Associazione CLESSIDRA
CONFERENZE

• Domenica 18 novembre 2018, ore 15:

L'ANTICo CaLEndARIo RoMAno


Nei periodi più antichi solo i massimi sacerdoti, i pontefici dell'antica Roma, conoscevano il calendario ed annunciavano (calare = annunciare) al primo giorno del mese (le famose calende, kalendae alla latina) le scadenze e le festività del mese. Con il progredire dell'epoca repubblicana, il calendario fu reso pubblico ed infine riformato da Giulio Cesare: grazie ai calcoli dell'astronomo Sosigene fu messo a punto un calendario astronomicamente quasi perfetto, che è ancora sostanzialmente quello usato oggi. Grazie ai calendari conservati conosciamo le principali festività antiche, davvero numerosissime in un mondo politeista, in cui ogni divinità (ed in epoca imperiale anche gli imperatori, "dei in terra") aveva diritto alle proprie feste e celebrazioni! Un viaggio affascinante di 365 giorni per scopire che alcune ricorrenze sono molto più antiche di quel che sembrano, come ad esempio il 25 dicembre.

 

A cura di Valeria Gerli.

Quota: 10 euro. E' necessaria la prenotazione.

Le disdette sono consentite entro 15 gg. lavorativi.

 

• Domenica 25 novembre 2018, ore 15:

GIOACCHINO ROSSINI: l'opera in "crescendo"


«È difficile scrivere la storia di un uomo ancora vivo ... Lo invidio più di chiunque abbia vinto il primo premio in denaro alla lotteria della natura... A differenza di quello, egli ha vinto un nome imperituro, il genio e, soprattutto, la felicità». Stendhal, Vita di Rossini
Gioacchino Rossini, una vita vissuta tra l'Italia e Parigi, ci ha lasciato un numero impressionante di opere e composizioni strumentali. Enfant prodige, compone le "sei sonate a quattro" a soli 12 anni e la prima opera, La cambiale di matrimonio, a 18. Nato nel 1792 a Pesaro, entro il 1824 è a Parigi nel ruolo di direttore musicale del famosissimo Théatre-Italiens: il successo è enorme nonostante la piazza francese sia tra le più difficili da conquistare per un musicista straniero. A dispetto della qualità gioiosa della sua musica, degli infiniti aneddoti legati alla sua passione per il cibo e delle frasi celebri che gli sono state attribuite ("datemi la lista della lavanderia e ve la metterò in musica", ecc...), Rossini, sopraffatto dal nuovo che avanza nella musica e nella storia, si lascia andare ed è preda di una forte depressione che lo allontanerà dalla composizione operistica. Con la sua ultima creazione degli anni '60, La petite Messe solennelle, rompe il silenzio e scavalca il tanto detestato romanticismo, trovando soluzioni armoniche che anticipano esiti tipici del '900. Ancora una volta, ad aiutarci a penetrare l'universo rossiniano, sarà presente il soprano Beatrice Palumbo.

 

A cura di Costanza Cimarelli.

Quota: 10 euro. E' necessaria la prenotazione.

Le disdette sono consentite entro 15 gg. lavorativi.

 

• Domenica 16 dicembre 2018, ore 15:

IL MISTERO DEL BISCIONE MILANESE


L’origine dello stemma milanese: il Biscione milanese è un drago o un serpente? La questione è stimolante, ma la sua stessa formulazione è priva di fondamento: quando si affermò l’aspetto definitivo dello stemma visconteo, intorno all’anno 1300, non esisteva nell’immaginario artistico una netta distinzione tra drago e serpente. Dunque il Biscione è sia l'uno che l'altro, è un'evocativa chimera, un totem proveniente dall'Oriente, una potente forma visiva stratificata di memorie simboliche.

 

A cura di Valentino Scrima.

Quota: 10 euro. E' necessaria la prenotazione.

Le disdette sono consentite entro 15 gg. lavorativi.

 

• Domenica 20 gennaio 2019, ore 15:

IL DESIGN ITALIANO: SOGNO POSSIBILE DI UN BINOMIO TRA ARTE E INDUSTRIA


E’ nelle devastazioni della Guerra che vanno cercate le premesse di quella storia di creatività che è il Design italiano. Nella povertà dei mezzi e nell’urgenza di trovare soluzioni a questo problema, l’Italia che si rialza troverà infatti la spinta per una nuova eccellenza, che si imporrà al mondo cavalcando le due ruote dello scooter più famoso di sempre: la Vespa. Il cinema di quegli anni e gli albori della pubblicità saranno il volano che esporta oltreoceano non solo il bel Paese, ma anche la sua creatività. E mentre nelle case degli Italiani comincia a entrare la tecnologia degli elettrodomestici, una nuova idea del “bello” applicata a prodotti sfornati dall’industria si diffonde sempre più: Brionvega produce un piccolo televisore portatile e una celeberrima radio che piacciono anche per la forma, oltre che per la funzionalità. La macchina da scrivere viene rivoluzionata da Nizzoli, con la Lettera 22 e poi da Sottsass, con un’accattivante macchina portatile. Lo stesso Nizzoli fornisce un’interpretazione scultorea della macchia da cucire cui dà un nome di donna (Mirella). Non semplici forme, ma forme che discendono dalla funzione e che tengono in considerazione sia i processi produttivi industriali, che i nuovi materiali moderni, in primis la plastica. Aziende giovani come Kartell o Arflex, insieme a Zanuso, Albini, Ponti (con la sua Superleggera), i Castiglioni, Joe Colombo, Magistretti creano il vocabolario del Made in Italy, le cui parole sono “ironia”, “riuso” (basta pensare agli sgabelli Sella e Mezzadro, ricavati da un sellino di bici e da un sedile di trattore, o alla lampada Toio, fatta con un faro d’auto e una canna da pesca). E naturalmente “provocazione”, come nel divano Le Bambole di Bellini o nel divano-guanto da baseball di Colombo, ma anche nella sedia Sacco che imbarazzò un esilarante Fantozzi, fino alle sedute umanizzate di Fabio Novembre...

 

A cura di Monica Torri.

Quota: 10 euro. E' necessaria la prenotazione.

Le disdette sono consentite entro 15 gg. lavorativi.

 

Le conferenze si svolgono nella Sala delle Medaglie, presso l'Istituto Orsoline di San Carlo,

in via Lanzone 53, di fronte alla Basilica di Sant'Ambrogio.
• Tram: 2, 14;
• M2 (verde): fermata S.Ambrogio;


 

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