decorativo è stato progettato dal Campanini nei minimi dettagli, integrando armoniosamente materiali e forme, coordinando il lavoro di artigiani di alto livello, tra cui Alessandro Mazzucotelli per i ferri battuti. Un piccolo gioiello Liberty con una struttura innovativa, ricorrendo a forme, volumi, decori e materiali inediti che davano alla costruzione una leggerezza  e una eleganza incredibile che risentiva dello spirito nuovo che aleggiava a quell’epoca (la Belle Époque), tra spinte sociali, innovazioni culturali e l’afflato modernista che spirava dall’Art Noveau. La villa oggi ospita il primo museo parlante multisensoriale permanente dedicato al Liberty e alla famiglia Bernasconi. In realtà, è la stessa villa, con la sua storia ultracentenaria, le sue stanze, l’atmosfera che si respira, ricostruita attraverso arredi, musiche, esperienze multisensoriali e multimediali, che si mette in mostra. E’ “una casa che ti parla” e che, senza reticenze, mostra i suoi segreti.

 

A cura di Christian Citterio.
Partenza ore 14 da Bisceglie (M1).
Quota: 40 euro (pullman, visita guidata, biglietto d'ingresso, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Sabato 27 ottobre 2018:
CENTRALI ELETTRIche deLLA VALTELLINA:

IL "LUMINOSO" incontro tra architettura, ambiente e tecnica

Provincia di Sondrio

Da quella prima Centrale Elettrica in Europa che vide la luce a due passi dal Duomo nel 1883, Milano ha studiato, prodotto, spesso caricato di significati simbolici, quel mirabile artificio che illumina gli eventi della vita e che ben presto segnerà il decollo dell’industria italiana fra Ottocento e Novecento. Di questa rivoluzione tradotta nel Quarto Stato di Pellizza da Volpedo nella luce simbolica che guida il cammino degli operai, saranno protagonisti grandi imprenditori del Novecento come Ettore Conti o Guido Ucelli di Nemi, ma anche grandi aziende, come la Edison e l’Azienda Elettrica Municipale, cui spetterà il compito di portare in ogni casa e in ogni fabbrica la luce e l’energia elettrica. Dopo le bellissime Centrali Bertini (1898), Taccani (1906) ed Esterle (1914) che Edison costruisce sul basso corso dell’Adda, sarà la Valtellina ad accogliere alcune delle più belle Centrali di AEM. La prima a Grosotto, nel 1910, con le sue grazie neoromaniche. La seconda a Grosio, nel 1922, con il magnifico impianto del Roasco dell’architetto Portaluppi che si ispirò al soprastante castello medievale: opera di forte impatto e di grande bellezza. La terza, più su, in Valdidentro, sorse nel 1928 col nome di Centrale di Fraele, alimentata le acque della Diga di Cancano. Fu così che con queste opere titaniche, rese possibile dalle conoscenze acquisite nel trasporto dell’energia su lunghe distanze, la fisionomia della Valtellina cambiò, solcata da cavi, tralicci e immense dighe, ma soprattutto dalle tracce di un progresso tecnologico imponente quanto inarrestabile. A Grosio, visita guidata al Castello Visconti Venosta e al parco.

 

A cura di Monica Torri.
Partenza ore 7,30 dal piazzale di via Mario Pagano (M1).
Quota: 60 euro (pullman, visita guidata, biglietti d'ingresso, dispensa di approfondimento, radiocuffie, assicurazione).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Sabato 10 novembre 2018:
MOSTRA "TINTORETTO 1519-1594"

Venezia, Palazzo Ducale

A Palazzo Ducale, un progetto di ricerca di respiro internazionale per festeggiare i 500 anni della nascita del pittore veneziano Jacopo Tintoretto, tra i giganti della pittura europea del XVI secolo e, indubbiamente, quello che più ha “segnato” Venezia con il marchio inconfondibile del suo genio. Nel percorso espositivo nell’Appartamento del Doge si potranno ammirare settanta dipinti di Tintoretto e un nucleo raro di disegni, per illuminare il processo creativo del maestro, scelti con particolare riferimento ai dipinti esposti. Tra questi: prestiti eccezionali dai musei italiani e da quelli di Londra – la National Gallery, la Royal Collection, il Victoria and Albert Museum, la Courtauld Gallery – da Parigi, Gent, Lione, Dresda, Otterlo, Praga, Rotterdam. Dal Prado di Madrid arriveranno cinque opere straordinarie, comprese Giuseppe e la moglie di Putifarre (1555 circa), Giuditta e Oloferne (1552- 1555) e Il ratto di Elena (1578- 1579), di oltre tre metri di lunghezza. Susanna e i vecchioni, celebre e fascinoso capolavoro del 1555-1556, giungerà dal Kunsthistorisches Museum di Vienna e, grazie agli Staatliche Museen di Berlino, si vedrà in mostra il nobile Ritratto di Giovanni Mocenigo (1580 circa). Chiamato dai dogi e dai notabili veneziani ad abbellire i palazzi e le chiese della città con il suo straordinario talento espressivo, ma anche con la dotta conoscenza dei vasti repertori iconografici della storia, Tintoretto ha lasciato di sé una testimonianza di inestimabile valore che trova nel cinquecentenario la perfetta occasione per essere celebrata e meglio conosciuta.

 

A cura di Costanza Cimarelli.
Ritrovo ore 8,15 al Gate B della Stazione Centrale.
Quota: 120 euro (Biglietto a/r treno frecciarossa, visita guidata, biglietto d'ingresso mostra, diritti di prenotazione, n.2 biglietti per vaporetto, dispensa di approfondimento, radiocuffie, assicurazione).

Pagamento anticipato entro il 17 Ottobre, oltre tale data in caso di disdetta e senza sostituzione la quota non verrà rimborsata. Rientro alle ore 20,15 a Milano Centrale.
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Lunedì 12 novembre 2018:
IL BORGO DI GRAZZANO VISCONTI, UNA FAVOLA MEDIEVALE

Provincia di Piacenza

Grazzano Visconti, per quanto tipica espressione di villaggio medioevale, è un’invenzione del Conte Giuseppe Visconti di Modrone, che trasformò le poche cadenti case coloniche, intorno ad un fatiscente castello, in fascinose dimore medievali. L'obiettivo del conte Giuseppe mirava a realizzare un borgo che oltre a fare degna cornice al castello, avesse in sé strutture utili ad assicurare lavoro ai giovani che terminavano i corsi di artigianato creativo del legno e del ferro battuto della nascente scuola di Grazzano. Definito "Paese irreale nella realtà", ancora oggi nel borgo si continua a lavorare il legno, il ferro e la ceramica secondo gli insegnamenti della cultura e della didattica non scritta, ma tramandata o meglio sussurrata, da padre a figlio. L'amore per l'artigianato creativo qui è ancora sovrano, mentre la borgata e la sua illusione medievale è protetta dell'azione del tempo, con stile e passione, dagli attuali proprietari nipoti del duca Giuseppe Visconti di Modrone.

 

A cura di Christian Citterio.
Partenza ore 14 da piazzale Lodi.
Quota: 40 euro (pullman, visita guidata, biglietto d'ingresso al parco del castello, dispensa di approfondimento, radiocuffie).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Sabato 17 novembre 2018:
IL CUORE DI BERgAMO ALTA

Piazza Vecchia è il vero cuore pulsante di Città Alta: è stata per secoli il fulcro del potere politico di Bergamo e ancora oggi continua ad essere il luogo dove ci si incontra e si vive il tempo libero. Sulla Piazza si affacciano maestosi e imponenti edifici disposti secondo una geometria armonica e perfetta, tanto da far dire a Le Corbusier che “non si può più toccare neppure una pietra, sarebbe un delitto” e ad Hermann Hesse "l'angolo più bello d'Italia". La contigua Piazza del Duomo raccoglie in pochissimo spazio ed in pittoresca asimmetria i monumenti più insigni della città. Il Museo e Tesoro della Cattedrale, inaugurato nel 2012, ha sede nei sotterranei della Cattedrale di Sant’Alessandro dove, durante i lavori di sistemazione degli impianti del 2004, sono venute alla luce alcune testimonianze archeologiche della storia di Bergamo dal X secolo a.C. al XVI secolo: tracce di insediamenti preistorici, resti di domus romane, testimonianze della chiesa paleocristiana e della cattedrale romanica. Con questo Museo la Diocesi di Bergamo vuole far conoscere la storia della propria chiesa, illustrare le vicende costruttive che hanno coinvolto questo luogo e, attraverso l’esposizione di preziosi oggetti di arte e di liturgia, accostare il visitatore all’atmosfera di sacralità e di bellezza che ha caratterizzato la vita dell’antica Cattedrale di San Vincenzo. Nel cuore del percorso è collocato il Tesoro del Duomo, la raccolta degli oggetti più preziosi sopravvissuti e custoditi nel corso dei secoli. Un concentrato di bellezza è la Cappella Colleoni: la sua facciata decorata da marmi rossi e bianchi è un capolavoro del Rinascimento italiano; i suoi interni un concentrato incredibile di opere d’arte: la statua equestre del condottiero bergamasco Bartolomeo Colleoni, i sarcofagi interamente intarsiati nel marmo, la delicata tomba della figlia Medea, i legni scolpiti dei banchi. Le severe linee romaniche esterne della basilica Santa Maria Maggiore contrastano con l’esplosione barocca degli interni. Maestosa e imponente, è la chiesa più bella e amata dai bergamaschi. Affreschi, stucchi, arazzi e tarsie lignee realizzate su disegno del famosissimo artista Lorenzo Lotto decorano oggi l’interno dell’edificio.

 

A cura di Valeria Gerli.
Partenza ore 8,30 dal piazzale di via Mario Pagano (M1).
Quota: 55 euro (pullman, visita guidata, biglietti d'ingresso, offerte chiese, dispensa di approfondimento, radiocuffie, assicurazione).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Sabato 24 novembre 2018:
CASTELLI DEL PARMENSE: BARDI E COMPIANO

Provincia di Parma

La FORTEZZA DI BARDI è arroccata da più di mille anni sopra uno sperone di diaspro rosso, alla confluenza dei torrenti Ceno e Noveglia, e rappresenta un massimo esempio di architettura militare in Emilia. Appartenne dalla metà del Duecento, e per oltre quattro secoli, ai Landi, principi rinascimentali che pure battevano moneta su licenza imperiale. Verso la fine del Cinquecento, la Fortezza, viene parzialmente trasformata in elitaria dimora patrizia. Tutti da ammirare sono i camminamenti di ronda, le torri, la piazza d'armi, il cortile d'onore porticato, il pozzo, la ghiacciaia, i granai, le prigioni e le sale di tortura. Dal fondovalle dell'Alta Val Taro lo sguardo si alza verso un colle: COMPIANO, con il borgo antico parte del Club dei borghi più belli d'Italia, e appena più in alto il castello. Un maniero possente, con 3 torri circolari alla piacentina e una quadrata, più antica, che ospitava le prigioni. L'arrivo è emozionante: gli archi di ingresso, il giardino e le mura, le statue, il rivellino per ammirare il panorama dell'Appennino. La visita guidata comprende le sale arredate della Marchesa Gambarotta: la biblioteca, la cappella del Collegio, studio, camera da letto, fino ai saloni affascinanti dedicati all'Oriente e alla Musica. Un castello semplice e forte all'esterno, che all'interno rivela invece delle stanze eleganti e ricche di opere d'arte.

 

A cura di Claudio Giorgione.
Partenza ore 8 dal piazzale di via Mario Pagano (M1).
Quota: 60 euro (pullman, visita guidata, biglietti d'ingresso, dispensa di approfondimento, radiocuffie, assicurazione).

Pranzo facoltativo, euro 20 a persona, da sottoscrivere al momento dell’iscrizione: gnocco fritto con salumi misti, tortelli alle erbette al burro e parmigiano, dolce della casa, acqua, ¼ di vino, caffè.
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Venerdì 7 dicembre 2018:
I MERCATINI NATALIZI DI LUCERNA

Svizzera

Immersa in uno spettacolare panorama montano, Lucerna è la porta d’ingresso della Svizzera Centrale, sul Lago dei Quattro Cantoni. Grazie ai suoi monumenti, tra cui spicca il Kapellbrücke (Ponte della Cappella) realizzato in legno in epoca medievale, riccamente decorato di dipinti e considerato uno dei ponti in legno coperti più antichi d’Europa, ai suoi negozi di souvenir e di orologi, all’attraente posizione sul lago e ai vicini monti Rigi, Pilatus o Stanserhorn, è una tappa imperdibile. A Lucerna si respira l’atmosfera natalizia in ogni angolo: questa città della Svizzera tedesca sente moltissimo l'atmosfera dei giorni dedicati a San Nicola (conosciuto ai più come Babbo Natale) e li onora con mercatini, fiere e spettacoli per tutti i gusti. Lo shopping inizia all'interno della sala della grande stazione ferroviaria con il Mercato del Bambin Gesù (Luzerner Christkindlimarkt), ben protetto dalla neve e dalla pioggia: circa 25 bancarelle invitano a passeggiare in una bella atmosfera, con un mix di dolci e piatti saporiti tipici della zona ma anche candele, lampade ad olio, oggetti artigianali, stoffe per l'inverno ed utensili da cucina. Anche la piazza adiacente alla Chiesa francescana  la Franziskanerplatz – si anima di luci e 70 bancarelle per tutto il mese, trasformandosi in una piccola città di casette di legno colorate (Lozärner Wiehnachtsmärt, Mercato di Natale di Lucerna). Infine, da non perdere sono le bellissime scenografie ed i suggestivi addobbi dell'Hotel Weihnachtsthotel Seeburg, un'istituzione a Lucerna. Il più grande e più tradizionale mercatino di Natale della Svizzera, in una posizione unica accanto al lungolago.


Partenza ore 7,30 dal piazzale di via Mario Pagano (M1).
Quota: 50 euro (pullman, assicurazione). Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· NUOVA DATA: Sabato 15 dicembre 2018
LA BELLEZZA DELLA SCIENZA: IL CERN DI GINEVRA


“Se la soluzione è semplice e non c’è nient’altro da togliere, se hai ridotto all’essenziale, allora questa è la bellezza”: dice così un giovane fisico, ma potrebbe aver detto così anche il grande Michelangelo alla fine di una sua opera, deponendo martello e scalpello, non potendo più togliere neanche un grano di marmo. Una grande teoria scientifica è anche un’opera d’arte. Per gli scienziati più grandi, la bellezza è sempre stata uno degli obiettivi da raggiungere, se non addirittura una guida nel cammino verso la verità. Visita all’interno del prestigioso e più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle, il CERN di Ginevra: un racconto semplice e alla portata di tutti di un esperimento senza precedenti che vede scienziati di tutto il mondo (anche di paesi in guerra tra loro!) collaborare intorno alla più grande macchina mai costruita prima, l’acceleratore di particelle LHC. La bellezza e il fascino di questo posto esplodono, qualcosa di simile si può avere solo guardando le cattedrali gotiche, bellissime opere in cui tutti e nessuno hanno lavorato: non esiste un unico nome di architetto o artista, ma ne esistono mille di invisibili che senti presenti con la loro sapiente opera di artigiani. In questa cattedrale della fisica nucleare si cerca la risposta a una domanda che, da sempre, l’umanità non può eludere: cosa c’è oltre quel che conosciamo? Il bosone di Higgs lo si aspettava da 30 anni, le onde gravitazionali da 100 e stiamo ancora aspettando, se mai arriverà, la scoperta della Supersimmetria, la proprietà della materia che ci farà andare ancora più a fondo verso le origini, verso la bellezza e semplicità della Natura. Un ricercatore ci guiderà in questa ricerca della verità, dove tutti lavorano con creatività e sono in ascolto di un elusivo sesto o settimo senso: la “bellezza”. Dove c’è un atteggiamento positivo nei confronti della scienza, lì c’è anche democrazia. Bellezza, arte, scienza, pace, democrazia, molti aspetti di una stessa missione impossibile: la ricerca della conoscenza e della realtà.

«La scienza è un linguaggio comune, che non conosce barriere etniche o politiche, linguaggio universale che può trascendere gli interessi dei singoli paesi fungendo da ponte. Proprio come l’arte». Fabiola Gianotti, direttrice del Cern.

 

Partenza ore 7 dal piazzale di via Mario Pagano (M1).
Quota: 60 euro (pullman, visita guidata a cura del personale del Cern, assicurazione). Pranzo libero all'interno del Cern.
Disdette entro il 18 novembre: oltre tale limite e senza sostituzione, è richiesta l’intera quota.

Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Sabato 12 gennaio 2019:
MOSTRA "L'OTTOCENTO LOMBARDO"

Lecco, Palazzo delle Paure

La mostra propone un viaggio esplorativo nella pittura e, più in generale, nella cultura della Lombardia del XIX secolo. Partendo dalla stagione romantica, passando per le esperienze risorgimentali e le ribellioni scapigliate, il percorso approda all'impegno sociale delle generazioni di fine secolo e alla ricerca divisionista. È ormai noto che l'Ottocento italiano sia un secolo ricco di motivi di interesse e di personalità artistiche da scoprire. Ad eccezione di alcuni grandi nomi che hanno già conosciuto la loro importante riscoperta (quali Francesco Hayez), la maggior parte di artisti è ancora tutta da raccontare, in attesa di una necessaria quanto meritata riscoperta. L’esposizione, dunque, offrirà l’opportunità di scoprire un universo dinamico e sorprendente, artisticamente e intellettualmente molto raffinato e sperimentale, e di indagare la società italiana del tempo, tra certezze e contraddizioni. Pur tenendo come cardine la scena milanese – in particolare il magistero dell’Accademia di Brera – la mostra indagherà con attenzione anche la situazione delle altre provincie lombarde e le aree più periferiche e provinciali. Si comincia con la stagione Romantica, in cui primeggia la figura di Francesco Hayez, maestro e modello di intere generazioni di pittori. Insieme ad Hayez saranno esposte le opere di alcuni pittori che da lui presero insegnamento per il proprio percorso e quelle di maestri a lui contemporanei, quali Giuseppe Diotti, Giacomo Trecourt, Massimo d’Azeglio e Giuseppe Molteni. Un’attenzione particolare sarà riservata all’iconografia manzoniana, assai diffusa in Italia per tutto l’Ottocento. Una sezione a se stante sarà dedicata ai vedutisti e ai “prospettici” (da Migliara a Inganni), con i loro scorci cittadini che spesso raccontano una Milano che oggi non c’è più, in scenette di vita quotidiana che offrono uno sguardo prezioso anche sull’urbanistica e sulla società del tempo. Il percorso passa poi al periodo delle Guerre di Indipendenza, con opere dedicate alle tematiche risorgimentali, intese sia come celebrazione dei protagonisti, che come racconto intimo e quotidiano. Particolare attenzione verrà data alla ricerca di Gerolamo e Domenico Induno, grandi interpreti del tema risorgimentale ma noti anche per le loro scene di genere, che narrano la vita delle classi meno abbienti, interpretando magistralmente un modello pittorico che ebbe poi ampia fortuna. Nella ricerca degli stessi Induno si percepisce anche la diffusione di un genere che ebbe ampio successo all’epoca: il revival storicista e la pittura salottiera elegante e frivola, con opere che ritraggono immaginari incontri galanti ambientati del secolo precedente o giovani dame nei loro salotti. La personalità, visionaria e unica, di Giovanni Carnovali detto il Piccio introduce al sensibile cambio di rotta della seconda metà del secolo. Artista fuori dal proprio tempo, straordinario anticipatore di soluzione linguistiche illuminanti per le generazioni successive, il Piccio è un artista fondamentale per la nascita delle ricerche di artisti quali Federico Faruffini e, soprattutto, Tranquillo Cremona. Il primo, uomo tormentato e irrisolto, aprirà le porte a moderne interpretazioni della pittura storicista e letteraria; il secondo, con Daniele Ranzoni e Giuseppe Grandi, fonderà la Scapigliatura, movimento che si espresse tanto in letteratura quanto nelle arti visive. La loro generazione, delusa dagli esiti dell’Unità d’Italia, cercherà risposte ai propri dubbi esistenziali e alla propria vocazione ribelle in atteggiamenti ostentatamente bohémien e in un linguaggio artistico sperimentale e moderno, sul quale affonderà le radici molta della pittura dei decenni successivi. Con la Scapigliatura ci spostiamo, dunque, nella seconda metà del secolo. Periodo storico nel quale in Lombardia raccoglie grande fortuna anche il genere del paesaggio. Nascono negli ultimi decenni dell’Ottocento le molte tele che raccontano le campagne brianzole, le vette alpine e le suggestive acque dei laghi. In mostra non mancheranno, dunque, opere di artisti quali Gignous e Gola, eccellenti interpreti di questo genere pittorico, ma anche di Mosé Bianchi e di tutti coloro che narrarono, in scene assai piacevoli, la vita quotidiana del tempo. Ma l'ultimo quarto di secolo vede anche sorgere un nuovo interesse per il sociale, indagato non più come scena di genere ma con volontà di denuncia, come manifesto di una nuova mentalità. Nasce la pittura del verismo sociale, che in Lombardia conobbe una stagione importante e consistente, con artisti quali Longoni, Sottocornola, Morbelli. E nasce il Divisionismo, tecnica pittorica che si espresse con risultati eccellenti sia sul tema sociale che sul versante simbolista. I protagonisti del Divisionismo sono molti e molto noti, da Segantini a Previati, e ci accompagneranno verso la conclusione del nostro percorso. In abbinamento alla mostra, visita a CIVATE al Complesso di San Calocero (sec. IX-XVII) e alla Casa del Pellegrino (sec. XV).

 

A cura di Valentino Scrima.
Partenza ore 9 dal piazzale di via Mario Pagano (M1).
Quota: 55 euro (pullman, visita guidata, biglietti d'ingresso, guide locali per Civate, dispensa di approfondimento, radiocuffie, assicurazione). Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Sabato 26 gennaio 2019:
MOSTRA "CHAGALL. COME NELLA PITTURA, COSÌ NELLA POESIA"

Mantova, Palazzo della Ragione

Il Palazzo della Ragione di Mantova, costruito nel 1251, è il palazzo che domina piazza delle Erbe, dove per secoli veniva amministrata la giustizia cittadina, e in cui persone di ogni ceto e cultura esponevano i propri problemi e la propria vita. Sulle pareti, grandi affreschi medioevali raccontano ancora oggi le avventure di una comunità, quasi sospese nel vuoto. Dopo anni di accurati restauri a seguito del terremoto del 2012, riapre le porte alla città proprio in occasione della mostra su Marc Chagall (Vitebsk, 7 luglio 1887 – Saint-Paul-de-Vence, 28 marzo 1985), il pittore che insieme a Picasso e Robert Delaunay ha forse ispirato il maggior numero di poeti, scrittori e critici militanti del Novecento. Lo sguardo del visitatore potrà così ammirare, in una situazione assolutamente inedita, le consonanze e le differenze tra il frutto artistico di un maestro assoluto del Novecento e gli esiti pieni di colore di molti ignoti pittori del Duecento e del Trecento, sapendo che in ogni caso è l’umanità a essere protagonista. La mostra espone oltre 130 opere tra cui il ciclo completo dei 7 teleri dipinti da Chagall nel 1920 per il Teatro ebraico da camera di Mosca: opere straordinarie che rappresentano il momento più rivoluzionario e meno nostalgico del suo percorso artistico. I teleri costituiscono un prestito eccezionale della Galleria di Stato Tretjakov di Mosca, di assai rara presenza in Italia. Il progetto espositivo proporrà, attorno alle sette opere, la ricostruzione dell'environment del Teatro ebraico da camera, ossia una "scatola" di circa 40 metri quadrati di superficie, per cui Chagall aveva realizzato, oltre ai dipinti parietali, le decorazioni per il soffitto, il sipario, insieme a costumi e scenografie per tre opere teatrali. Una selezione di opere emblematiche (dipinti e acquerelli) di Marc Chagall degli anni 1911 – 1918 accompagnerà l'allestimento immersivo del Teatro ebraico da camera, insieme a una serie di acqueforti, eseguite tra il 1923 e il 1939, tra cui le illustrazioni per le "Anime morte di Gogol", per le Favole di La Fontaine e per la Bibbia. Le incisioni si inseriscono nel percorso espositivo a testimoniare lo stretto rapporto tra arte e letteratura nel periodo delle avanguardie. Marc Chagall non fu “solo” pittore, ma visionario romantico di un secolo intero, poeta estremo di un secolo di rivoluzioni. Visse novanta anni, viaggiò in tutto il mondo e fu soprattutto capace di viaggiare onestamente dentro se stesso, nei suoi sentimenti narrati con delicatezza e devozione. Raccontò con poesia, leggerezza e determinazione la Rivoluzione Russa, le due Guerre Mondiali, le luci esplosive di Parigi, la sua cittadina di Vitebsk e la sua Russia, la sua cultura e religione ebrea, il suo amore immortale per Bella. Marc Chagall è un sublime narratore: nelle sue opere ci parla delle storie piccole o grandi di un popolo che sa smarrirsi e ritrovarsi nel corso del tempo. La visita alla mostra sarà abbinata ad un PARTICOLARE ITINERARIO IN CITTÀ.

 

A cura di Federica Maria Marella.
Partenza ore 8 dal piazzale di via Mario Pagano (M1).
Quota: 65 euro (pullman, visita guidata, guida locale per itinerario cittadino, biglietti d'ingresso, dispensa di approfondimento, radiocuffie, assicurazione).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

· Sabato 16 febbraio 2019:
MOSTRA "warhol & friends. new york negli anni '80"

Bologna, Palazzo Albergati

A Palazzo Albergati di Bologna in mostra circa 150 opere che raccontano Warhol, la sua vita e la sua produzione. Ma non solo. Tra storie di eccessi, trasgressione e mondanità, i protagonisti del vivacissimo clima artistico di una sempre nuova New York come Andy Warhol, Jean-Michel Basquiat, Francesco Clemente, Keith Haring, Julian Schnabel e Jeff Koons. Letti troppo spesso come il decennio del disincanto e della superficialità, gli anni ‘80 hanno un loro modo di fare politica in un’esplosione di colori e figure dove l’arte non è solo esperienza visiva. Follia, libertà, eccessi. Una società che brucia di desiderio e di forza, di sfrenatezze e – purtroppo - di implosioni. Una società di giovani che sono pazzi di vita, come diceva Jack Kerouac, ma che la pazzia per la vita ha terribilmente spento in un decennio intriso di contrasti, nella terra dei contrasti: l’America degli Anni Ottanta. A raccontare il fermento irripetibile di un decennio che ha visto combinarsi arte, musica, cinema e letteratura – nel momento in cui gallerie e mercato internazionale decretano il clamoroso successo del ritorno alla pittura – a Bologna arrivano Warhol, Haring con Untitled (1983), Schnabel con Dunciad (Trances of Bouboul) del 1983, Koons con Art Magazine Ads (1989), Basquiat con Untitled (1983) e Bertoglio con Grace Jones e Madonna (1983), solo per citarne alcuni. In mostra con 36 opere e 38 polaroid Andy Warhol che, dopo essere stato vittima nel 1968 di un terribile attentato, proprio all’inizio degli anni ‘80 torna al centro della vita artistica e sociale di New York realizzando alcuni tra i suoi cicli più interessanti presenti in mostra come Shoes, Hammer & Sickle, Camouflage, Lenin, Joseph Beuys, Vesuvius, Knives. Una mostra che racconta un’era e un’epoca, attraverso la forza ribelle di grandi geni dal potere espressivo libero incandescente e, per questo, eterno.

 

A cura di Federica Maria Marella.
Partenza ore 8 dal piazzale di via Mario Pagano (M1).
Quota: 60 euro (pullman, visita guidata, biglietto d'ingresso, dispensa di approfondimento, radiocuffie, assicurazione).
Per partecipare è necessario aderire all'Associazione Clessidra.

 

Sito aggiornato il 29 agosto 2018

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