Associazione CLESSIDRA
CONFERENZE

• Domenica 20 gennaio 2019, ore 15:

IL DESIGN ITALIANO: SOGNO POSSIBILE DI UN BINOMIO TRA ARTE E INDUSTRIA


 

E’ nelle devastazioni della Guerra che vanno cercate le premesse di quella storia di creatività che è il Design italiano. Nella povertà dei mezzi e nell’urgenza di trovare soluzioni a questo problema, l’Italia che si rialza troverà infatti la spinta per una nuova eccellenza, che si imporrà al mondo cavalcando le due ruote dello scooter più famoso di sempre: la Vespa. Il cinema di quegli anni e gli albori della pubblicità saranno il volano che esporta oltreoceano non solo il bel Paese, ma anche la sua creatività. E mentre nelle case degli Italiani comincia a entrare la tecnologia degli elettrodomestici, una nuova idea del “bello” applicata a prodotti sfornati dall’industria si diffonde sempre più: Brionvega produce un piccolo televisore portatile e una celeberrima radio che piacciono anche per la forma, oltre che per la funzionalità. La macchina da scrivere viene rivoluzionata da Nizzoli, con la Lettera 22 e poi da Sottsass, con un’accattivante macchina portatile. Lo stesso Nizzoli fornisce un’interpretazione scultorea della macchia da cucire cui dà un nome di donna (Mirella). Non semplici forme, ma forme che discendono dalla funzione e che tengono in considerazione sia i processi produttivi industriali, che i nuovi materiali moderni, in primis la plastica. Aziende giovani come Kartell o Arflex, insieme a Zanuso, Albini, Ponti (con la sua Superleggera), i Castiglioni, Joe Colombo, Magistretti creano il vocabolario del Made in Italy, le cui parole sono “ironia”, “riuso” (basta pensare agli sgabelli Sella e Mezzadro, ricavati da un sellino di bici e da un sedile di trattore, o alla lampada Toio, fatta con un faro d’auto e una canna da pesca). E naturalmente “provocazione”, come nel divano Le Bambole di Bellini o nel divano-guanto da baseball di Colombo, ma anche nella sedia Sacco che imbarazzò un esilarante Fantozzi, fino alle sedute umanizzate di Fabio Novembre...

 

A cura di Monica Torri.

Quota: 10 euro. E' necessaria la prenotazione.

Le disdette sono consentite entro 15 gg. lavorativi.

 

• Domenica 3 marzo 2019, ore 15:

DEBUSSY E FAURÉ


«Se c'è un bel prato che il cielo colma di rugiada, dove nasce, in ogni stagione, qualche fiore dischiuso, dove si colgono a piene mani gigli, caprifogli e gelsomini, ne voglio fare il cammino dove si poserà il tuo passo!» Victor Hugo. Questi versi, musicati da Gabriel Fauré, parlano d’amore e delle bellezze della natura. In Francia, a cavallo tra Ottocento e Novecento, sbocciano forme d’arte che si fondono le une alle altre: musica, poesia e pittura. Nel nostro consueto appuntamento domenicale, ascolteremo brani di Claude Debussy e Gabriel Fauré scoprendo il segreto dell’incontro magico tra suono, parola e colore. Come sempre ci accompagnerà, con il suo canto, la soprano Beatrice Palumbo.

 

A cura di Costanza Cimarelli e Beatrice Palumbo.

Quota: 10 euro. E' necessaria la prenotazione.

Le disdette sono consentite entro 15 gg. lavorativi.

 

Le conferenze si svolgono nella Sala delle Medaglie, presso l'Istituto Orsoline di San Carlo,

in via Lanzone 53, di fronte alla Basilica di Sant'Ambrogio.
• Tram: 2, 14;
• M2 (verde): fermata S.Ambrogio;


 

Sito aggiornato il 12 febbraio 2019

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